Deo ignoto

Frase latina

La frase deo ignoto significa "al dio sconosciuto" ed è presente in un versetto della Bibbia, Atti degli Apostoli 17, 23[1]:

(LA)

«praeteriens enim et videns simulacra vestra inveni et aram in qua scriptum erat ignoto deo quod ergo ignorantes colitis hoc ego adnuntio vobis.»

(IT)

«Passando infatti e osservando i monumenti del vostro culto, ho trovato anche un'ara con l'iscrizione: Al Dio ignoto. Quello che voi adorate senza conoscere, io ve lo annunzio.»

L'iscrizione è riportata da Paolo di Tarso che l'aveva letta, a sua volta, su un tempio di Atene durante il suo ministero apostolico. Ne prese lo spunto per far conoscere il Dio dei cristiani.

Un pagano avrebbe detto che, pur sforzandosi di essere rispettoso di tutte le divinità, poteva accadere che gli sfuggisse di onorarne una. A quella, pur sconosciuta, elevava con quelle parole il suo rispetto.

In teologia, il dio ignoto (in greco θεὸς ἄγνωστος) va distinto sia dal deus absconditus che dal deus otiosus.

La frase si usa talora per indicare che un libro, un'opera, un monumento, non si sa a chi siano dedicati.

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Andrebbe tenuta presente l'ambiguità del testo,che nella sua formulazione,si presa a molteplici interpretazioni:l'abilità "retorica" di Paolo da Tarso l'indirizza verso la ricerca di Dio e la proclamazione conseguente dell'Evangelo (la Buona Novella)e il Dio "ignoto",sconosciuto (ma anche,aggiungo,non conoscibile -versione che sarà adottata in seguito-) è anche il Dio unico,creatore di tutto. Non è stata presa in considerazione una spiegazione "logica" della presenza di un tempio,dedicato ad una divinità sconosciuta,da aggiungere agli altri Dei noti: questa interpretazione corrisponderebbe al riconoscimento della natura politeistica delle convinzioni religiose presenti in Atene

  1. ^ Atti 17, 23, su laparola.net.