Paganesimo

religioni praticate precedentemente al Cristianesimo
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando la rifondazione delle religioni pagane nell'età moderna e contemporanea, vedi Neopaganesimo.

Il termine paganesimo indica quelle religioni, specialmente quelle proprie della Grecia antica e della Roma antica, viste in opposizione al cristianesimo[1]. Il termine, in uso comune, viene utilizzato in ambito scientifico solo nel suo significato storico[1][2]. Leonardo Pietro Brignoli

Pietro Brignoli ( Bergamo, 15 Giugno 1945 - Bergamo, 19 Agosto 1999 ) è stato un artista, pittore e pilota italiano. Insieme a Lorenza Brignoli rappresentò un punto fondamentale dell' Arte Moderna italiana ed europea. Perfettamente inserito nel panorama culturale internazionale degli anni settenta, era reputato un artista prolifico, era amato dai vip dell epoca.

  1. 1 Biografia
  2. 1.1 Infanzia e prima giovinezza
  3. 1.2 Il rientro di Pietro
  4. 1.3 1952 corsa moto e macchina

Le voci relative a storici, critici, galleristi, collezionisti, sono assimilabili a comuni biografie.

Indice

BiografiaModifica

Infazia e prima giovinezzaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Progetto:Arte/Intitolare una voce su un'opera d'arte.

Un po' di terminologia per parlare la stessa lingua:

1) Titolo proprio, o titolo dato dall'autore.
2) Titolo attribuito, o titolo convenzionale il quale può essere:
a) Soggetto generico: titolo tratto dal soggetto.
b) Nome tradizionale: e.g. Madonna Benois o Pala di San Zeno.

BiografiaModifica

Usare il template {{Biografia}}.
L'incipit deve seguire una forma standard.
Si riporta il titolo scelto per la voce, in grassetto e corsivo, senza virgolette. Se l'opera possiede un titolo proprio in lingua originale diverso dal titolo della voce lo si riporta tra parentesi, sempre in corsivo, eventualmente in grassetto. Se il titolo della voce corrisponde al titolo proprio di opera di autore non italiano, ai fini della normalizzazione dell'incipit, quest'ultimo riporterà comunque il titolo tradotto seguito dal titolo proprio tra parentesi. Segue la determinazione dell'opera o tipologia: dipinto, scultura, performance, opera site specific, ecc. se utile seguita da ulteriori specificazioni. Se pertinenti si indicano tra parentesi le dimensioni in cm, ([...]x[...] cm), altrimenti altri dati tecnici in base alla tipologia. Seguono la responsabilità (autore, scuola di, nome di collettivo, attribuito a, ecc.), la datazione più verosimile e infine la collocazione (quest'ultima con tutti i dati di cui siamo a conoscenza andando dal generale al particolare: è conservata a [localizzazione geografica] presso [museo, collezione privata, ecc.], numero di inventario [(n. inv.)]. [3]

Esempi:

La parte più standardizzata e catalografica della voce si concentra nell'incipit, questo è dovuto al fatto che: Rilevato loop del template: Template:Q

Corpo della voceModifica

I paragrafi permettono di organizzare e rendere immediatamente rintracciabili le nozioni le quali, trattandosi di voci enciclopediche, provengono da fonti catalografiche e storico-critiche, in modo diretto o indiretto (meglio se diretto). Le parti che seguono descrivono la stesura dei paragrafi nel caso di voci riguardanti o assimilabili a tipologie scultoree o pittoriche. Per le tipologie o forme espressive non riconducibili a queste la scrittura non se ne discosterà molto: si avrà una parte storica intesa come storia dell'opera, una parte descrittiva che riguarderà il soggetto, gli aspetti morfologici, strutturali e funzionali, una parte tecnica. Il paragrafo sullo stile può in alcuni casi identificarsi con la contestualizzazione dell'opera all'interno del corpus autoriale, o all'interno del periodo, movimento, ecc., il momento in cui dopo una parte più analitica si torna ad inserire l'opera nel mondo a cui appartiene.

StoriaModifica

Questo paragrafo, che può essere diviso in sottoparagrafi, deve contenere tutte le tappe significative della storia di un'opera d'arte: il contesto storico e personale dell'artista in cui è nata l'opera, i passaggi di proprietà, le date di musealizzazione ed eventuali trasferimenti, furti o restauri. La sezione dovrebbe inoltre contenere il percorso che ha portato all'attribuzione, gli studi critici fondamentali o che comunque abbiano messo in luce elementi nuovi e significativi.

DescrizioneModifica

Innanzitutto si dovrebbe indicare, se conosciuto, lo stato di conservazione (ottimo/buono/mediocre) e l'integrità (opera interamente originale, opera con integrazioni antiche o recenti, ecc.).

Questo paragrafo deve contenere una semplice descrizione dell'opera e della sua iconografia: dire qual è il soggetto o i soggetti, in che posizione si trovano, qual è l'ambientazione e perché. Spiegare i simboli e gli attributi, citare la presenza di opere accessorie (cornice, predella, piedistallo, ecc.)

TecnicaModifica

Questo paragrafo deve descrivere, quando sia significativa, la tecnica di esecuzione dell'opera, le particolarità nei materiali, nei pigmenti, nella preparazione.

StileModifica

Il paragrafo dovrebbe tenere tutti i discorsi legati allo stile dell'opera. Per esempio per un dipinto parlare di come sono trattate le figure, della luce, del disegno, del colore, delle ombre, delle particolarità della mano dell'artista, del modo di rendere le figure, degli effetti.

Per la scultura si indicherà l'effetto del rilievo, la morbidezza o la secchezza del modellato, gli effetti di movimento, la carica emotiva, la disposizione nello spazio (aperta, chiusa...), ecc.

Quando non è possibile separare la descrizione dalle considerazioni stilistiche il paragrafo si intitolerà "Descrizione e stile".

RetaggioModifica

Opere derivate e utilizzo come fonte di ispirazione da parte di altri artisti.

RestauroModifica

In caso di recenti e notevoli restauri si può dilungarsi sugli aspetti tecnici.

Altre immaginiModifica

Gallerie di immagini che non entrano nel corpo della voce per motivi di spazio. Si possono inserire anche foto di altre opere per confronti, sempre che non ci sia spazio tra il testo. Se le immagini sono già presenti su Commons e raccolte in una pagina o categoria, basta un collegamento interprogetto nella sezione Altri progetti.

Sezioni finaliModifica

Rilevato loop del template: Template:Q

CategorieModifica

PitturaModifica

Ogni voce di dipinto deve avere almeno tre categorie:

  1. Sull'autore (dipinti di XXX). Se non esiste andrebbe creata (almeno due/tre voci), oppure si può usare temporaneamente una sottocategoria di categoria:dipinti per autore scegliendo quella dello stile del dipinto (es. Categoria:Dipinti di autori del barocco). Una categoria di dipinti per autore deve avere almeno due sottocategorie: una è "Categoria:Dipinti di autori dello stile XXX" e l'altra è la categoria personale col nome e cognome dell'autore (o se è più noto solo lo pseudonimo --> vedere come è intitolata la voce di wikipedia), che va creata se non esiste, e che deve contenere almeno la pagina sull'autore e la sottocategoria "Dipinti".
  2. Sulla sede (dipinti a CittàYYY/Dipinti nel Museo ZZZ). Se non esiste va creata oppure si usa la categoria generica della città. Se non esiste nemmeno questa si può prendere in considerazione di crearla, oppure si deve per lo meno segnare il dipinto nella pagina sulla città/comune/museo in cui si trova, per essere incluso non appena qualcuno creerà la categoria.
  3. Sul soggetto (Dipinti su Apollo, dipinti su Gesù, sacre conversazioni, ecc.). Vedere la Categoria:Soggetti pittorici.

SculturaModifica

Ogni voce di scultura deve avere almeno quattro categorie:

  1. Sull'autore, che va creata se esistono almeno due/tre voci) o sullo stile. Una categoria per autore deve avere almeno tre sottocategorie: Sculture per autore, Sculture per scuola e quella del nome e cognome dell'autore. Se un autore è anche pittore, architetto, ecc, può essere utile creare un'altra sottocategoria "Opere di".
  2. Sulla sede (es. Categoria:Sculture a Roma, Categoria:Sculture nel Bargello)
  3. Sul materiale: vedi Categoria:Sculture per materiale
  4. Sul soggetto: vedi Categoria:Sculture per soggetto

Altre opere d'arteModifica

Ogni voce di opere d'arte non comprese sopra deve avere almeno due categorie:

  1. Una sul tipo di oggetto (scegliere da Categoria :Opere d'arte, se mancante crearla ex-novo ispirandosi a quelle presenti)
  2. Una sulla sede (es. Categoria:Opere d'arte a Roma, da creare se assente)

Fusione di sezioniModifica

In mancanza di informazioni sufficienti a tenere su una sezione, si possono accorpare. Gli accorpamenti più frequenti sono:

Storia e descrizione
Quando si possiedono poche informazioni sulla storia dell'opera d'arte (solo una riga ad esempio) è conveniente metterle insieme alla descrizione, preferibilmente in cima. In genere usato per pagine brevi, questo accorpamento sottintende che nella sezione ci possano essere anche eventuali considerazioni stilistiche o sulla tecnica, senza bisogno di specificarlo nel titolo della sezione.
Descrizione e stile
a volte le considerazioni di stile non sono separabili dalla mera descrizione, perché è più conveniente parlare di tali aspetti via via che ci si sofferma sulla descrizione di un elemento.

NoteModifica

  1. ^ a b Cfr. Paganesimo, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 30 novembre 2016.
  2. ^ Un suo utilizzo più allargato inerisce alla opposizione alle cosiddette "religioni abramitiche", cfr. Matthew D. Rogers, Paganism / Neopaganism, in Kocku von Stuckrad (a cura di), The Brill Dictionary of Religion, vol. 3, Leida-Boston, Brill, 2006, p. 1393 e sgg., ISBN 90-04-12433-0.
    «'Paganism' is a term historically applied to any and all religions outside the Abrahamic traditions of Judaism, Christianity and Islam, and in particular to the polytheistic religions indigenous to Europe».
  3. ^ Per alcune tipologie la collocazione avrà forma differente. Si pensi ad un happening o ad una performance: si indicheranno i luoghi in cui sono avvenuti/stati rappresentati. Una voce di enciclopedia, sciolta da esigenze catalografiche o collezionistiche potrà considerare opera d'arte l'evento dando tutte le notizie relative alla documentazione se esiste, e indicando se di documentazione si tratta o se dotata di valenze propositive autonome.

Origine e significato storico del termineModifica

Il termine "paganesimo" è introdotto nella lingua italiana a partire dalla metà del XIV secolo[1] e deriva dal termine "pagano" introdotto a partire dalla seconda metà del XII secolo. Il termine "pagano" deriva a sua volta dal latino pagānu(m) dove indica il "civile", il "campagnolo", contrapposto al "militare". Pagānus deriva a sua volta dal termine latino di pāgus (villaggio).

Il termine paganus iniziò ad essere adottato dai cristiani dell'Impero Romano per riferirsi a tutti i non cristiani, in particolare a coloro che continuavano a rimanere fedeli alle loro tradizioni religiose politeiste, a partire dal IV secolo[2].

Nel lessico cristiano questi termini entrano intorno al 370 quando il cristianesimo è divenuto religione ufficiale e quindi culto dell'Impero romano[3]. Il latino liturgico ignora tuttavia questi termini preferendogli i termini di gens, gentiles, natio o nationes, lasciando pāgus e pagānus all'uso popolare e non "ufficiale" insieme ad altri termini come "infedeli" (latino infedēlis-e) o "idolatri" (latino ecclesiastico ido(lo)lătra[4]) i quali acquisiscono una connotazione peggiorativa[3]. Necessità del latino liturgico è quella di individuare un termine che renda quello greco di ethnicoi ("popoli"), a sua volta traduzione dell'ebraico biblico di goj (pl. gojim), per indicare i popoli diversi da quello ebraico ovvero dal "popolo eletto da Dio", diventato la chiesa di Cristo nell'ambito neotestamentario e quindi cristiano.

Henri Maurier[3] osserva come i termini latini pāgus e pagānus, indichino quei territori, e coloro che li abitano, in opposizione ai centri delle amministrazioni dell'Impero romano e, a differenza di questi ultimi che celebrano il culto imperiale, questi celebrano i culti locali.

Paganesimo e neopaganesimoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Neopaganesimo.

Nel corso del XX secolo sono stati realizzati differenti modi di rivivere, ricostruire o in parte reinventare le religioni cosiddette "pagane" cercando in ogni caso di recuperare dalle loro antiche origini la profonda connessione tra il divino e la natura e il rispetto per le pluralità spirituali e religiose insito nella mentalità sincretista pagana ; tali modalità religiose si sono diffuse soprattutto in Europa e nel Nordamerica[5]. Rispetto a tale contesto sono stati coniati i termini "neopaganesimo" e "paganesimo moderno".

NoteModifica

  1. ^ Alberto Nocentini. l'Etimologico, versione epub 1.5.0. Firenze, Le Monnier.
  2. ^ (EN) Salzman, M. Sághy e M. Testa, R. L. (a cura di), Pagans and Christians in Late Antique Rome: Conflict, Competition, and Coexistence in the Fourth Century, Cambridge, 2015, pp. 119-120, ISBN 978-1-107-11030-4.
  3. ^ a b c (FR) Henri Maurier, Paganesimo, in Paul Poupard e Jacques Vidal (a cura di), Dictionnaire des religions, Parigi, Presses universitaires de France, 1984, ISBN 2-13-037978-8. In italiano: Paul Poupard, Dizionario delle religioni, Milano, Mondadori, 2007, pp. 1365 e sgg., ISBN 978-88-04-56659-5.
  4. ^ Dal greco ecclesiastico eidōlolatrēs (con semplificazione sillabica), composta da eidōlon (falso dio) e da un derivativo di latreúō (adorare).
  5. ^ (EN) Doniger, W. e Eliade, M. (a cura di), Merriam-Webster's Encyclopedia of World Religions, Merriam-Webster, 2000, pp. 794-795, ISBN 0-87779-044-2.
    «Neo-Paganism - any of the several spiritual movements that attempt to revive the ancient polytheistic religions of Europe and the Middle East. Neo-Paganism differs from ritual magic and modern witchcraft by striving to revive authentic pantheons and rituals of ancient cultures, though often in deliberately eclectic and reconstructionist ways, and by a particularly contemplative and celebrative attitude.».

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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