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Domus di Amore e Psiche Ostia Antica 2006-09-08 n3.jpg

La domus di Amore e Psiche è una domus tardoantica della città romana di Ostia, costruita in opera listata nel secondo quarto del IV secolo, su una precedente fila di taberne di II secolo.

L'ingresso si apre su un diverticolo di via del tempio di Ercole, nel settore a nord di via della Foce, poco fuori la porta occidentale dell'antico castrum. Nella numerazione data dagli scavatori l'edificio è il n.5 dell'isolato XIV della regione I (I,XIV,5).

Prende il nome da un piccolo gruppo statuario con Amore e Psiche, rinvenuto in uno dei cubicoli (stanze da letto) e sostituito da un calco in gesso danneggiato da azioni vandaliche.

Due delle taberne sul lato ovest, con ingresso indipendente su via del tempio di Ercole, sono rimaste in attività, espandendosi anche nel portico che in origine le precedeva.

DescrizioneModifica

 
Schema planimetrico del piano terra della domus
 
Ambiente centrale della domus di Amore e Psiche: sulla destra le colonne, che un tempo sorreggevano arcate, verso il giardino interno e sul fondo la sala di rappresentanza
 
Opus sectile della sala di rappresentanza della domus di Amore e Psiche

L'accesso è da un vestibolo sul lato sud, con banchi in muratura rivestiti in marmo, addossati alle pareti. Il vestibolo si apre con una porta laterale su un ambiente centrale con banco addossato all'estremità sud e pavimentato con un mosaico geometrico policromo. Di fronte all'ingresso un corridoio accede ad una piccola latrina privata.

A sinistra si aprono tre piccole stanze (probabilmente cubicoli, o stanze da letto). Le due laterali sono pavimentate con mosaico geometrico in bianco e nero e una aveva pareti affrescate. Il cubicolo centrale aveva pavimento in opus sectile e rivestimento in lastre di marmo della parte bassa delle pareti; al centro un sostegno marmoreo reggeva un piccolo gruppo scultoreo sempre in marmo con Amore e Psiche, che ha dato il nome alla casa.

Sul lato opposto dell'ambiente centrale, quattro arcate su colonne danno su un piccolo giardino interno, con ninfeo (fontana monumentale) sul lato di fondo. Il ninfeo presenta un podio con cinque nicchie semicircolari, con un piccolo scivolo scalettato in marmo per far scendere l'acqua; al di sopra la parete presenta altre cinque nicchie per statue, alternativamente rettangolari e semicircolari, in origine rivestite a mosaico, inquadrate da colonnine in marmo lunense.

Sul fondo sopraelevata con un gradino, si apre la sala di rappresentanza, che probabilmente doveva avere un'altezza di due piani, con pavimento in opus sectile di grande qualità e con parte inferiore delle pareti rivestita in marmo. Sulla parete di ingresso è una nicchia con fontana. Dalla sala si apre sul lato sinistro l'accesso alla scala interna per il piano superiore che probabilmente si estendeva solamente sulle quattro stanze più piccole.

BibliografiaModifica

  • Frank Sear - Roman Architecture Cornell University Press, Ithaca, New York, 1983: 132-133. ISBN 0-8014-9245-9
  • Patrizio Pensabene, Depositi e magazzini di marmi a Porto e Ostia in epoca tardoantica, in "Bollettino di Archeologia", 49-50, 1998, pp. 47-48

Collegamenti esterniModifica