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I cornificiani furono dei dialettici del XII secolo che derivavano il loro nome da Cornificio, retore latino del I secolo a.C., un personaggio, citato anche da Quintiliano [1], di cui non si ha nessuna notizia certa e che viene indicato come il probabile autore della Rhetorica ad Herennium [2] [3] attribuita impropriamente anche a Cicerone.

Non sappiamo se i cornificiani si identificassero in una vera e propria scuola che avesse una sua specifica dottrina che facesse capo a Cornificio e se questi fosse storicamente il suo fondatore. Cornificio è infatti uno pseudonimo che viene attribuito nella Vita Vergilii di Donato a un personaggio che nell'opera ha il ruolo di detrattore di Virgilio. [4]

I cornificiani sono oggetto della accesa critica di Giovanni di Salisbury che nel suo Metalogicon li identifica con gli antichi sofisti; i seguaci di Cornificio scrive «sono gente che concepisce non si sa quale arduo pensiero e ignoto a tutti i sapienti nel gonfiore del suo ventoso polmone, sicché non si degna di rispondere a nessuno né di ascoltare qualcuno pazientemente. Qualunque tesi tu gli proponga ti insulterà o riderà (...) nella scuola dei cornificiani si discuteva allora questa questione se il porco condotto al mercato sia tenuto dall'uomo o dalla corda. Altra questione: se ha comprato anche il cappuccio chi ha comprato la cappa intera.» [5]

Giovanni di Salisbury nel primo libro del Metalogicon, presenta i cornificiani come dei detrattori delle arti del trivio (retorica, grammatica e dialettica) il cui insegnamento è ritenuto passatista e tradizionalista: essi invece sostengono il valido uso del linguaggio comune e il rifarsi all'esperienza fondata sui sensi come unica fonte di vera conoscenza. Lo studio dei classici va rigettato e bisogna mettere da parte le regole dell'eloquenza se si vuole raggiungere il sapere autentico.

Nella disputa sugli universali tra i realisti e i nominalisti, i cornificiani traducevano le posizioni contrapposte in formule e confrontandole tra loro ne facevano risaltare le contraddizioni cosicché ne risultava una generale inconsistenza tanto che essi caddero nello scetticismo e, come sostiene Giovanni di Salisbury, abbandonarono le questioni filosofiche e rinchiusisi nei conventi si dettero alla pratica della medicina. [6]

NoteModifica

  1. ^ Quintiliano, Instit., cfr. infra, V 10.2 ; IX 2.27 ; IX 3.71, 89, 98
  2. ^ F. Cancelli, Prefazione a: La retorica a Gaio Erennio, a cura di F. Cancelli, Milano 1992, pp. VIII.
  3. ^ Gualtiero Calboli, Cornificiana 2, L'autore e la tendenza politica della Rhetorica ad Herennium, "Atti della Accademia delle Scienze dell'Istituto di Bologna, Cl. di Scienze Morali" LI/LII (1963/1964) 1-114
  4. ^ Enciclopedia Garzanti di Filosofia alla voce corrispondente
  5. ^ Giovanni di Salisbury, Metalogicum, I, 3
  6. ^ Cesare Cantù, Documenti alla storia universale: Filosofia e letteratura, Volume 3, Cugini Pomba editori, Torino, 1853, pag.368
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