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1leftarrow blue.svgVoce principale: Guidonia Montecelio.

Panoramica della Discarica

La Discarica dell'Inviolata, collocata nel comune di Guidonia Montecelio, è una delle quattro discariche della Provincia di Roma e seconda discarica più grande del Lazio dopo Malagrotta[1]. Il 12 febbraio 2014 il Sindaco di Guidonia Montecelio (arch. Eligio Rubeis) è stato costretto a chiudere la discarica per un sequestro da parte della magistratura ed attuato dal Corpo Forestale.

Indice

StoriaModifica

 
Protesta all'apertura della discarica (1986).

La discarica nasce nel 1986 in località dell'Inviolata di Guidonia, priva di autorizzazioni da parte un privato cittadino che per tali fatti venne condannato ad una sanzione amministrativa.

Nello stesso anno la Ecologica Srl venne incaricata da parte dell'amministrazione comunale di Guidonia Montecelio a disinquinare e bonificare il sito ubicato in via Casal Bianco, oltre a ricevere l'autorizzazione temporanea a gestire l'invaso per i rifiuti solidi urbani del Comune[2].

Dette autorizzazioni mediante ordinanze temporanee, dettate da ragioni di necessità e urgenza, vennero quindi prorogate per un decennio dalla Regione Lazio e, nel 1991, la gestione del sito passò alla EcoItalia 87 Srl, società che ancora oggi gestisce l'impianto. Tale ditta è riconducibile, con un sottile gioco di scatole cinesi, alla stessa proprietà dell'impianto romano di Malagrotta ed a Manlio Cerroni.

A metà degli anni novanta, i Comuni del Lazio che smaltivano rifiuti urbani all'Inviolata erano 150, con grande traffico di mezzi pesanti, odori nauseanti e senza recupero di biogas. Nell'ultimo decennio, la situazione si è andata modificando, con la riduzione a 49 del numero dei Comuni e a 16 quello dei soggetti privati che conferiscono rifiuti, per un totale di 178.600 tonnellate annue[3] e con un impianto funzionante di recupero del biogas prodotto dagli accumuli.

La discarica ha capacità residue, al 1º gennaio 2006, di circa 300.000 metri cubi di rifiuti[4], oltre a contenere già 5 milioni di di spazzatura[5]. Ciò significa che, dalla fine 2007, l'impianto è ufficialmente inutilizzabile perché colmo. Ad oggi, gli invasi hanno modificato il paesaggio circostante, andando a costituire una nuova collina artificiale, con un concreto pericolo per la salute dell'ambiente e degli abitanti dei luoghi circostanti[6][7].

Più volte denunciata[8] e sanzionata, la Srl che gestisce l'Inviolata ha chiesto un ampliamento dell'area e la costruzione di un impianto di trasformazione dei rifiuti in CDR utilizzabile nei termovalorizzatori e nei forni dei vicini cementifici. A quest'ipotesi di impianto ha opposto circostanziate osservazioni lo stesso Comitato di Risanamento Ambientale di Guidonia.

I cittadini dell'area hanno protestato contro la discarica che si ampliava sotto i loro occhi, non riuscendo però ad impedire che venissero realizzati negli anni quattro invasi e un quinto a colmatura dei precedenti con il Parco archeologico regionale già istituito al suo interno.

Le proteste dei cittadini e delle associazioni locali contro la discarica nell'ultimo ventennio (segnalazioni alle autorità, denunce, ricorsi al TAR, manifestazioni, occupazioni ecc.), hanno contribuito a porre all'ordine del giorno del ceto politico guidoniano il problema della tutela dell'ambiente e della salute, tanto che più volte i Consigli comunali hanno deliberato e promesso interventi a favore della chiusura della discarica e del risanamento ambientale. Alle promesse non è seguito alcun fatto concreto fino al sequestro da parte della magistratura attuata dal Corpo Forestale per cui il 12 febbraio 2014 il Sindaco di Guidonia Montecelio, è stato costretto a chiudere la discarica".

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NoteModifica

  1. ^ Marcello Viaggio, «Malagrotta chiude, l’emergenza è vicina», in http://www.ilgiornale.it/, 21 aprile 2008. URL consultato il 1/02/2009.
  2. ^ Discarica Inviolata, Comune di Guidonia Montecelio, su aniene.net.
  3. ^ Il primo Rapporto Rifiuti dell'Osservatorio Provinciale, su provincia.roma.it. URL consultato il 24 gennaio 2009 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  4. ^ Valutazione della Provincia di Roma.
  5. ^ Marcello Viaggio, Guidonia, allarme per la discarica, in http://www.ilgiornale.it/, 3 aprile 2008. URL consultato l'8/01/2009.
  6. ^ Patologie da polveri sottili ed ultrasottili, Meridiano Roma Dicembre 2006 Pag. 60 (PDF) [collegamento interrotto], su legambienteguidonia.org.
  7. ^ Dossier "Terra di Nessuno", su legambienteguidonia.org. URL consultato il 24 gennaio 2009 (archiviato dall'url originale il 20 novembre 2008).
  8. ^ Roberta Angelilli, Interrogazione scritta E-3411/97, in Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, 25 maggio 1998. URL consultato l'8/01/2009.

BibliografiaModifica

  • Umberto Calamita e Associazione culturale onlus "Amici dell'Inviolata", Atti del Convegno di Studi "Parco archeologico naturale dell'Inviolata, le ragioni di una tutela", 2005.
  • Comitato per il Risanamento Ambientale, Libro Bianco Guidonia dalla "A" alla "Z", 2007.
  • Marco Giardini, Atti del convegno sul tema: Il Travertino - Aspetti naturalistici e sfruttamento industriale all'inizio del terzo millennio, 2002.
  • "Materiali propedeutici al Piano d'Assetto del Parco RegionaleNaturale Archeologico dell'Inviolata di Guidonia", a cura di Umberto Calamita, 2012.
  • Giuliano Montelucci, a cura di Marco Giardini e dell'Associazione culturale onlus "Amici dell'Inviolata", Le "Conversazioni di Ecologia", 2008.
  • L.E.A. provinciale di Tivoli, "La Piana dei Travertini, Conoscere, Conservare, Valorizzare", quattro proposte di Monumento naturale nei territori di Tivoli e Guidonia Montecelio, 2007.

Collegamenti esterniModifica