Apri il menu principale

I crediti deteriorati (conosciuti anche come prestiti non performanti o, in inglese, non performing loans, NPL) sono crediti delle banche (mutui, finanziamenti, prestiti) che i debitori non riescono più a ripagare regolarmente o del tutto. Si tratta in pratica di crediti delle banche (debiti per gli altri soggetti) per i quali la riscossione è incerta sia in termini di rispetto della scadenza sia per l'ammontare dell'esposizione di capitale. I non performing loans nel linguaggio bancario sono chiamati anche crediti deteriorati o crediti inesigibili e si distinguono in varie categorie fra le quali le più importanti sono le sofferenze.

GestioneModifica

Queste posizioni in perdita devono essere integralmente* coperte dalle aziende di credito (*il tasso di copertura varia in base alla categoria, alle garanzie e alle indicazioni dell'autorità di vigilanza). Esse possono essere risolte direttamente o le posizioni possono essere cedute a prezzi di saldo, solitamente lotti numerosi a fronte di denaro liquido, a società che studiano la composizione del portafoglio e valutano le probabilità (centile) di riscossione dei crediti deteriorati sulla base delle informazioni commerciali dei soggetti debitori (fallimento, insolvenza senza fallimento, ritardo nei pagamenti)[1].

ClassificazioneModifica

Nel 2008[2], la Banca d'Italia ha classificato i crediti di tipo Non permorfing loans in tre sottoclassi:

  1. Sofferenze (Bad loans);
  2. Inadempienze probabili (Unlikely-to-pay exposures, Utp);
  3. Esposizioni scadute e/o sconfinate (Overdrawn and/or past-due exposures).

Tale classificazione in tre categorie è la medesima prevista dai criteri contabili adottati dal Single Supervisory Mechanism e dal'Autorità bancaria europea.
Oltre agli Npl, esiste inoltre la classe dei crediti ristrutturati (forborne credit[3], di tipo performante e non performante[4]).

Secondo il rapporto PricewaterhouseCoopers pubblicato dicembre del 2018[5], le sofferenze e le inadempienze probabili delle banche italiane erano pari rispettivamente a 130 e 86 miliardi di euro, rispetto ai 165 bn e 94bn dell'anno precedente. Al 2017, la concentrazione dei crediti Utp nelle prime dieci banche italiane era dell'80%, di cui il 53% nei primi tre.[6] Il tasso di copertura dei primi 10 istituti di credito italiani che è risultato del 65.8% per i Bad Loans e del 35% per gli Utp, rispetto al 61.6% e al 31.0% del 2017.

Centrale rischiModifica

Per sorvegliare il rischio a livello nel sistema bancario, la Banca d'Italia, che vigila sulla sana e prudente gestione delle aziende di credito, ha creato la Centrale dei rischi, un archivio nel quale confluiscono le posizioni debitorie di ogni soggetto nei confronti di tutti gli intermediari permettendo per ogni debitore il calcolo della posizione globale di rischio e consentendo agli uffici di vigilanza di Bankitalia di monitorare la stabilità del sistema creditizio e agli intermediari di controllare la solvibilità dei clienti, prima di fare affidamenti, per evitare di erogare credito a soggetti già insolventi od eccessivamente esposti.

Fondo Atlante 1 e 2Modifica

Nell'aprile 2016, per intervenire nelle crisi bancarie provocate dalla grossa quantità di NPL detenuti dagli istituti, è stato costituito il Fondo Atlante per sostenere la loro ricapitalizzazione e rilevare i crediti in sofferenza. Ad agosto 2016 è stato fondato anche il Fondo Atlante 2 per investire unicamente in crediti deteriorati e strumenti collegati ad operazioni in NPL.

NoteModifica

  1. ^ Mps, Padoan: "Da sistema soluzione di mercato efficace" - Economia - ANSA.it
  2. ^ (ITEN) I crediti deteriorati (Non-Performing Loans - NPLs) del sistema bancario italiano, su bancaditalia.it. URL consultato il 17 maggio 2019 (archiviato il 17 maggio 2019).
  3. ^ Carlo Milani, finriskalert.it, https://www.finriskalert.it/?p=4090. URL consultato il 17 maggio 2019 (archiviato il 17 maggio 2019).
  4. ^ Google, su google.it.
  5. ^ (EN) The Italian NPL market - entering a new era (PDF), su pwc.com, dicembre 2018, p. 3. URL consultato il 17 maggio 2019 (archiviato il 17 maggio 2019).
  6. ^ Utp a quota 94 miliardi da smaltire. Attenzione anche agli Npls, su financecommunity.it.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Economia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di economia