Discussione:Scienze motorie e sportive

Discussioni attive

Mi sembra che il testo possa generare confusione e aspettative (ad oggi solo teoriche) nel punto in cui si parla di: - In base all'ART.1 SEPTIES 02/02/2006 “Il diploma di laurea in Scienze Motorie è equipollente al diploma di laurea in Fisioterapia, se il diplomato abbia conseguito attestato di frequenza ad idoneo corso su paziente, da istituire con decreto ministeriale, presso le Università”. - Infatti il DECRETO ATTUATIVO RELATIVO ALL'ART.1 SEPTIES 24/02/09 chiede al laureato in scienze motorie un uteriore formazione, che il DM dettaglia in almeno 120 CFU. Sarebbe più corretto e prudente, quindi, parlare di una normativa (legge e DM)che preveda la possibilità che nel prossimo futuro sia possibile attivare, salvo diversa disposizione, uno specifico percorso formativo (almeno biennale) al fine di consentire ai laureati in scienze motorie di conseguire anche la laurea in fisioterapia.

Dibattiti sulle scienze motorieModifica

Il suddetto capitolo sembra tratto da una rivista e più che un articolo di una enciclopedia sembra essere un saggio che cerca di esaltare l'importanza di questo percorso formativo parauniversitario. Sinceramente parlare di laurea in scienze motorie mi sembra un poco esagerato anche se l'attuale riforma ormai mette tra i laureati ormai praticamente chiunque. Senza togliere niente a nessuno ma sinceramente anche dopo aver letto l'articolo si stenta a capire quale sia il compito dei soggetti "laureati" in scienze motorie, forse su questo punto andrebbe fatta chiarezza nell'articolo.--82.50.44.90 (msg) 08:08, 7 nov 2011 (CET)

Non è in percorso parauniversitario, è una laurea a tutti gli effetti e quindi rietra tra i percorsi universitari. Il problema del ruolo dei laureati in scienze motorie purtroppo non è ancora stato risolto, e leggendo il testo vi sono alcune spiegazioni del perché.

Modifiche recentiModifica

Vogliamo aggiungere il testo da inserire qui, controllarlo e parafrasarlo prima? Ci sono troppe informazioni che sono applicabili sono in Italia, e altre che devono essere inserite in un certo modo con certi template (come le fonti). --EXE.eseguibile 12:48, 12 feb 2012 (CET)

caro Exephyo,
sull'argomento posso riferire di aver vissuto in prima persona tutti gli eventi citati e di aver scritto oltre duecento lavori. Per cui, se intende effettivamente migliorarne i template, faccia pure, ma senza alterare il senso e il contenuto, per rispettare chi purtroppo ha sofferto per le vicende citate. Gennaro Palmisciano
Veramente qui si parla della scienze motorie e sportive, e non di corsi di laurea e del loro insegnamento all'università. Come ho già detto il testo è meglio inserirlo qui e controllarlo, visto che ora non è scritto al meglio e manca l'inserimento funzionale delle fonti con i vari template e con le varie convenzioni che richiede Wikipedia. Secondo Wikipedia è un'enciclopedia, non un giornale su cui scrivere la propria storia o i propri disagi causati dalle tante leggi universitarie che hanno intaccato la disciplina. Ritorno indietro e aggiungo il testo qua. --EXE.eseguibile 13:13, 12 feb 2012 (CET)

Caro Exepho, Il termine 'scienze motorie e sportive' è stato coniato ed utilizzato in funzione dei corsi di laurea, con le modifiche introdotte dalla Bassanini bis. Nonostante sia stato dal 1986 docente universitario, non credo di essere il depositario dell'unica verità, ma di una prospettiva altamente fondata da un punto metodologico. Pertanto La prego di lavorare costruttivamente ai cambi di formattazione e a modifiche documentate.

DA CONTROLLARE

Il termine scienze motorie e sportive è stato introdotto nell'istruzione superiore per denominare i corsi universitari evoluzione del vecchio I.S.E.F. dalla Legge n° 127 del 1997 (Bassanini bis) e dal successivo D.Lgs. n° 178 del 1998, istitutivi della laurea in Scienze Motorie. Nella legislazione scolastica italiana ricompare il termine nella Legge 53 del 2003 (Riforma Moratti), peraltro mai attuata. In campo scolastico, avrebbe sostituito quello di educazione fisica (nella scuola secondaria) e quello di educazione motoria (nella scuola primaria)[1]. Distinti decreti predisposti successivamente dal ministro Gelmini hanno modificato la terminologia della disciplina insegnata rispettivamente nella scuola secondaria di primo grado e in quella di secondo grado da Educazione Fisica a Scienze Motorie e sportive, per l'appunto. − + Autorevoli autori hanno discusso il problema dell'esistenza di una scienza del movimento e dello sport o di più − discipline che si occupano delle attività fisiche e dello sport, deponendo per l'esistenza di un unico campo di interesse scientifico[1], caratterizzato da metodi propri (Ricci G.; Le Boulch J.; DellaBiancia M.P.; Palmisciano G.). La risoluzione del problema epistemologico non è stata tenuta in conto nella normativa, perché il termine plurale si è prestato a risolvere il problema di adattare i corsi alle diverse facoltà, dove sono stati attivati in forme davvero varie e comunque non rispettose delle tradizioni italiane di rilievo internazionale, maturate nel settore.

Già il 22 settembre 1982 si svolse a Roma, presso la Scuola dello Sport, il Seminario dal titolo “Il comitato tecnico scientifico per la ricerca applicata allo sport”. Parteciparono molti dei protagonisti della ricerca scientifica applicata all'Educazione Fisica e allo Sport di quel periodo. Il tema principale riguardò la defizione epistemologica della disciplina, oltre alla ricerca applicata, l’ambito pedagogico – didattico, quello sociologico, la teoria dell’allenamento sportivo. Gli Atti del Seminario furono pubblicati su uno Speciale di SdS – Scuola dello Sport - Rivista di Cultura Sportiva, fra il Numero Unico del 1981 e il Numero 0 del 1982, vedendo la stampa tra la fine del 1982 e l'inizio del 1983

Successivamente, il 24 gennaio del 1986 si svolse a Napoli il Convegno "La scienza del movimento umano", occasione per la fondazione del Centro Studi "Eugenio Enrile", in memoria dell'ispettore tecnico centrale dell'Educazione Fisica, figura carismatica di rilievo internazionale, venuto a mancare. Il convegno, organizzato da Antonio Mosca che curò anche la pubblicazione degli Atti, fece il punto sulle acquisizioni tecnico-scientifiche in materia e concluse con la proposta della trasformazione degli Isef in corsi di laurea, presso le Università.

Il dibattito circa l'identità scientifica dei corsi del settore delle Scienze Motorie è stato vivo. Come sottolineato da Giuseppe Refrigeri, LA LAUREA IN SCIENZE CORPOREE, Annali della Pubblica Istruzione, 1-2, 1998, per motivi storico-culturali, il settore è stato soggetto ad un ritardo di sviluppo che permane, in Italia così come in altri paesi, anche a causa degli svariati interessi corporativistici che gravitano attorno a questo settore così particolare e multidisciplinare del sapere e del vivere umano.

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Combattuto, in particolare, il rapporto con i corsi di laurea in Fisioterapia[2].

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Proprio per la multidisciplinarità e la particolarità insite nelle Scienze Motorie, di così difficile definizione (campo sospeso tra arte e scienza, pedagogia e medicina) si è più volte visto il prevalere di saperi storicamente più forti che attorno ad esse gravitano: Medicina su tutti, ma anche, ad esempio, Psicologia, Pedagogia, Fisiologia, Diritto.

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In Italia sono poche le Facoltà di Scienze Motorie (Foro Italico Roma, Alma Mater Bologna) mentre prevalgono i corsi di Laurea, in gran parte accorpati alle Facoltà di Medicina, delle quali essi sono quindi subalterni[3]. Le Sedi Universitarie con attivo almeno un programma didattico nell'area delle Scienze Motorie con nuove immatricolazioni nell'AA 2010/11 sono state 34.

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Davvero poche le possibilità offerte agli studenti in Scienze Motorie di accedere al sistema di Carriera Universitario al fine di diventare docenti essi stessi di materie-chiave con un certo peso in termini di crediti e di accesso ai sistemi decisionali dei corsi/facoltà.

Le facoltà di scienze motorie europee ([4] [5]), nord-americane ([6]), russe ([7]) e cinesi ([8]) prevedono al contrario un maggiore indirizzo verso le materie caratterizzanti e una minore pluralità di materie.

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La Legge n° 178 del 1997 recita al settimo comma dell'articolo 2: "il diploma di laurea in scienze motorie non abilita all'esercizio di attività professionali sanitarie di competenza dei laureati in medicina e chirurgia, e di quelle di cui ai profili professionali disciplinati ai sensi dell'articolo 6 comma tre del decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 502 e successive modifiche ed integrazioni”. Quanto sopra è stato confermato con la legge 21 aprile 2011, n. 63 (in G.U. n. 104 del 6 maggio 2011), intitolata «Abrogazione dell'articolo 1-septies del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27, in materia di equipollenza del diploma di laurea in scienze motorie al diploma di laurea in fisioterapia, e disposizioni relative al conseguimento della laurea in fisioterapia da parte di studenti e laureati in scienze motorie». Tale norma ha abrogato l'equipollenza tra i due percorsi di studi, che comunque non è stata mai attuata, non essendo stato istituito con decreto ministeriale il «corso su paziente» che era previsto nell'articolo 1-septies della legge 3 febbraio 2006, n. 27. Per essere ammessi al corso di laurea in fisioterapia, un laureato in scienze motorie deve quindi prima superare la prova di selezione e successivamente potrà chiedere all'università il riconoscimento eventuale dei crediti formativi relativi agli esami sostenuti negli insegnamenti in comune tra i due corsi.

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Tale soluzione è un'anomalia: in campo internazionale lo studente universitario frequenta una facoltà di Scienza dell'Educazione Fisica, in cui dopo un corso triennale sceglie l'indirizzo magistrale (educativo, fisioterapico, sportivo, gestionale, ecc.), abilitandosi ad una distinta professione (educatore, o fisioterapista, o tecnico sportivo, o manager sportivo), dopo aver maturato 300 CFU. Oggi in Italia, a scapito della qualità e dell'efficacia formativa, bastano 180 CFU per conseguire un titolo di accesso al lavoro.

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In conclusione, non solo non si è valorizzata la peculiarità del settore culturale e tecnico-scientifico, ma anche e soprattutto si sono fatte scelte orientate verso una bassa qualità dei corsi, che tutti, scienze motorie, fisioterapia, ecc. dovrebbero essere indirizzati, invece, ad un'elevata professionalità e richiedere almeno 300 CFU.

  1. ^ Educazione nell'Enciclopedia Treccani, su treccani.it. URL consultato il 07-06-2011.
Le voci su wikipedia dovrebbero avere un taglio "internazionale", dando nell'incipit una breve trattazione dell'argomento in linea di massima, e scendendo nei dettagli (anche relativi alle singole nazioni) nel corpo della voce. Questa voce invece praticamente parte malissimo contestualizzando il discorso al solo territorio italiano, come se al di fuori dei confini italiani non esistesse nulla di simile. Chiaramente si tratta di errori dovuti più ad inesperienza ed alla non conoscenza delle policy (pertanto consiglio anche una lettura di Wikipedia:Localismo), ma se la voce va tenuta nelle attuali condizioni andrebbe spostata ad un titolo tipo "Scienze motorie e sportive in Italia" o "Scienze motorie e sportive (Italia)". L'utente Gennaro Palmisciano è un docente universitario e sicuramente avrà la competenza e le conoscenze necessarie per contribuire ad una buona riuscita della voce, cose che al sottoscritto mancano completamente per intervenire nel merito della questione (anche se in realtà su wikipedia si lavora sulle fonti terze, possibilmente di immediata verificabilità e non sul proprio bagaglio intellettivo). Ciò nonostante sarebbe gradito che da questo momento in poi ogni modifica venga discussa in questa sede, e se non vi è un consenso chiaro e palese non venga effettuata di propria iniziativa; inoltre chiedo di dare fiducia ad Exephyo almeno per quanto riguarda la formattazione del testo: ha sicuramente più esperienza in questo senso, ed annullare le sue modifiche "per principio" mi pare scorretto e poco costruttivo. Detto questo, vi prego di fare riferimento al Progetto:Istruzione, o più in generale al Bar per le questioni più controverse, e vi rinnovo l'invito ad una discussione quanto più serena possibile. Vi ricordo che una edit war sulla voce, porterebbe al blocco delle utenze coinvolte e della voce stessa. --ValerioTalk 00:05, 13 feb 2012 (CET)

Caro Valerio79, caro Exepho, vi racconto un episodio illuminante: il dicembre scorso a Parigi dovevo tenere un intervento all'INSEP (la loro facoltà: istituto nazionale dello sport e dell'educazione fisica) in lingua francese. Dovevo parlare dei corsi di laurea in "scienze motorie": avevo tradotto "sciences du moteur", poi "sciences du mouvement" ma l'interprete, messami a disposizione per aiutarmi prima della relazione, per due volte mi ha corretto: éducation physique. Insomma "Scienze motorie e sportive (Italia)" è forse il titolo più idoneo per la voce, perché è usato solo in Italia. In merito alla formattazione, siete liberi di uniformare il testo agli standard, anche perché siete più esperti di me nell'operazione. Ho, in ogni caso, cercato di non riscrivere tutto, provando, piuttosto, a salvare il salvabile. Non so a questo punto se è stato un bene, ma penso di aver lasciato traccia anche e soprattutto dell'altrui lavoro. Gennaro Palmisciano

Senta, questa voce non deve essere su un corso di laurea. Deve essere su questa scienza trasversale. Non può quindi avere un taglio né universitario né italiano, ma uno generalista e internazionale. Non può avere esperienze personali, situazioni attuali di disagio e cose così. L'incipit va modificato perché fa riferimento alla laurea, così come i paragrafi dalla durata del corso e della materie studiate, che, come ripeto, non posso essere presenti perché questa voce non è sul corso di laurea. --EXE.eseguibile 12:54, 17 feb 2012 (CET)

Caro Exepho, può cortesemente riferire (citando una fonte degna) di un uso del termine al di fuori del contesto universitario italiano? Personalmente non ho mai invenuto fuori d'Italia l'uso di "scienze motorie"; ricordo di essermi imbattuto al più nel termine Human Movement Science, e sono stato ospite dell'Institut des Sciences du Mouvement "Etienne-Jules Marey", che sono un'altra cosa. Ma risulterà decisivo provare a tradurre le parole "scienze motorie" con Google translate in inglese, francese, spagnolo, portoghese, ecc. Vedrà: physical education, éducation physique, educación física, educação física, ecc. Purtroppo "scienze motorie e sportive" è un'invenzione dell'università italiana, e non so quanto valida. Gennaro Palmisciano


L'università telematica San Raffaele ha attivo solo un corso di laurea triennale e tra l'altro ha ricevuto l'invito dall'Anvur di sottoscrivere ulteriori convenzioni, per migliorare la qualità della propria offerta formativa.

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