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Coordinate: 53°48′15.2″N 1°45′32.48″W / 53.804222°N 1.759022°W53.804222; -1.759022

Scultura commemorativa dedicata alle vittime dell'incendio, eretta sulla Main Stand allo stadio Valley Parade.

Disastro di Bradford è il nome dato ad una strage di calcio avvenuta al Valley Parade di Bradford nel West Yorkshire, in Inghilterra, l'11 maggio 1985, in cui morirono 56 persone e ne rimasero ferite 265.

Indice

FattiModifica

Sabato 11 maggio 1985 (solo 18 giorni prima della Strage dell'Heysel, un'altra gravissima tragedia sportiva) era in programma allo stadio Valley Parade di Bradford l'incontro tra Bradford City e Lincoln City, valido per il campionato di Third Division; dopo 40 minuti di gioco, probabilmente innescato da una sigaretta o un fiammifero, si avviò un incendio nei pressi del settore G dello stadio. L'arbitro Don Shaw, avvertito dal guardalinee, sospese subito la partita. La polizia cominciò l'evacuazione dei tifosi presenti nel settore vicino all'incendio, mentre nel frattempo la tribuna (costruita nel 1908 e composta parzialmente di materiali infiammabili) prese subito fuoco e sciogliendosi andava ad alimentare ulteriormente il fuoco sulle gradinate sottostanti e a generare fumo che limitava la visibilità.

In un paio di minuti le fiamme cominciarono a diffondersi, facendo crollare il tetto dello stadio. I sopravvissuti raccontarono che era quasi impossibile respirare.

Molti spettatori, nel tentativo di scappare, scesero sul terreno di gioco, altri erano riusciti a rifugiarsi nelle case vicine, altri ancora cercarono di aiutare la polizia nel tentativo di salvare qualcuno, ma non c'erano estintori all'interno dello stadio; erano stati tolti per evitare possibili atti di vandalismo tra gli hooligans.

Tra le tribune e il campo era stato eretto un muro per contenere il fenomeno degli hooligans, come nel resto degli stadi inglesi nei primi anni '80. Fortunatamente il muro non era alto come in altri stadi e la maggior parte degli spettatori riuscì a scavalcarlo.

Anche i giocatori delle due squadre cercarono di aiutare le forze dell'ordine e le aiutò anche l'allenatore del Bradford, Terry Yorath, che aveva i familiari nel settore colpito per primo dalle fiamme. Dopo 4 minuti il settore interessato dalle fiamme era completamente distrutto.

Pochi giorni dopo la tribuna fu demolita e rimpiazzata con una più moderna.

Le vittimeModifica

La maggior parte dei morti aveva o meno di 20 anni o più di 70; tra questi ci fu anche Sam Firth, ex presidente della squadra locale che aveva 86 anni. I feriti furono ben 265. Fu il più grave incendio della storia del calcio britannico e il terzo peggior disastro dopo la Strage di Hillsborough e quella che nel 1971 si verificò all'Ibrox Stadium di Glasgow, dove i morti furono 66 ed oltre 200 i feriti.

ReazioniModifica

I funzionari della polizia continuarono a lavorare fino alle 4 del mattino seguente per rimuovere tutti i corpi, molti dei quali erano ancora in posizione verticale nel settore G coperti dal telone che era crollato.

La tragedia ha ricevuto l'attenzione dei media e il sostegno di tutto il mondo, anche da parte di importanti personalità come Elisabetta II del Regno Unito, il premier inglese Margaret Thatcher e Papa Giovanni Paolo II.

In seguito alle inchieste della magistratura britannica lo stadio di Bradford venne chiuso, con la squadra che dovette giocare per quasi due anni (fino all'inizio del 1987) in campo neutro, con l'impianto che venne ristrutturato e reso più sicuro. A livello penale le famiglie delle vittime vennero risarcite di 3 milioni e 500 mila sterline.

CollegamentiModifica

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