Eelde

località dei Paesi Bassi
Eelde
ex-comune
Eelde/Eel
Eelde – Stemma Eelde – Bandiera
Eelde – Veduta
Localizzazione
StatoPaesi Bassi Paesi Bassi
ProvinciaFlag Drenthe.svg Drenthe
ComuneTynaarlo
Territorio
Coordinate53°08′00″N 6°34′00″E / 53.133333°N 6.566667°E53.133333; 6.566667 (Eelde)
Abitanti6 660
Altre informazioni
LingueOlandese, Drèents
Cod. postale9760–9761
Prefisso(+31)
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Paesi Bassi
Eelde
Eelde

Eelde (in Drèents: Eel)[1] è una località di circa 6.700 abitanti[2] del nord-est dei Paesi Bassi, facente parte della provincia di Drenthe e situata nei pressi del lago di Paterswolde (Paterswoldsemeer).[3][4] Dal punto di vista amministrativo, si tratta di un ex-comune,[1][5][6] nell 1998 accorpato alla municipalità di Zuidlaren[5] e, dal dicembre 1999[5] facente parte della municipalità di Tynaarlo.[1][5][6] assieme al villaggio limitrofo di Paterswolde, forma il centro abitato di Eelde-Paterswolde.[1]

L'ex-sede del comune di Eelde
Eelde: i giardini del Museo De Buitenplaats

EtimologiaModifica

Il toponimo Eelde è attestato per la prima volta nel 1139.[1][5][7] Attestato anticamente anche nelle forme Elethe (1242),[1][5] Elde (1259),[1][5] Elende (1256-1263),[1][5] è probabilmente formato dal nome di un corso d'acqua chiamato Ee e dal termine lede, che significa "corso d'acqua sprofondato".[1][5]

Un'altra ipotesi, ora rigettata, lo fa derivare dal termine medio olandese el, elen (in olandese moderno: eland), che significa "alce", in ragione del fatto che la zona, stando a documenti del X e XI secolo, era popolata da questo animale.[1]

Geografia fisicaModifica

CollocazioneModifica

Eelde si trova a sud del lago di Paterswolde, nella parte settentrionale della provincia di Drenthe, al confine con la provincia di Groninga.[3]

Suddivisione amministrativaModifica

L'ex-comune di Eelde comprendeva, oltre alla località omonima, anche i villaggi di Paterswolde (con la buurtschap di Schelfhorst) ed Eelderwolde.[1]

StoriaModifica

I primi abitanti della zona furono i cosiddetti kleikers, gente di lingua frisone provenienti da alcune isole settentrionali.[7]

Del villaggio si hanno notizie dal 1139, quando si ha notizia dell'esistenza di una chiesa in loco.[5][7]

Nel 1339, si ha invece notizia dello scoltetto di Eelde.[5]

Nel 1405, ciò che rimaneva delle fortificazioni di Eelde fu fatto demolire dal vescovo Frederik van Blankenheim.[5]

Bandiera e stemmaModifica

BandieraModifica

La bandiera dell'ex-comune di Eelde è di colore giallo con una croce rossa e blue e con una torre nella parte sinistra in alto.[8]

Questa bandiera fu realizzata da G.A. Bontekoe fu adottata ufficialmente il 1º ottobre 1962.[8]

StemmaModifica

Lo stemma di Eelde è dorato e raffigura un corvo con una balestra e reca una corona.[6][9]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Museo De BuitenplaatsModifica

Tra i luoghi d'interesse di Eelde, figura il Museo De Buitenplaats, un museo di arti figurative, progettato nel 1996 dagli architetti Alberts a Van Huut.[4][5]

Altri museiModifica

Altri musei di Eelde sono il museo degli zoccoli dei fratelli Wietzes, fondato nel 1990 e il museo degli strumenti musicali Vosbergen, inaugurato nel 2002.[5]

Infrastrutture e trasportiModifica

Ad Eelde si trova l'aeroprto di Groninga-Eelde, realizzato nel 1931.[1][4]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l Eelde-Paterswolde su Plaatsengids.
  2. ^ Eelde su Stadindex.
  3. ^ a b Harmans, Gerard M.L. (a cura di), Olanda, Dorling Kindersley, London, 2005 - Mondadori, Milano, 2003, p. 303.
  4. ^ a b c Harmans, G.L. (a cura di), op. cit., p. 309.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n Geschiedenis Eelde-Paterswolde su Tip-Eelde.
  6. ^ a b c Eelde su Nederlandse Gemeentewapens.
  7. ^ a b c Historische vereniging Ol Eel: Ons Dorp > Geschiedenis > Historie Archiviato il 30 ottobre 2015 in Internet Archive..
  8. ^ a b Historische vereniging Ol Eel: Ons Dorp > Geschiedenis > Gemeentevlag Archiviato il 3 novembre 2015 in Internet Archive..
  9. ^ Historische vereniging Ol Eel: Ons Dorp > Geschiedenis > Gemeentewapen Archiviato il 3 novembre 2015 in Internet Archive..

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Collegamenti esterniModifica

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