Amilcare Zanella

compositore, pianista e direttore d'orchestra italiano
Amilcare Zanella, 1905

Amilcare Zanella (Monticelli d'Ongina, 26 settembre 1873Pesaro, 9 gennaio 1949) è stato un compositore, pianista e direttore d'orchestra italiano.

Fu allievo di Giovanni Bottesini e diresse i conservatori di Parma e Pesaro.

BiografiaModifica

Nel 1883 entrò nella Regia Scuola di musica di Parma, diplomandosi in pianoforte nel 1891, dopo aver studiato con Ficcarelli e composizione con Dacci.

Nel 1894 fu in Sud America come sostituto di Marino Mancinelli, e vi si fermò fino al 1900, facendosi ammirare come pianista e compositore. La Libertà di Piacenza del 4 aprile 1897 scrisse che nel febbraio era stato nominato professore nel Conservatorio di Buenos Aires. Ritornato in Italia, per farsi conoscere, raccolse a sue spese un'orchestra, con la quale si esibì nel 1901 come compositore, direttore e pianista in una lunga tournée.

Come direttore d'orchestra la sua attività è stata ininterrotta: concerti a Trieste (1907), a Roma (1909), a Napoli, Bari, Genova, Torino, Parma, Milano, a Bologna (commemorazione di Verdi nell'aprile 1913 al Teatro Comunale con la "Messa da requiem"), a Parma (commemorazioni di Corelli e di Merulo), nel giro della "Cenerentola" di Rossini in edizione integrale nel 1920 ad Asti, Pesaro, Roma, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bergamo, a Milano con l'esecuzione dell' "Orfeo" nel III centenario monteverdiano.

Fu direttore del Conservatorio di musica di Parma dal 1903 al 1905, anno in cui succedette a Mascagni nella direzione del Liceo di Pesaro, dove tenne anche la cattedra di composizione, rimanendo in carica fino al 1940. [1]

Il 29 febbraio 1912 diresse a Pesaro l'esecuzione integrale dello Stabat Mater di Rossini con un complesso di duecentocinquanta esecutori, esecuzione come non mai si era sentita e che ebbe un'eco straordinaria anche fuori di Pesaro.[2]

Nella città marchigiana fu iniziato in Massoneria, il 28 maggio 1919 presso la Loggia XI Settembre . Nella stessa Loggia ebbe l'aumento di salario al grado di Compagno il 18 dicembre dello stesso anno, e fu elevato al grado di Maestro il 20 aprile dell'anno successivo[3].

Nel 1921 fondò le società del quartetto di Pesaro e Ascoli Piceno; costituì il Trio di Pesaro con Chiti e Brunelli.[4]

Come compositore si è dedicato prevalentemente alla musica strumentale. La sua musica è caratterizzata dalla vivacità ritmica e dal colore e presenta spesso una vena d'ironia.

Composizioni (parziale)Modifica

Opere liricheModifica

Musica strumentaleModifica

  • Marcia eroica per banda
  • Romanza per violoncello e orchestra
  • Elegia e momento frenetico per archi e xilofono a tastiera.
  • Sonata drammatica per pianoforte, 1897
  • Concerto sinfonico per pianoforte e orchestra, 1897-98
  • Il passero solitario, studio per pianoforte, ed. Casa Musicale Giuliana, Trieste 1899
  • Sinfonia in mi minore per orchestra, 1900
  • Fede, poema sinfonico per orchestra, 1905
  • Vita, poema sinfonico per orchestra, 1907
  • Festa campestre, bozzetto per orchestra (pubblicato 1907, Schmidl d. Trieste)
  • Pasqua di Resurrezione, per coro maschile, 1911
  • Messa da Requiem per tre voci d'uomo, con accompagnamento di organo o armonio, ed. Ricordi 1915
  • Fantasia sinfonica, del 1918
  • Seconda sinfonia fantastica, op. 76, del 1919
  • Fantasia e grande fugato sinfonico a quattro soggetti, op. 25, per orchestra e pianoforte
  • Due pezzi per orchestra: 1., Lacrymae Rerum e 2. umoresca (pubblicato da Ricordi nel 1915-16)
  • Sonata in fa diesis minore, per violino e pianoforte, 1922
  • Quartetto in la maggiore, op. 62 (pub. 1919)
  • Secondo quartetto in re minore per due violini, viola e violoncello, 1924
  • Quintetto (piano, 2 violini, viola, violoncello), op.64 (pub. 1918)
  • Trio per pianoforte, violino, violoncello mi minore, op.23
  • Trio per pianoforte, violino, violoncello sol minore, senza op., 1928
  • Sonate per violoncello e pianoforte, la maggiore, op.72, 1916
  • Il racconto del figlio, romanza per canto e pianoforte, dedicata a Beniamino Gigli, ed. Ricordi 1927
  • L'infinito, per voce di tenore, coro maschile e orchestra, 1929

NoteModifica

  1. ^ Gaspare Nello Vetro, Dizionario della musica e dei musicisti del Ducato di Parma e Piacenza, Comune di Parma - Servizio Biblioteche, 1998.
  2. ^ Arrigo Dioli e Maria Fernanda Nobili, La vita e l'arte di Amilcare Zanella, Bergamo, Edizioni Orobiche, 1941, p. 269.
  3. ^ Vittorio Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Roma, Erasmo ed., 2005, pp. 277-278.
  4. ^ Portale "PiacenzAntica", su piacenzantica.it.

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