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La congiura di Macchia, che prende il nome da Gaetano Gambacorta principe di Macchia, che vi partecipò ma non ne fu l'ideatore, fu una cospirazione con cui nel 1701 la nobiltà napoletana tentò senza successo di rovesciare il governo vicereale spagnolo, durante la crisi successoria che si verificò in seguito alla morte di Carlo II di Spagna con l'estinzione del ramo spagnolo degli Asburgo. Il capo dei congiurati fu Tiberio Carafa, principe di Chiusano. Tra gli altri partecipanti alla congiura erano Girolamo Carafa, zio di Tiberio, Carlo De Sangro, Giuseppe Capece, Cesare Michelangelo d'Avalos, Francesco Spinelli e Francesco Gaetani. Il colpe fu tentato tra la notte del 22 e la giornata del 23 settembre 1701 ma fallì quando il viceré spagnolo fu avvisato della congiura. Carlo De Sangro fu catturato e giustiziato mentre Giuseppe Capece fu ucciso durante la sua fuga. Gli altri fuggirono dal Regno di Napoli e trovarono rifugio presso la corte imperiale a Vienna.

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