Doppia elica

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: DNA.

In geometria una doppia elica generalmente è costituita da due eliche congruenti aventi lo stesso asse, differendo nella traslazione lungo l'asse, che può essere o no parziale.[1]

Una scala a forma di doppia elica, Museo del Vaticano
Immagine di una catena di DNA che mostra la doppia elica che si replica

Nella biologia molecolare, la doppia elica si riferisce alla struttura del DNA. La struttura del modello a doppia elica del DNA venne per prima pubblicata nella rivista Nature da James D. Watson e Francis Crick nel 1953,[2] basata su dati forniti da Rosalind Franklin e Raymond Gosling,[3] Maurice Wilkins, Alexander Stokes,[4] come pure l'informazione chimica e biochimica base-pairing di Erwin Chargaff.[5][6][7][8][9][10]

Crick, Wilkins e Watson ricevettero ognuno un terzo del Premio Nobel per i loro contributi alla scoperta.[11] Franklin non ricevette mai un Premio Nobel, essendo morta prima che potesse esserne insignita, dato che il Nobel non può essere consegnato postumo.

La doppia elica del DNA è un polimero a spirale destrorsa di acidi nucleici, tenuti insieme dai nucleotidi.[12] Un singolo giro di elica costituisce dieci nucleotidi.[12] La struttura a doppia elica del DNA contiene un solco maggiore e un solco minore, il primo essendo più ampio del secondo.[12] Considerata la differenza in larghezza tra i solchi maggiore e minore, molte proteine che si allacciano al DNA lo fanno attraverso il solco più ampio.[13]

L'ordine, o sequenza, dei nucleotidi nella doppia elica di un gene specifica la struttura primaria di una proteina.

Il termine entrò nella cultura popolare con la pubblicazione nel 1968 di La doppia elica: un apporto personale riguardo alla scoperta della struttura del DNA, di James Watson.

NoteModifica

  1. ^ (EN) "Double Helix" di Sándor Kabai, The Wolfram Demonstrations Project, 2007.
  2. ^ (EN) James D. Watson e Francis Crick, Una struttura per l'acido nucleico desossiribosio (PDF), in Nature, vol. 171, 1953, pp. 737–8, DOI:10.1038/171737a0.
  3. ^ La struttura della molecola del DNA Archiviato il 21 giugno 2012 in Internet Archive..
  4. ^ (EN) Wilkins M.H.F., A.R. Stokes A.R. & Wilson, H.R., Struttura molecolare degli acidi nucleici desossipentosi (PDF), in Nature, vol. 171, 1953, pp. 738–740, DOI:10.1038/171738a0, PMID 13054693.
  5. ^ (EN) Elson D, Chargaff E, Sul contenuto dell'acido desossiribonucleico dei gameti del riccio di mare, in Experientia, vol. 8, n. 4, 1952, p. 143-145.
  6. ^ (EN) Chargaff E, Lipshitz R, Green C, Composizione degli acidi nucleici desossipentosi di quattro generi di ricci marini, in J Biol Chem, vol. 195, 1ª ed., 1952, pp. 155-160, PMID 14938364.
  7. ^ (EN) Chargaff E, Lipshitz R, Green C, Hodes ME, La composizione dell'acido desossiribonucleico dello sperma del salmone, in J Biol Chem, vol. 192, 1ª ed., 1951, pp. 223-230, PMID 14917668.
  8. ^ (EN) Chargaff E, Alcuni studi recenti sulla composizione e struttura degli acidi nucleici, in J Cell Physiol Suppl, vol. 38, Suppl, 1951.
  9. ^ (EN) Magasanik B, Vischer E, Doniger R, Elson D, Chargaff E, La separazione e valutazione dei ribonucleotidi in piccole quantità, in J Biol Chem, vol. 186, 1ª ed., 1950, pp. 37-50, PMID 14778802.
  10. ^ (EN) Chargaff E, Specificità chimiche degli acidi nucleici e i meccanismi della loro degradazione enzimatica, in Experientia, vol. 6, 6ª ed., 1950, pp. 201-209.
  11. ^ (EN) Premio Nobel - Lista di tutti i Laureati Nobel, su nobelprize.org.
  12. ^ a b c (EN) Alberts et al., La biologia molecolare della cellula, New York, Garland Science, 1994, ISBN 978-0-8153-4105-5.
  13. ^ (EN) Pabo C, Sauer R, Riconoscimento della proteina del DNA, in Annu Rev Biochem, vol. 53, 1984, pp. 293–321, DOI:10.1146/annurev.bi.53.070184.001453, PMID 6236744.

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