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Conservatorio Niccolò Piccinni
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàBari
Dati generali
Fondazione1925
TipoConservatorio
PresidenteIda Maria Dentamaro
Mappa di localizzazione
Sito web
Villa Bucciero, sede del Conservatorio

Il Conservatorio Niccolò Piccinni è un istituto superiore di studi musicali fondato a Bari nel 1925.

È intitolato alla memoria di Niccolò Piccinni ed è un'istituzione di alta formazione musicale.

Nel 2015 conta circa 2 000 studenti ed è il Conservatorio col maggior numero di iscritti in Italia.[1] Ha sede a Villa Bucciero dal 1957.

Indice

StoriaModifica

Il Conservatorio nasce come istituto musicale privato, dedicato al celebre compositore e operista barese Niccolò Piccinni e fortemente voluto dal violinista, pubblicista e critico musicale Giovanni Capaldi.

Esso venne inaugurato il 14 maggio 1925, nella prima sede di via Melo nel centro della città, alla presenza delle autorità e del direttore onorario dell'istituto, il maestro Amilcare Zanella (direttore del Liceo Musicale G. Rossini di Pesaro). Primo direttore, fino al 1933, fu lo stesso fondatore. In breve il giovanissimo istituto raggiunse ottimi risultati, col supporto del Comune di Bari e dell'Amministrazione provinciale. Fra i primi insegnanti che portarono all'affermazione dell'istituto ricordiamo la celebre Gioconda De Vito alla cattedra di violino, Italo Delle Cese per la classe di armonia e contrappunto, don Cesare Franco per armonia complementare, Nicola Costa docente di pianoforte principale.

Nel 1932 l'istituto passò sotto la proprietà di un consorzio costituito dalla Provincia, dal Comune di Bari e dal Consiglio Provinciale dell'Economia, trasformandosi in Liceo Musicale. Nel 1937 esso ottenne il pareggiamento ai Conservatori Musicali Statali.

Risorto a fatica dalle rovine della guerra, nel 1957 il Liceo si trasferì nell'attuale sede, villa Lindemann (ex Bucciero), e nel 1959 si trasformò in Conservatorio di Musica di Stato (il 14° in Italia).

Gli insegnamenti (11 nel 1932 e 27 nel 1937) raggiunsero le 48 discipline ordinarie. Protagonista del passaggio da Liceo a Conservatorio fu il maestro Nino Rota, docente di fuga e composizione nel 1950, nonché direttore fino al 1976.

 
Esterno dell'Auditorium

La sede venne ampliata nel 1966 con la costruzione della Scuola Media e contestualmente venne dato avvio ai lavori per la costruzione dell'Auditorium intitolato a Nino Rota, che si protrarranno fino al 1981, anno dell'inaugurazione e dell'entrata in funzione. Nel 1968 la sede venne dotata di biblioteca e nell'ottobre del 1971 sorse la sezione staccata di Monopoli, attualmente sede autonoma. Nel 2009 è stata completata la costruzione di un nuovo plesso di aule ed è iniziata la ristrutturazione dell'Auditorium, ormai chiuso al pubblico dal 1992. Per circa dieci anni (1998-2010), il Conservatorio ha inoltre potuto vantare una sede prestigiosa nel borgo antico, Casa Piccinni (la casa natale del compositore), attivando un centro internazionale di ricerche musicali e un museo della musica.[2]

 
Nino Rota

Direttore onorario del Conservatorio è il M° Riccardo Muti, allievo ai tempi della direzione di Nino Rota.[senza fonte]

DidatticaModifica

All'interno del Conservatorio vi sono attualmente 33 scuole e 203 docenti.

Nell'Istituto hanno sede Corsi di Formazione Pre-Accademica, di I e II Livello, nonché Corsi del Vecchio Ordinamento destinati ad esaurimento.

I vari insegnamenti sono riuniti nei seguenti dipartimenti[3]:

  • Canto e Teatro Musicale
  • Strumenti a Fiato
  • Strumenti ad Arco e Corde
  • Nuove Tecnologie e Linguaggi
  • Strumenti a Tastiera
  • Teoria e Analisi, Composizione e Direzione
  • Didattica
  • Musica Antica

DirettoriModifica

  • Nino Rota (1950-1976)
  • Giovanni Antonioni (1976-1982)
  • Ferdinando Sarno (1982-1987)
  • Raffaele Squicciarini (1987-1989)
  • Marco Renzi (1989-2010)
  • Francesco Monopoli (2010-2012)
  • Giampaolo Schiavo (2012-oggi)

NoteModifica

  1. ^ E' boom di iscrizioni al Conservatorio di Bari, su www.lagazzettadelmezzogiorno.it. URL consultato il 29 novembre 2015.
  2. ^ L’ISTITUTO, su www.conservatoriopiccinni.eu. URL consultato il 29 novembre 2015.
  3. ^ Dipartimenti, su www.conservatoriopiccinni.eu. URL consultato il 29 novembre 2015.

Altri progettiModifica

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