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Discussione:Basso profondo

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Ha ottenuto una valutazione di livello buono (marzo 2008).
AVoce adeguatamente accurata. Tutti gli aspetti principali del tema sono affrontati con la dovuta profondità. Il tema è stabile e non dovrebbe necessitare di aggiornamenti futuri. (che significa?)
AVoce scritta in buon italiano e con buono stile. Sintassi e lessico adeguati, linguaggio chiaro e scorrevole, con uso attento di termini specifici. Strutturazione in paragrafi soddisfacente. (che significa?)
BLievi problemi relativi alla verificabilità della voce. Un aspetto del tema non è adeguatamente supportato da fonti attendibili. Alcune fonti andrebbero sostituite con altre più autorevoli. Il tema non è stabile e potrebbe in breve necessitare di aggiornamenti. (che significa?)
ALa voce è corredata da un adeguato numero di immagini e altri supporti grafici, in tema con il contenuto della voce, oppure non ne necessita alcuno. (che significa?)
Monitoraggio effettuato nel marzo 2008

scusa sto leggendo il Parallele di Raguenet e quello che tu scrivi è falso. Alla fine Raguenet "tifa" per l'opera italiana. Nella prima parte, ma solo poche pagine, parla di alcuni "vantaggi" dell'opera francese, tra cui il fatto di avere una grande varietà di voci, in particolare il Basse contre. Se vuoi te la modifico.

Non modificare: mandami quel "parallelo"!!! PDF, piccione viaggiatore, quel che vuoi, ma manda tutto la copia del tomo... grazie --Killer BOB (msg) 19:44, 29 mar 2013 (CET)


Cosa sarebbe "molto opinabile", di grazia?
--Killerbob 19:18, 8 lug 2006 (CEST)

L'excursus (così definito nella stessa voce) da Monteverdi alla Serva padrona a due personaggi tratti dalle opere di Mozart, al Don Carlos di Verdi.
Inoltre, finché non si è affermato il repertorio, ciascuna parte era scritta per le caratteristiche di quella singola voce del cantante che doveva eseguirla alla prima. Perciò un excursus attendibile non solo non dovrebbe limitarsi a pochi titoli oggi molto noti, ma a rigore dovrebbe riguardare gli interpreti e solo in seconda battuta le parti.
Più in generale, il taglio della voce - che pure è scritta con competenza musicologica - è quello di una prolusione o al più di un pezzo giornalistico, sia nel linguaggio, sia nella tendenza a divagare.
Nella difficoltà oggettiva di scrivere una storia del "basso profondo" rigorosa, senza salti cronologici e che eventualmente guardi di più anche fuori dall'Italia, sarebbe preferibile fornire meno informazioni ma essenziali e spostare eventuali annotazioni particolari in un capitolo intitolato "curiosità".
Esiste tra l'altro un passaggio importante della storia della vocalità in cui la nascita della voce di baritono da una costola del basso (non profondo) finisce per far rientrare quasi tutte le parti di basso nella categoria del basso profondo, almeno sul piano del timbro vocale. A questo punto - almeno che io sappia - la stessa definizione di "basso profondo" comincia ad essere utilizzata poco, perché di "basso cantante" non si parla quasi più e la contrapposizione diventa quella tra "basso" e "basso buffo".
Vedo che sei arrivato su wiki da poco e sicuramente la forma non enciclopedica della voce che hai scritto dipende da questo. Immagino tu ci abbia dedicato parecchio tempo, per cui mi dispiace particolarmente farti notare queste cose, ma se puoi sistemarla in base agli standard di wiki il tuo contributo può essere ancora senz'altro utile. Grazie --Al Pereira 19:54, 8 lug 2006 (CEST


Non c'é ragioni di dispiacersi. Le osservazioni che poni sono tutte condivisibili. Cercheró, non appena mi sará possibile, di colmare le lacune da te rilevate. É vero, sono appena arrivato e quindi ho tutto da imparare. Ad ogni modo voglio tranquillizzare quegli utenti che hanno posto il dubbio del Copyright: questo testo, nel bene e nel male, é tutto farina del mio sacco: non é stata "copiaincollata" da altrove nemmeno una riga.
Tra le parti da basso profondo manca certamente Fafner, tanto per citarne uno famoso. É anche interessante raccontare come naque il baritono, il contesto sociale che portó al "bisogno" di una voce che si contrapponesse al tenore. Come faccio a fare un capitolo "curiositá"? Probabilmente mi sarebbe più facile scrivere una cosa del genere che un vero testo enciclopedico, dato che non sono un enciclopedista.
Grazie a te.
--Killerbob 21:27, 8 lug 2006 (CEST)

Il mio consiglio è studiare un po' le voci già scritte, la loro struttura ma anche la loro formattazione (cliccando su modifica). Vedrai ad esempio che per creare un capitolo basta scrivere ==Titolo Capitolo==
Sei partito subito scrivendo un'intera voce e per di più molto difficile! Ora tolgo il template relativo al copyright. Prova a vedere come sistemare il tutto. Alcune informazioni potrebbero essere più utili nelle pagine relative alle opere in questione. Attenzione agli accenti, che immagino dipendano dal tipo di tastiera, ma vanno tutti corretti: "è" invece di "é" eccetera (tranne "perché" e compagnia, "né" e "sé"). Grazie della disponibilità. --Al Pereira 19:44, 9 lug 2006 (CEST)


La tastiera che uso, ahime', e' israeliana e non ha per niente accenti. Sono pero' riuscito a correggere quelli nella voce, ora dovrebbero essere tutti giusti. P.S. CAMPIONI DEL MONDOOOOO! :-)
--Killerbob 21:18, 10 lug 2006 (CEST)


Il nome della nota

Si-² o Siˉ²? Mi rendo perfettamente conto che, sotto il profilo estetico, la prima scelta da me attuata (Siˉ²) potesse apparire non un capolavoro, tuttavia suggerisco di valutare attentamente se e quanto questa scelta sia così peggiore rispetto a quella proposta (Si-²), poiché, almeno sotto il profilo strettamente musicologico, il segno meno dovrebbe stare proprio davanti al numerino di ottava. Non ne faccio una guerra di religione, ovviamente, poiché a me vanno bene entrambe le soluzioni. Anche se ammetto che la formula Siˉ² mi pare più corretta.
P.S.: prometto che non abuserò più degli spazi :-)
--Killerbob 15:49, 2 mar 2007 (CET)

Potrei sbagliarmi, ma mi pare che scendendo da Si2 - Si1 - Si0 si usi SI in maiuscolo, proprio per evitare i numeri negativi... -- .mau. ✉ 15:52, 2 mar 2007 (CET)

Indagherò! Grazie per l'informazione, anche se temo che, per una maggior chiarezza, anche visiva, sia preferibile mantenere il segno meno, poiché comunque non è un errore usarlo.
--Killerbob 16:42, 2 mar 2007 (CET)

Il problema è solo che io non lo vedo. Quello che avevi messo tu mi appare come uno spazio. Non so gli altri utenti.... Hai usato un carattere strano? --Al Pereira 22:49, 2 mar 2007 (CET)


Ho usato lo stesso segno che ho usato anche qui sopra (Il nome della nota). Questo si riesce a vederlo? Ho preso questo segno da Word. Non so quanto strano possa essere, avevo fatto lo stesso per scrivere "¼ di tono". Certo, se il problema è quello, il discorso è chiuso e lasciamo il segno che c'è ora.
--Killerbob 00:55, 3 mar 2007 (CET)
No, non vedo neanche questo. Certo se ci fosse una soluzione migliore.... --Al Pereira 03:45, 3 mar 2007 (CET)

E' una voce da vetrina!Modifica

Secondo me questa è una voce di qualità! Anche in relazione alle voci in altre lingue (veramente scarne)... Chi la inserisce? io non sono capace...

L'ho sempre pensato...Modifica

...ma non ho mai avuto la baldanza di dirlo... :-)
Ci ho lavorato dal 2006 ad oggi e, via via, la voce è andata migliorando e crescendo. Ne approfitto per dire GRAZIE al mio mèntore Al Pereira. Ci sono due o tre cosette da rifinire, ma mi occorrerà ancora un po' di tempo poiché non riesco a trovare - qui, nella Terra di Nessuno dove vivo - gli spartiti di due opere che considero fondamentali.
Detto questo, posso affermare - senza falsa modestia - che, assai probabilmente, non esiste un testo simile interamente dedicato al basso profondo; di certo non esiste su Wiki mondiale, ma credo nemmeno altrove.
--Killer BOB (msg) 20:59, 17 mag 2008 (CEST)

Alcuni erroriModifica

Non vorrei iniziare una rissa ma ci sono alcune cose che, per amore di correttezza, in questa voce, secondo me, dovrebbero essere modificate. Le ho già modificate alcune volte, ma ho visto che le mie correzioni sono state sempre eliminate dopo pochi giorni. Innanzitutto il ruolo del Commendatore nel Don Giovanni di Mozart non può essere considerato da basso profondo. Ha estensione dal SOL#1 al MI3 e contiene una sfilza di note tenute medio-acute e acute che difficilmente un autentico basso profondo potrebbe sostenere con il dovuto agio. Poi mi pare che annoverare Robert Lloyd tra i bassi profondi sia un errore. Egli ha sì affrontato alcuni ruoli abbastanza profondi (come Fiesco nel Simon Boccanegra verdiano) ma la sua carriera e la sua voce sono state improntate prevalentemente al registro di basso cantante. Infine, quando si parla di DO gravi nelle registrazioni di Siepi dell'aria della Juive e degli Huguenots c'è un errore: nella Juive Siepi arriva al MI1 e non al DO1.

Solces (msg) 09:45, 20 mag 2008 (CEST)solces

Finalmente!Modifica

Ciao Solces... non sapevo come raggiungerti, sono lieto che tu abbia scritto qui le tue considerazioni. Per carità! Nessuna rissa all'orizzonte! :-)
Dunque, rispondo con ordine:
Il Commendatore. È vero ciò che dici, tant'è che, quando il ruolo fu creato, lo cantava lo stesso interprete che già copriva la parte di Masetto. Pur tuttavia, molto presto si ritenne di dover dare a quella parte una risonanza ben più maestosa. Non è già l'etensione, alla quale alludi, a farne un basso profondo, ma la pratica quotidiana e reiterata in Teatro, dove si decise di conferire a qual personaggio una voce imponente, tenebrosa e granitica come la sua statua. Infatti, già da tutto il XX secolo la parte è stata coperta al 90% da bassi profondi (Norman Cordon, Giorgio Tadeo, Kurt Moll, Matti Salminen, Paata Burchuladze etc.). Ogni qualvolta un teatro (degno di questo nome) mette in scena il Don Giovanni, per il ruolo del Commendatore si ricorre sempre ad un basso profondo. Questo tipo di cantante, non ha solo le note gravi, ma deve poter salire, verso l'acuto, esattamente come un basso "normale", però con maggior "scurezza" del timbro, tinteggiando di nero le note come quelle, lunghe e sostenute, che caratterizzano specialmente la famosa scena finale del capolavoro di Mozart, alle quali hai fatto opportunamente riferimento. Potrà anche accadere che talvolta si usi un baritono, od un basso non profondo per quel ruolo, ma ti assicuro che sarebbero pochi i melomani pronti a tollerare una scelta simile! Ricordo molto bene quando uscì, nel 1996, il Don Giovanni inciso da Sir Charles Mackerras, dove Umberto Chiummo copriva i ruoli sia di Masetto che del Commendatore. Vi fu una platora di giornali e critici specializzati che, pur apprezzando quell'incisione nel suo complesso, si lagnarono assai dell'inadeguatezza di Chiummo, bravo come Masetto, ma insufficiente come Commendatore... Diciamo allora che inserire il Commendatore nella lista deriva dall'osservazione della tradizione e dell'evidenza della prassi, concetti non esterni all'arte, ma essenza profonda del teatro d'opera.
Robert Lloyd è un basso profondo. Senza sé e senza ma. Da sempre, nel suo repertorio ci sono ruoli come l'Inquisitore, Osmin, Sarastro, Gurnemanz, Seneca e chi più ne ha più ne metta (Commendatore incluso! ;-). Certo, ha cantato anche Filippo II o Don Basilio, ma, come ho detto, un basso profondo resta comunque un basso al 100%, e deve avere il Fa acuto, se non, addirittura, il Fa diesis. Ti cito, a titolo di esempio, Paata Burchuladze - uno dei bassi profondi viventi più impressionanti. Al suo debutto, a Tbilisi, nel Faust di Gounod, cantò la famosa serenata onorando i 4 Sol acuti ribattuti (!), previsti dall'autore.
Sulle due arie di Siepi, non so che dirti. Forse esistono più incisioni, nelle quali Siepi modifica qualcosa. Quelle che ho io, in entrambe scende fino al Do grave. In ogni caso non dubito della tua buonissima fede, per cui farò un'ulteriore verifica così da dissipare l'arcano. Se può essere d'aiuto, dai un'occhiata (anzi, un'ascoltata!) a questo link su YouTube. Il primo a cantare è proprio Siepi ne La Juive
Già che ci siamo, ti chiedo un aiuto. Non ho, e non riesco a procurarmi - qui dove vivo - la partitura di Guerra e Pace di Prokof'ev. Mi risulta che, tra gli innumerevoli personaggi, vi sia almeno un basso profondo, se non due... Ne sai niente? O_o
Grazie e a presto!
--Killer BOB (msg) 22:18, 20 mag 2008 (CEST)

Ciao Killerbob, grazie per la risposta e complimenti per il nick, stupendo!! Non sono espertissimo di wikipedia quindi spero che questa sia la collocazione giusta da dare alla mia risposta. Dunque... Concordo sul fatto che il Commendatore è un ruolo che ha bisogno di una voce imponente, e certamente di una voce di basso autentico, altrimenti l'effetto della sua apparizione in scena verrebbe meno. Lì entra in scena un pezzo di umanità e l'impatto deve essere dirompente (il che, perlomeno a mio modo di vedere, non significa cantare con voce tonitruante tutte le note). Occorre anche, secondo me, una fisicità adeguata al ruolo e alla voce. Però continuo a pensare che non sia una parte da basso profondo. Insomma non è che se una voce è scura e imponente diventa automaticamente una voce profonda. Anche dal tuo discorso su Robert Lloyd e Paata Burchuladze deduco che io e te abbiamo un'idea sostanzialmente diversa della voce del basso profondo. Io considero la voce del basso profondo una voce rarissima, molto scura e cavernosa, con note gravi sicure e imponenti e un passaggio di registro (in acuto) almeno un tono sotto rispetto a quello del basso cantante. Poi, questo è evidente, se un basso profondo vuole affrontare un repertorio più ampio deve essere in grado di possedere anche solide note acute, giacché il basso (nonostante si chiami basso!) canta soprattutto nell'ottava superiore della sua estensione. Robert Lloyd, a mio giudizio, non ha il colore del basso profondo, neppure lontanamente. Così la penso pure di Burchuladze, voce che si è approfondita nel registro grave nel corso degli anni, ma che è una voce soprattutto imponente più che profonda. Io l'ho sentito dal vivo e, per quanto mi ricordo, Burchuladze possiede un registro grave buono e solido ma il dato più caratteristico della sua voce è il volume, non la profondità di colore e di estensione. Hai ragione invece su Siepi: nella registrazione di cui mi ha dato il link effettivamente tocca un DO1, mentre in quella che possiedo io si ferma al MI1 (che peraltro musicalmente mi piace di più).

--Solces (msg) Solces (msg) 09:08, 21 mag 2008 (CEST)

Grazie per i complimenti al nick! :-D
Dunque, partiamo da Lloyd. A me Lloyd non piace. Neanche un po'. Ma questo è un giudizio critico mio personale, e non c'entra niente con Wikipedia. La lista comprende cantanti che si cimentano - o si sono cimentati - nei ruoli titpici da basso profondo. Non ha nessun valore meritocratico. Intendo dire che, in quella lista, ci sono sicuramente cantanti che sanno cantare bene in quei ruoli, ed altri che sono meno efficaci. Ma anche questa è una considerazione critica di noi che scriviamo, e non riguarda la natura di Wiki. Lloyd ha nel suo repertorio quasi tutti i ruoli da basso profondo. Tanto basta per tenerlo dentro. Li canta male? Non ci riguarda, non è un problema nostro. Tu mi potrai dire: però Ramey è stato criticato nella voce! Quello non è un giudizio personale? Le critiche a Ramey, prima che da me, vengono dall'intera letteratura critica che ha accompagnato la sua carriera, e che non lo ha mai perdonato - con giudizi ben più severi di quelli espressi in voce - quando il nostro ha tentato di fare il "profondo", senza possederne minimamente i mezzi... ma che dico? Nemmeno i quarti! ;-)
Sul Commendatore, come vedi ieri sera ho già intavolato un'amena dissertazione col grande Al Pereira. Capisco benissimo ciò che vuoi dire, ma ricorda sempre - errore che io per primo feci quando iniziai a scrivere qui - che il nostro "gusto", il nostro parere personale su "come ci piacerebbe" fosse il Commendatore, piuttosto che un altro ruolo, non ha niente a che fare con Wikipedia. Al ed io, pur nelle differenti sfumatura, partiamo dal presupposto che non importa quale tipo di Commendatore piaccia a noi, ma quale potrebbe essere quello più "corretto", in base al contesto storico e alla tradizione. Solo questi sono i dati che devono guidarci, non altri.
Spero d'esser stato chiaro ;-)
P.S. Ho avuto modo non solo di sentire Burculadze in teatro, ma anche di farci lunghe chiacchierate (all'epoca diressi la regia televisiva di una Turandot nella quale cantava) e ti assicuro che HA LE GRAVI!!! Eccome se le ha! Un fiume in piena che ti scuote le viscere!!!
--Killer BOB (msg) 20:18, 21 mag 2008 (CEST)
Caro Killerbob, come temevo fin dall'inizio ci stiamo avviando verso un vicolo cieco, nel quale ognuno dei due pensa di avere ragione. Tu continui a pensarla come prima e io pure. Io mica ho detto che Lloyd o Burchuladze mi piacciono o non mi piacciono; dico solo che per colore e tipologia vocale non posso considerarli bassi profondi, perlomeno per come concepisco io una voce autenticamente profonda. Sono bassi (soprattutto Burchuladze) torrenziali e certamente drammatici e poco lirici, ma la definizione "profondo" non la scomoderei. E lo stesso Siepi non è che perché ha un DO grave discreto diventa un basso profondo. Siepi, per come la vedo io, è un basso nobile, cantabile, con una eccezionale estensione sia in basso sia in acuto (credo fosse in grado di arrivare persino al LA3). Tra i bassi profondi di oggi potrei citarti Daniele Carnovich (uno specialista di musica antica): ecco, lui sì che è davvero una caverna vivente! Dal vivo gli ho sentito fare un LA contrabbasso davvero impressionante. Su Giulio Neri invece, ovviamente, mi trovi assolutamente d'accordo! Mentre per quanto riguarda il Commendatore rimango sulle mie posizioni. Che sia un ruolo eseguibile ANCHE da un basso profondo su questo non ci piove, come Sarastro potrebbe essere fatto da un basso cantabile con un buon registro grave, ma nulla, mi pare, nella scrittura vocale di questo personaggio, impone la scelta del basso profondo. Sul perché la penso così mi sono già espresso ieri, e non mi pare di tirare in ballo il mio gusto personale ma fatti concreti, come le musica scritta da Mozart per questo ruolo, per esempio.
Solces (msg) 00:32, 22 mag 2008 (CEST)Solces
Caro Solces, la questione non è fare a testate nella reciproca convinzione di avere più ragione dell'altro, ma applicare un metodo. L'unico metodo grazie al quale Wikipedia è una cosa seria, e non un "bar sport" dove si chiacchiera in libertà.
O meglio, si chiacchiera, si discute, si scazza, ma solo nelle discussioni. Le Voci devono invece rispondere a criteri che sono più rigidi e più "seri".
Ricapitoliamo: Siepi è Ok, i Do gravi sono in entrambe le arie.
Ho reinserito il Commendatore, però annotando - come suggerito da Al Pereira - una considerazione che soddisfi le obiezioni sollevate. Cioè, non è una vera tessitura da basso profondo, ma è altrettanto evidente che viene cantato - praticamente da sempre - quasi esclusivamente da bassi profondi.
Resta fuori Robert Lloyd. Io continuo a ritenere opportuno che appaia nella lista. Non già per meriti vocali specifici (sui quali si può anche personalmente dissentire), ma per l'evidenza del suo repertorio, che comprende tutti i ruoli canonici del basso profondo...
--Killer BOB (msg) 23:33, 25 mag 2008 (CEST)
P.S.
Un cantante che tocca il La ultragrava, non è più un basso profondo, ma un ottavista.


Solo riguardo al commendatore.... Sarebbe utile conoscere le caratteristiche vocali di Giuseppe Lolli e Francesco Bussani, gli interpreti delle due "prime" dell'opera. Direi che in seguito il timbro scuro sia stato utilizzato per sottolineare la differenza con Don Giovanni e Leporello, gli altri bassi, ma c'è da chiedersi quale effetto intendesse ottenere Mozart. È vero che di qualsiasi strumento (voce inclusa) si può scegliere di impiegare prevalentemente la zona acuta, anche del contrabbasso o del controfagotto, senza che lo strumento cambi la sua identità. Però, per ascrivere il personaggio a questa categoria di bassi, sarebbe importante capire come furono le prime interpretazioni, al tempo di Mozart. --Al Pereira (msg) 22:31, 20 mag 2008 (CEST)
Maestro Pereira! Perché sovrastimare "le prime interpretazioni", rischiando di mortificare "le ultime"? E con "ultime", alludo a ben oltre un secolo di Teatro, cioè almeno da quando esistono esecuzioni delle quali si conservi uno scampolo di testimonianza incisa. Come diceva Verdi, il Teatro d'Opera è fatto anche di tradizioni che si creano nei decenni sulle tavole del palcoscenico, e di consuetudini che solo pochi direttori cosiddetti "filologi" insistono nel considerare una scempiaggine da evitare. La tua legittima domanda sulle "intenzioni" dell'autore si scontra con la realtà storica: Mozart non usò uno specifico interprete per il Commendatore, ma ricorse allo stesso cantante che già copriva il ruolo di Masetto! Scelta artistica? Ne dubito fortemente. Mancanza di soldi per pagare un 4° basso? Ipotesi più consona ad un compositore il quale, di lì a poco, morirà in miseria, finendo sepolto in una fossa comune. Possiamo affermare che il ruolo del Commendatore è certamente stato scritto da Mozart, ma realmente creato sulla scena solo più tardi :-)
--Killer BOB (msg) 22:55, 20 mag 2008 (CEST)
Ehehe... probabilmente sono abituato a periodi storici di cui si sa di più e nei quali i compositori facevano il possibile per avere gli interpreti giusti (o almeno se non lo erano lo scrivevano in qualche lettera). Tuttavia il problema di come lo intendeva Mozart esiste e forse potrei sintetizzarlo in questi termini: rappresentare i due grandi avversari, sublimi entrambi, con note (e canto) simili ma con colore di voce differente... oppure con note (e canto) simili e con voce pure? La tradizione ha imboccato la prima via, assegnando al Commendatore una voce oltretombale (... ed è vero che da lì il personaggio arriva!), ma l'altra via risponderebbe ad una logica forse più stringente, nel rappresentare gli opposti attraverso una perfetta identità. Le frasi dei due personaggi sembrano davvero la continuazione l'una dell'altra, a me è capitato per gioco di cantare al pianoforte quella scena passando da una voce all'altra, perché viene musicalmente naturale farlo. Non so davvero se Mozart, musicando la scena a quel modo, volesse invece una contrapposizione a livello timbrico. Non so.
Allora, per venire al sodo: va bene tenere conto di interpretazioni consolidate, ma precisando nella voce che si tratta di tali e che la parte, se fu cantata da bassi profondi, difficilmente fu scritta pensando ad un basso profondo e certo non ne utilizza la tessitura. Anche al di là di chi fu il primo interprete (accolgo la tua obiezione in merito). --Al Pereira (msg) 23:23, 20 mag 2008 (CEST)
La tua domanda, come ho già scritto, è più che legittima. Forse dobbiamo rassegnarci ad una "non risposta", o meglio, all'unica risposta che ci viene dalla tradizione, e che vede il Commendatore cantato dai bassi "orchi". È, ovviamente, interessante la disamina che proponi sulla linea di canto dei due "avversari": opposti nella diversità o nella somiglianza timbrica? Mozart non ha avuto il tempo di rispondere - non in modo definitivo almeno - fatto salvo che spunti fuori - o magari esiste già? - una qualche lettera o annotazione di mano dell'autore, che sgombri le nubi da questo enigma.
Tuttavia, a giudicare ciò che avvenne pochi anni dopo - con l'affacciarsi del XIX secolo - la nascita del baritono, quale eterno "avversario" del tenore, parrebbe verosimilmente confermare che, nel Teatro Lirico, le differenze non devono essere solo formali, ma sostanziali, "acustiche" oserei dire.
Tempo fa, avevamo già parlato di Monterone: II baritono, stante la carta d'identità ufficiale di Rigoletto, basso, stante la prassi ultraconsolidata in teatro.
Monterone e Rigoletto canteranno pure le stesse note, ma vuoi mettere l'effetto drammatico di un Monterone che esalta la propria statura morale con una voce di basso che soverchi il vile baritono?
Per concludere, credo che a maggior ragione quando le linee di canto sono così simili, è IMPERATIVO che il timbro sia differente, altrimenti come cogliere la differenza anche morale tra un personaggio e l'altro, specie se parliamo di due avversari? Solo dal libretto, cioè dalle parole che i personaggi dicono, e quindi dalla drammaturgia, per cui noi sappiamo sin dall'inizio chi sono i "buoni" ed i "cattivi"? No, non lo posso accettare. Non è filosoficamente ammissibile avallare l'ipotesi che, in un qualunque momento di una scena operistica, il libretto divenga più importante - addirittura in modo necessario - dello spartito, o comunque della musica. Significa azzoppare il meraviglioso equilibrio del recitar cantando.
--Killer BOB (msg) 23:53, 20 mag 2008 (CEST)
Il paragone con la coppia Monterone/Rigoletto è chiarissimo (e si è anche detto che quel tema a note ribattute Verdi l'abbia preso appunto dalla scena della morte di Don Giovanni), però quello è l'Ottocento, che Mozart l'ha amato fino a un certo punto, e l'ha riletto a modo suo. Non ti viene il sospetto che la differenziazione timbrica tra Don Giovanni e il Commendatore possa fare il paio con l'eliminazione del Finale? cioè non possa essere altro che una rilettura ottocentesca? Il legame timbro/ruolo si definisce chiaramente proprio nell'800. Non lo so.... Comunque, nell'incertezza, e nella constatazione oggettiva che la sua non è tessitura da basso profondo, consiglierei di puntualizzare i termini della faccenda, cioè di non limitarsi a piazzare il Commendatore in una famiglia fatta di ruoli che richiedono le note peculiari del basso profondo ma precisare ecc ecc ecc. --Al Pereira (msg) 01:30, 21 mag 2008 (CEST)
Mi sovviene un altro termine di paragone. Temo però che non aiuterà a dissipare l'arcano, semmai ad ingarbugliarlo ancor di più.
Giustissimo ciò che dici in merito ad un uso "retroattivo" dell'estetica ottocentesca, spalmata arbitrariamente su Mozart. C'è però un precedente illustre, addirittura seicentesco - peraltro citato in Voce -, che riguarda proprio l'oltretomba. Già Monteverdi intuì che personaggi sepolcrali (quali Caronte o Plutone) dovevano avere la voce scura e gravissima (specie Caronte). Questo sembrerebbe far apparire più ragionevole la scelta del basso profondo per l'oltretombale Commendatore.
Ciò che ingarbuglia la matassa è che quegli antichi personaggi monteverdiani, oltre la pura drammaturgia, avevano scritte in partitura - belle e nette - note davvero gravi, cosa che nel Commendatore non avviene. Cià nondimeno, Monteverdi ha fatto scuola. Dopo di lui quasi nessuno si è sognato di dare, ad esempio, al diavolo, una voce acuta...
In ogni caso, questo precedente creato da Monteverdi solleva parzialmente i "revisionisti" ottocenteschi dalla responsabilità di aver voluto imporre la loro estetica anche a tutti i componimenti precedenti, incluso il titanico Wolfgang...
Forse, la complessità del Commendatore sta proprio qui: oltretombale come Caronte e dalla statura morale degna d'un Monterone verdiano...
In parole povere, Mozart aveva capito tutto. Non gli era "bastato" fare una poderosa sintesi della musica del '700, ma già stava anticipando ciò che sarebbe avvenuto nell'800.
Quei "poveri" musicisti ottocenteschi non lo amarono troppo? C'è da capirli! Mettiamoci nei loro panni: non era facile voler emergere, proporre qualcosa di nuovo, comporre ed eseguire musica, tormentati dallo spettro di Amadeus che incombeva - sì, dall'oltretomba - e che, bussando alla porta della loro anima, gridava a ciascuno di loro: "Pentiti, scellerato!".
--Killer BOB (msg) 00:21, 30 mag 2008 (CEST)

Criteri di sceltaModifica

Desidero puntualizzare i criteri che hanno determinato la lista "Celebri bassi profondi".
Lo faccio, perché, di quando in quando, vedo inseriti nomi che davvero stridono col concetto stesso di basso profondo, pur trattandosi di cantanti di valore.
La scelta è semplice e rigorosa: rientrano nell'elenco cantanti che soprattutto interpretano ruoli da basso profondo. Abbiamo già detto che il profondo è comunque un basso a tutti gli effetti, ovvio quindi che interpreti anche ruoli da basso drammatico o da basso lirico.
Quello che conta, è che, nel corso della loro carriera, questi cantanti si siano contraddistinti, in modo più assiduo, nel cantare ruoli riferibili alla Voce. Non ci interessa se lo hanno fatto bene o male: quella non è la lista dei "bravi", che, in quanto tale, costituirebbe un giudizio di parte, non wikipediano.
Qualcuno ha inserito Carlo Colombara nella lista: io l'ho tolto. Ok, Colombara avrà pure cantato opere di Monteverdi, ma la sua è la carriera del tipico basso lirico. Se osserviamo la sua discografia, vediamo primeggiare ruoli come quello di Raimondo dalla Lucia e non Caronte dall'Orfeo... Si badi bene: questo non è un giudizio "di parte", ma una considerazione puramente "statistica".
Se non seguissimo questo criterio, non ci sarebbe un basso non degno d'apparire in lista, poiché più o meno tutti, almeno una volta nella loro carriera, si son cimentati con un ruolo da profondo. Persino il grande Ezio Pinza, uno dei bassi cantanti dalla voce più bella di sempre, ha inciso - in italiano - un'aria di Osmin dal Ratto mozartiano, dove tocca il Re grave. Che dovremmo fare? Inserire anche Pinza tra i bassi profondi? No: sarebbe una forzatura. Una rondine non fa primavera, recita il proverbio, così come una nota grave ogni tanto non fa di un basso un vero basso profondo. In parole povere, la lista racchiude gli "specialisti" di quel tipo di voce.
--Killer BOB (msg) 22:47, 2 giu 2008 (CEST)

Precisazione su BurchuladzeModifica

Lo dico a chi si ostina a voler rimuovere il suo nome, come quello di altri, dalla suddetta lista: acquistate quante più copie potete di Rigoletto (io ne ho circa 80 edizioni diverse: non molte, ma sufficienti per farsi un'idea), poi - da ciascuna - ascoltate il duetto tra Sparafucile e il baritono. Il Fa grave di Burchuladze (Muti alla bacchetta) fa impallidire persino quello di Siepi e Neri, e promana quel "tremito inquietante" di cui parla Steane.
--Killer BOB (msg) 12:03, 24 giu 2008 (CEST)


Condivido le tue osservazioni, mi sono permesso di reinserire Burchuladze, non c'è proprio motivo di depennarlo. Ho avuto occasione di ascoltarlo dal vivo tre volte, e credo che appartenga alla categoria dei bassi non solo profondi, ma dinosauri, per estensione e volume. Recentemente, a Genova, nello Stabat Mater di Rossini, Daniel Oren gli ha lasciato eseguire ripetuti SI ultragravi, decisamente rotondi.
--Primo di Castello 03:09, 26 nov 2008

TraduzioneModifica

Le due espressoni in inglese «...slow beat or dreaded wobble», le ho tradotte, come si vede dalla Voce, in «..."oscillazione lenta" o "tremito inquietante"».
Slow beat, letteralmente, sarebbe ritmo lento, però, trattandosi della definizione di un tipo di vibrato per voce, ho ritenuto che fosse più congruo parlare di oscillazione, che forse non corrisponde alla traduzione letterale, ma è certamente più pertinente.
Dreaded wobble, letteralmente, lo si può tradurre in traballio terrificante, oppure barcollio o vacillio che fa terrore, espressioni che davvero non riesco a vadere adatte ad essere accostate alla voce umana...
Tremito inquietante, mi è parso il compromesso più ragionevole. Anche in questo caso non è la traduzione letterale, ma certamente ne coglie lo spirito e l'essenza...
--Killer BOB (msg) 14:49, 7 ago 2008 (CEST)

Asseverativo e lugubreModifica

Ho usato questi aggettivi in luogo dei precedenti: prima, nel descrivere il Grande Inquisitore, avevo usato scuro, sinistro e ieratico.
Ho sostituito i primi due con asseverativo e lugubre, lasciando invariato ieratico.
Ora mi pare che la cosa funzioni meglio, soprattutto per cogliere l'essenza di quel personaggio verdiano.
--Killer BOB (msg) 15:51, 25 set 2008 (CEST)

Steane e le ulteriori precisazioniModifica

Ho inserito una breve disamina relativa alla definizione di Steane.
L'ho fatto per due motivi: il primo, peché ritengo concorra a completare l'idea stessa di basso profondo, cioè quella di una cantante che non si esaurisce solo ed esclusivamente con le note gravi, ma anche con il colore e con "l'intenzione".
Il secondo, per ovviare e - spero - risolvere la diatriba, sovente discussa, che vuole identificare il basso profondo "col metro", misurando solo ed esclusivamente l'estensione della voce e della relativa partitura.
--Killer BOB (msg) 10:51, 23 ott 2008 (CEST)

P.S. - Per l'illuminante parallelo tra voce e contrabbasso, ringrazio il Maestro Al Pereira, sempre ispiratore di Verità.
--Killer BOB (msg) 11:07, 23 ott 2008 (CEST)

Il misticismo wagnerianoModifica

Finalmente, ho completato la sezione "Le note gravi: tra mistico e demoniaco".
Mancava Wagner, e davvero non poteva mancare.
Vi invito comunque alla clemenza: si tratta di una prima stesura, e certamente va perfezionata. Non ho potuto ancora verificare tutte tutte tutte le sue partiture, ma ho solo rintracciato alcune sintesi, che facevano specifico riferimento alle note gravi. Spero, quanto prima, di completare il lavoro così da poter essere ancor più dettagliato. Sono, come sempre, benvenuti tutti i consigli, i suggerimenti e le correzioni del caso.
--Killer BOB (msg) 12:35, 23 ott 2008 (CEST)

Un dubbioModifica

Penso che questa voce non dovrebbe includere la discussione sui bassi dei gruppi a cappella moderni e neppure la sezione "tecniche di canto profondo". Infatti, nell'ambito a cappella moderna e' usuale che il ruolo di basso sia coperto da un baritono, o addirittura da un tenore. Basta infatti, di una nota, emettere la frequenza, lasciando all'equalizzazione dell'impianto voci il compito di supplire a tutti i limiti di potenza e timbrici. Con questo filtro tecnologico si realizza l'apparente paradosso che tenori con estensione allargata (magari attraverso il vocal fry) verso il basso risultano sulle linee basse piu' efficaci di veri bassi. Quindi: se la presente voce riguarda i bassi profondi, la digressione sul record per la nota piu' bassa e sulle tecniche per raggiungere le note basse rischia di essere fuorviante, in quanto le componenti timbriche e di potenza fondamentali in un basso profondo sono del tutto marginali in quell'ambito, scavalcate come sono dalla tecnologia della riproduzione amplificata. Cordiali saluti, splendida voce, complimenti agli autori. wikifabio02

I Fa gravi di Filippo IIModifica

Alla giusta aggiunta in merito al finale del duetto Filippo II - Grande Inquisitore, che allude al fa grave tenuto dal re chiudendo la sconsolata esclamazione "Dunque il trono piegar dovrà sempre all'altare", ho inserito un "anche", poiché mi pare di ricordare - ma mi si corregga se sbaglio - che quello non è l'unico Fa grave previsto dalla partitura. Se non ricordo male, Filippo deve toccare la medesima nota durante il celebre duetto col Marchese di Posa ("Restate!") e più precisamente al termine della frase "...nella leal tua man".
--Killer BOB (msg) 00:52, 25 gen 2011 (CET)

Altri nomi di Bassi profondiModifica

Mi permetto di segnalare il nome di Joel Frederiksen come Basso profondo. Sono del parere che andrebbe inserito nella lista. Lascio a voi curatori della pagina il compito di valutare o meno l'opportunità di inserirlo. Qui potete sentirlo in una sua interpretazione: http://www.youtube.com/watch?v=3uvXMX4M2y0&feature=share Questo il suo sito ufficiale: http://www.joelfrederiksen.com/ Grazie per l'attenzione, EB --151.56.48.40 (msg) 22:13, 14 apr 2012 (CEST)

È vero ma non celebre. --Al Pereira (msg) 01:26, 30 apr 2012 (CEST)

Non celebre? Per chi? Per te? Mah... Se è per quello io non ho mai sentito nominare, ne ho mai ascoltato un'interpretazione di oltre la metà dei nomi inseriti nella lista. Ma non per questo mi sono mai sognato di mettere in dubbio la loro celebrità. Comunque, a mio parere, la celebrità del Sig. Frederiksen può essere dimostrata anche attraverso i concerti e i dischi pubblicati dall'Ensemble Phoenix, di cui è anche il Direttore Artistico. Questo è il link: http://www.ensemble-phoenix.com/index.php?lmut=en&part=home Dagli un'occhiata, guarda bene l'intensa attività concertistica che li porta in giro in tutto il mondo, le pubblicazioni, i seminari, i dischi incisi. Direi che come prova della sua celebrità ce n'è abbastanza, non ti pare? Ciao, EB --151.56.75.181 (msg) 12:15, 30 apr 2012 (CEST)

Altre prove della celebrità di Joel Frederiksen e dell'Ensemble Phoenix: http://www.mynewsletterbuilder.com/email/newsletter/1411324983/ http://www.harmoniamundi.com/#/artists?view=bio&id=2199 EB --151.56.75.181 (msg) 00:41, 3 mag 2012 (CEST)

Se ci sono altri nomi non celebri, puoi segnalarli. In questo elenco dovrebbero rientrare nomi che hanno fatto storia. --Al Pereira (msg) 19:23, 3 mag 2012 (CEST)

Canto di laringeModifica

In realtà il "Xoomej" Tuvano indica, oltre a tutte tecniche di canto gutturale di Tuva nella loro interezza, una tecnica in particolare che non corrisponde a quella descritta nell'articolo. Di fatto anche a Tuva, come in Tibet (la tecnica si spostò infatti dal Tibet a Tuva, storicamente), questa tecnica è conosciuta come "Kargyraa". Sarebbe il caso di correggerlo. --62.10.123.204 (msg) 04:49, 19 lug 2013 (CEST)

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Piccolo erroreModifica

C'è un piccolo errore nella didascalia dell'estensione: il limite alto è il fa acuto, non centrale.

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