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Sarebbe interessante capire che tipo di pronuncia implica l'accento circonflesso, visto che nelle trascrizioni di molti dialetti italiani è frequente. PersOnLine 19:58, 24 nov 2008 (CEST)

Indice

AccentoModifica

Come dicono i libri di grammatica, il circoflesso in italiano non è un accento, perché non implica nessuna differenza di tonalità data alla parola in cui viene usato.

Come sapete, si usava per i plurali delle parole che finivano per -io. Naturalmente non implicava, come è facile dimostrare, nessuna differenza fonetica. Non si può quindi classificare come accento. Come si legge dalla pagina sull'accento:

La messa in rilievo (dell'accento) può essere realizzata:

  • attraverso il rafforzamento dell'intensità (accento dinamico o espiratorio) o
  • con un aumento dell'altezza della voce (accento musicale).

Questo lo esclude a priori. Se volete altre fonti, potete leggeri libri come La grammatica della lingua italiana di Marcello Sensini della Mondadori. --125.24.228.251 (msg) 17:21, 30 dic 2008 (CET)

Certo in italiano, ma io ho detto nei dialetti.PersOnLine 18:57, 30 dic 2008 (CEST)
Io leggo frasi del tipo "l'accento circonflesso nella lingua italiana". Mi sembra chiaro che non esiste nessun accento circonflesso nella lingua italiana, ma solamente un segno circonflesso. Addiritta, la prima frase della pagina dice: "L'accento circonflesso (dal latino: circumflexus, ossia "piegato a cerchio") è un segno diacritico utilizzato in varie lingue." Quindi, se l'acceto circoflesso è un segno, perché viene chiamato ancora accento?
Neanche en.wiki lo chiamata accento, ma solamente circonflesso, che è infatti il nome che trovo nei libri di grammatica. --125.24.207.16 (msg) 09:56, 31 dic 2008 (CET)
A che lingue si riferisce l'affermazione riportata nella voce? Dal titolo "Suoni e fonemi della lingua italiana in La grammatica della lingua italiana" del libro indicato come fonte, sicuramente alla lingua italiana, ma la frase è indicata in generale. (La fonte riguarda riguarda, per quell'argomento specifico, anche altre lingue?)
La voce Accordo ortografico della lingua portoghese del 1990 indica l'accento circonflesso come un accento grafico.
Segnalo inoltre che la voce Accento grafico è in contrasto con questa. (Ma appunto qui si parla genericamente di "accento", ci si riferisce ad accento grafico?) --109.54.6.253 (msg) 13:50, 3 gen 2015 (CET)

regole per l'accento circonflessoModifica

Ho guardato alcune grammatiche, ma su nessuna ho trovato le indicazioni che vengono date qua su quando sarebbe possibile apporre l'accento circonflesso e quando no, e l'unica regola indicata è che il circonflesso sarebbe segnabile solo quando la i era presente anche in latino. In questo caso persino su ovvî sarebbe segnabile mentre le regole indicate dicono di no. PersOnLine 10:18, 24 set 2009 (CEST)

Vocabolario G. Devoto, G. C. OliModifica

Il Vocabolario Illustrato della Lingua Italiana di G. Devoto e G. C. Oli del 1972 segna tutti i casi in cui è (o, quantomeno, era) possibile segnare il circonflesso: «ovvî» non è ammesso, mentre «serî» lo è. --79.24.39.144 (msg) 15:03, 28 ott 2009 (CET)

Se vai a spulciare, invece, diverse voci del treccani online lo trovi, nonché è indicato dal DOP scritto anche come ovvii, il che significa che ammette anche la scrittura ovvî. PersOnLine 15:14, 28 ott 2009 (CEST)

Preciso anche che sul Devoto Oli non c'è nemmeno traccia dei -ennio --> -ennî. --79.24.39.144 (msg) 15:26, 28 ott 2009 (CET)

Sì, ma non puoi considera solo il Devoto-Oli come fonte valida in assoluto. Ti ho citato per lo meno altri due dizionari autorevoli per quanto riguarda la norma ortografia, di cui uno specificatamente incentrato all'ortografia e redatto da insigni linguisti. Inoltre delle "precise" regole presentate in questa pagina non ho trovato traccia né sul sito dell'Accademia della crusca, né sulla grammatica del Serianni che pure cita il circonflesso come uno dei tre modi corretti ottenere il plurale delle parole terminanti in -io. mi chiedo, quindi, da dove siano state tratte queste "regole", magari, come molti altri miti grammaticali della nostra lingua, provengono da qualche fantasiosa grammatica scolastica, scritta da un professore smanioso di normare la lingua con ipercorrettismi.PersOnLine 15:54, 28 ott 2009 (CEST)

Aggiungo poi anche questa discussione sul forum Cruscate (legato all'Accademia della Crusca) dal titolo «sull'accento circonflesso»; dove citando questa pagina di wikipedia si commento proprio come le regole indicate siano in realtà solo regole approssimative e che ovvî è una grafia legittima. PersOnLine 16:26, 28 ott 2009 (CEST)

Treccani OnlineModifica

Alla voce "ovvio" io non trovo traccia del plurale in -î. Cito testualmente. « òvvio agg. [dal lat. obvius, propr. «che va incontro», comp. di ob- e via «via2»], letter. – Che si presenta spontaneamente e facilmente al pensiero o all’immaginazione, come cosa naturale, ordinaria, evidente: è una supposizione, una congettura o.; questa mi pare l’interpretazione più o.; è un fatto o.; stai dicendo una cosa ovvia. Frequente con valore neutro in funzione di predicato, è ovvio, è cosa logica, naturale, indiscutibile: è o. che io non potevo saperlo; devi andarci tu: questo è ovvio. ◆ Avv. ovviaménte, naturalmente, evidentemente: ovviamente, non l’ha fatto apposta. » http://www.treccani.it/Portale/elements/categoriesItems.jsp?pathFile=/sites/default/BancaDati/Vocabolario_online/O/VIT_III_O_078916.xml

Anche alla voce "biennio" io non trovo traccia del suo plurale in -î. Cito testualmente. « bïènnio s. m. [dal lat. biennium, comp. di bi- «due» e annus «anno»]. – Spazio di due anni. In partic., corso di studî, specialmente superiori, che dura due anni; b. propedeutico d’ingegneria, il primo biennio del corso universitario d’ingegneria, riservato allo studio di materie non applicative. » http://www.treccani.it/Portale/elements/categoriesItems.jsp?pathFile=/sites/default/BancaDati/Vocabolario_online/B/VIT_III_B_013863.xml

Invece, per quanto riguarda "serio" esiste il plurale in -î. Cito testualmente, ma solo in parte a causa della lunghezza della voce. « sèrio agg. [dal lat. serius]. – 1. Che ha o rivela impegno, ponderatezza, attenta considerazione, pacata gravità, comunque un atteggiamento opposto o lontano da qualunque scherzo e ilarità: essere, stare s.; anche ripetuto: come mai ve ne state lì serî serî? [...] » http://www.treccani.it/Portale/elements/categoriesItems.jsp?pathFile=/sites/default/BancaDati/Vocabolario_online/S/VIT_III_S_115128.xml --79.24.39.144 (msg) 15:50, 28 ott 2009 (CET)

Devi prendere un esempio dove ovvio sia al plurale. PersOnLine 15:59, 28 ott 2009 (CEST)

ecco un esempio voce trivializzazione "Nella critica testuale, errore di trascrizione che comporta l’adozione di vocaboli o di espressioni più ovvî, più banali di quelli genuini" [1]

Dizionario italiano multimediale e multilingue d'Ortografia e di PronunziaModifica

Faccio notare che sul sito del DOP http://www.dizionario.rai.it/ è ben visibile, in alto a sinistra, la dicitura "Provvisorio e incompleto". Inoltre, questo dizionario, non spiega i lemmi; si limita a segnalare la pronuncia, peraltro utilizzando un alfabeto fonetico particolare che non è l'Alfabeto Fonetico Internazionale IPA (ovvero lo standard mondiale).

Non spiega i lemmi proprio perché è di "ortografia e di pronuncia". Il fatto che sia provvisorio e incompleto non significa che quello che contenga sia falso, anzi è comunque uno dei punti di riferimento per quanto riguarda l'ortografia delle parole. Terzo anche il Treccani non adotta lo standard IPA, e allora? PersOnLine 16:15, 28 ott 2009 (CEST)

MatematicaModifica

Visto che si parla di un simbolo e non di un accento, mi sono permesso di inserire il suo utilizzo in ambito matematico. --Horcrux92. (contattami) 11:34, 18 lug 2012 (CEST)

WikidataModifica

  Commento: Si può linkare questa pagina inglese alla sezione In altre lingue? Questa è una proposta dato che non so come fare, visto che la pagina italiana originaria (alla quale avrei inserito io stesso la pagina nella sezione descritta) reindirizza a questa.--Nick31629 (msg) 10:29, 24 gen 2017 (CET)

Trascrizione IPA e pronunciaModifica

Riguardo alla trascrizione fonetica del plurale p.e. di salario /sa'la:rjo/, scritto solitamente salari, come /sa'la:ri/, siamo sicuri che ciò rispecchi l'effettiva pronuncia? Se si usa il circonflesso non è solo per questioni grafiche, ma perchè effettivamente quella -i- /-j-/ dopo la consonante lascia (o ha lasciato) una traccia, no? O sono l'unico in Italia che sente ancora una differenza fra il salari plurale di un ipotetico salaro e il plurale di salario? Nello specifico, quella -i- lascia una sorta di prepalatalizzazione che trascriverei /sa'la:rʲi/, e così anche negli altri casi, per cui, sì, per me la seconda persona singolare presente indicativa di odiare si distingue da quella di udire (/ɔ:dʲi/ e /ɔ:di/). Ammetto che è una differenza molto sottile e che in italiano la tendenza sembra di semplificare ogni nesso /ji/ in /i/ (vedi p.e. la pronuncia all'italiana dell'inglese year regolarmente come ear), ma qui mi sembra che siamo in presenza di un allofono (pre)palatalizzato della consonante precedente. Far "sparire la i" mi è sempre sembrata un'incongruenza sin da quando, imparando a scrivere, mi hanno anche insegnato le regole di ortografia dell'italiano. Ora, so di non essere del tutto solo in questo, perchè in una qualche vecchia grammatica che non riesco a rintracciare mi ricordo il discorso del fatto che le pronuncia di -cchi in occhi e tabacchi sarebbero diverse, la prima più "schiacciata". Quindi, mi chiedo prima di tutto se sono davvero l'unico a sentire la differenza (a livello fonetico ancor prima che fonemico, probabilmente), e, secondariamente, se non si possano inserire queste considerazioni, almeno a livello diacronico, in questo articolo.

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