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Daily Express
StatoGran Bretagna
Linguainglese
Periodicitàquotidiano
Formatotabloid
FondatoreArthur Pearson
Fondazione1900
Sede10 Lower Thames Street,
Londra EC3R 6EN
EditoreTrinity Mirror
Diffusione cartacea415 000 (2016[1])
DirettorePeter Hill
ISSN0307-0174 (WC · ACNP)
Sito web
 

Il Daily Express è un quotidiano britannico in formato tabloid, fondato nel 1900 da Arthur Pearson, già editore di un'altra testata, il Pearson's Own. L'edizione domenicale appare nel 1918 sotto il nome di Sunday Express.

Il Daily Express Building, sede del giornale a Manchester

Sotto il profilo della linea politica, il tabloid ha un orientamento in prevalenza conservatore e moderatamente euroscettico.

Nel 2018 il gruppo editoriale Trinity Mirror, proprietario del quotidiano concorrente «Daily Mirror», ha acquisito il controllo della Northern & Shell, società editrice del giornale[2] per un valore di 126,7 milioni di sterline.[3]

Indice

StoriaModifica

Il primo numero del Daily Express, fondato da Arthur Pearson (1866-1921) che intendeva imitare il Daily Mail, appare il 24 aprile 1900. Oltre alle notizie politiche, generali ed economiche, sin dalla fondazione il giornale si occupa di sport, gossip, scandali legati al sesso, moda. Ed è il primo giornale in Gran Bretagnaa a pubblicare i cruciverba. Nel 1916 Pearson, che ha perso la vista per un glaucoma già da qualche anno, vende il quotidiano al futuro Lord Bearverbrook.

Nel 1927 la stampa viene effettuata a Manchester, nel 1931 la sede del giornale è al 120 Fleet Street, a Londra, in un edificio art decò costruito per l'occasione. Negli anni Trenta il giornale diventa uno dei più diffusi in Gran Bretagna grazie anche ad una campagna di marketing aggressiva. Sotto la direzione di Arthur Christianson le vendite raddoppiano, passando dai due milioni di copie nel 1936 ai 4 milioni nel 1949. Sono pubblicati anche il fumetto Rupert Bear di Alfred Bertall e fumetti satirici di Carl Giles.

Nel 1938 la pubblicazione torna a Manchester nel Daily Express Building, soprannominato "Black Lubyianka" e progettato da Owen Williams.[4] Un edificio simile viene aperto anche a Glasgow. La stampa di Glasgow termina nel 1974,[5] quella di Manchester nel 1989.[6]

Nel marzo del 1962, Beaverbrook viene attaccato alla Camera dei Comuni per l'esecuzione di "una vendetta prolungata" contro la famiglia reale britannica nei titoli Express. Nello stesso mese, il Duca di Edimburgo descrive l'Express come "un orribile giornale, pieno di bugie, scandali e immaginazione: è un giornale vizioso". L'arrivo della televisione e il mutamento degli interessi del pubblico producono un calo nelle vendite del giornale e dopo la morte di Beaverbrook, nel 1964, la circolazione del giornale declina ulteriormente. Durante questo periodo l'Express, praticamente il solo tra i giornali principali, si oppone con veemenza all'accesso a quella che diventerà la Comunità Economica Europea

Nel 2000 il Daily Express diventa di proprietà di Richard Desmond. All'inizio del 2015, il Daily Express ha rotto il suo decennale sostegno al partito conservatore e si è mosso in linea con il UK Independence Party (UKIP), diventato il maggior partito del Regno Unito nelle elezioni europee del 2014. L'editore Richard Desmond è uno dei principali donatori di UKIP.

DirettoriModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Daily Express | eurotopics.net, su www.eurotopics.net. URL consultato il 22 settembre 2017.
  2. ^ Il Daily Mirror compra il rivale Express, su primaonline.it. URL consultato il 18 febbraio 2018.
  3. ^ (EN) Daily Mirror owner to buy Express titles, in BBC News, 9 febbraio 2018. URL consultato il 9 febbraio 2018.
  4. ^ (EN) The Daily Express - The Press In Great Britain, maggio 2015.
  5. ^ (EN) The Kilmarnock Fact Book, in Google Books / Amberley Publishing Ltd.. URL consultato il 3 febbraio 2016.
  6. ^ (EN) Daily Express, Manchester, in Engineering Timelines. URL consultato il 3 febbraio 2016.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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