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Concerto per violino e orchestra
CompositoreIgor' Stravinskij
Tonalitàre maggiore
Epoca di composizione1931
Prima esecuzione31 ottobre 1931
PubblicazioneSchott, Magonza 1931
Durata media20 min.
Organicoorchestra sinfonica, violino solista

Igor' Fëdorovič Stravinskij scrisse il suo Concerto per violino e orchestra in re nel 1931; l'opera rientra nel cosiddetto periodo neoclassico dell'autore.

Indice

StoriaModifica

Durante un suo soggiorno a Wiesbaden nel corso di una tournée di concerti, Stravinskij fu contattato da Willy Strecker, direttore delle Edizioni Schott, che gli chiese di comporre un concerto per il giovane astro nascente del violino Samuel Dushkin. Stravinskij esitò inizialmente poiché, non essendo violinista, pensava di non essere all'altezza nell'uso della tecnica dello strumento, ma la rassicurazione che Dushkin gli avrebbe fatto da consulente durante tutta la stesura, lo convinse. Il compositore chiese consiglio anche a Paul Hindemith che, da notevole violinista quale era, lo tranquillizzò ulteriormente[1]. L'opera fu quindi realizzata ad Isère tra il mese di maggio e il 10 giugno del 1931 sempre con l'attenta consulenza di Dushkin. La prima esecuzione avvenne il 23 ottobre 1931 a Berlino al Neues Schauspielhaus im Gendarmenmarkt con la direzione dello stesso Stravinskij e Dushkin come solista ottenendo un'ottima accoglienza. Da questo concerto fu tratto nel 1941 un balletto dal titolo Balustrade con la coreografia di George Balanchine.

AnalisiModifica

Stravinskij realizzò questo lavoro in modo assolutamente libero e fuori dagli schemi. Il concerto si articola non in tre ma in quattro movimenti. Nel primo movimento, Toccata, il violino è protagonista con ampi fraseggi che riportano ad un virtuosismo quasi di maniera[2]. I due movimenti centrali, Aria I e Aria II, ritornano ad una musica più calma, melodiosa e cantabile dove l'influsso di musicisti come Bach e Čajkovskij affiora con evidenza; più che un nostalgico abbandono alla musica del passato, possiamo qui parlare di musica al quadrato poiché Stravinskij rielabora aspetti musicali anche prettamente romantici sempre con un certo distacco ed un velo di ironia[3]. L'ultimo movimento, Capriccio, indica nel nome stesso il carattere assolutamente libero della composizione[4] in cui il violino esegue giochi musicali di brillante concezione dialogando con l'orchestra e, a metà del movimento, col primo violino, realizzando un notevole duetto.

OrganicoModifica

Violino solista; orchestra: due flauti, un ottavino, due oboi, un corno inglese, tre clarinetti, tre fagotti, un controfagotto, quattro corni, tre trombe, tre tromboni, un basso tuba, timpani, grancassa, archi.

NoteModifica

  1. ^ Igor Stravinskij, Chroniques de ma vie, Parigi, Editions Danoel, 1935.
  2. ^ Heinrich Strobel, Stravinskij Classic Humanist, New York, Merlin Press, 1955.
  3. ^ Armando Gentilucci, Guida all'ascolto della musica contemporanea, Milano, Feltrinelli Editore, 1969.
  4. ^ Roman Vlad, Strawinsky, Torino, Einaudi, 1958.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàLCCN (ENno93025002 · WorldCat Identities (ENno93-025002