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Lingua olandese

lingua germanica occidentale
Olandese
Nederlands
Parlato inPaesi Bassi Paesi Bassi
Belgio Belgio (Fiandre)
Suriname Suriname
Aruba Aruba (lingua ufficiale assieme al papiamento)
Curaçao Curaçao (lingua ufficiale assieme al papiamento)
Sint Maarten Sint Maarten (lingua ufficiale assieme all'inglese)
Francia Francia (minoranza nazionale nelle Fiandre francesi)
Germania Germania (tra il confine con i Paesi Bassi e la regione della Ruhr)
Indonesia Indonesia
Stati Uniti Stati Uniti
Australia Australia
Canada Canada
Locutori
Totalecirca 23 milioni (inoltre 16 milioni in Sudafrica ed in Namibia parlano l'afrikaans, strettamente imparentato)
Classifica37
Altre informazioni
TipoSVO + SOV + VSO flessiva - accusativa (ordine semilibero)
Tassonomia
FilogenesiLingue indoeuropee
 Germaniche
  Occidentali
   Olandese
Statuto ufficiale
Ufficiale inUnione europea Unione europea

Paesi Bassi Paesi Bassi
Belgio Belgio (Fiandre, Bruxelles-Capitale)
Suriname Suriname
Regolato daNederlandse Taalunie (Unione della Lingua Olandese)
Codici di classificazione
ISO 639-1nl
ISO 639-2(B)dut, (T)nld
ISO 639-3nld (EN)
Glottologmode1257 (EN) e dutc1256 (EN)
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 1
Alle mensen worden vrij en gelijk in waardigheid en rechten geboren. Zij zijn begiftigd met verstand en geweten, en behoren zich jegens elkander in een geest van broederschap te gedragen.
Map Dutch World scris.png
Distribuzione geografica dell'olandese
Area di diffusione della lingua olandese in Europa
Mappa dei dialetti parlati in Benelux

L'olandese (Nederlands[1][2]; IPA: [ˈneːd̥əɾlɑnts] Ascolta[?·info]), o anche nederlandese o neerlandese, è una lingua sovraregionale (ufficialmente Algemeen Nederlands, nederlandese comune) che, insieme all'inglese, al tedesco, all'afrikaans e al frisone, appartiene al gruppo delle lingue germaniche occidentali[3].

È lingua ufficiale nei Paesi Bassi e nel Belgio (insieme al francese e al tedesco), dove è ufficiale nelle Fiandre e nella Regione di Bruxelles-Capitale (quest'ultima ufficialmente bilingue, sebbene per l'88% francofona[4]); la variante parlata in Belgio è definita lingua fiamminga. Fuori dall'Europa l'olandese è la lingua ufficiale dello Stato sudamericano del Suriname (ex-colonia dei Paesi Bassi), dove negli ultimi decenni è evoluta da seconda a prima lingua più parlata dagli abitanti. È ufficiale (e parlata in questo caso come lingua seconda) anche nei territori caraibici del Regno dei Paesi Bassi, Aruba e Curaçao, dove la lingua-madre è il papiamento, e Sint Maarten, dove la lingua-madre è l'inglese.

La Nederlandse Taalunie (Unione della lingua nederlandese) è un'organizzazione internazionale non governativa fondata nel 1980 allo scopo di raccogliere i territori aventi in comune la lingua olandese; ne fanno parte i Paesi Bassi (comprese le dipendenze caraibiche), la Comunità fiamminga del Belgio e, dal 2004, il Suriname.

Piccole minoranze linguistiche di lingua olandese sono riscontrabili anche nelle Fiandre francesi (Nord - Passo di Calais)[5][6].

In Indonesia la lingua ha un certo rilievo dal punto di vista storico (l'Indonesia fu possedimento dei Paesi Bassi per circa tre secoli, dal XVII secolo al 1949) ed è importante soprattutto per ragioni archivistiche e giuridiche.

È da ricordare che la lingua afrikaans, parlata in Sudafrica e in Namibia (sia come lingua-madre della popolazione di origine boera e della maggioranza di quella di origine mista, sia come seconda lingua di larga parte della popolazione sudafricana), è una derivazione diretta dell'olandese del Seicento, da cui si è evoluto in modo autonomo. Le sue particolarità grammaticali (mancanza quasi totale di coniugazioni del verbo e dell'imperfetto, negazione doppia, un solo genere grammaticale) e lessicali (l'introduzione di un discreto numero di parole derivanti da dialetti africani) ne hanno fatta una lingua a sé stante, ma l'apprendimento fluente dell'olandese è molto semplice per un locutore di afrikaans e le due lingue presentano un buon grado di mutua intelligibilità.

Indice

Nome della linguaModifica

Questa lingua è comunemente nota in lingua italiana, già a partire dal Seicento, come olandese. Questa definizione, così come nella sua traduzione in molte lingue indoeuropee, è dovuta al predominio commerciale e culturale sul resto dei Paesi Bassi della regione costituita dalle due attuali province che formano l'Olanda. Sinonimi della stessa lingua sono fiammingo, nederlandese e neerlandese[7].

Lingua olandeseModifica

Per quanto olandese sia il termine italiano più comunemente usato per indicarla, questo può dar luogo ad ambiguità interpretative. In senso stretto, con "olandese" (Hollands) si identifica il solo dialetto olandese, parlato ovvero nella regione geografica dell'Olanda[3][8]; tuttavia il termine è anche utilizzato, come parte per il tutto, come sinonimo di neerlandese riflettendo il fatto che la lingua moderna standard (Algemeen Nederlands) è ampiamente basata sul dialetto olandese[9][10].

Lingua fiammingaModifica

Con lingua fiamminga si intende la variante della lingua parlata in Belgio da circa il 60% della popolazione di quel Paese. Anche se il fiammingo ha un proprio codice ISO identificativo, si tratta di una delle varietà della lingua neerlandese. Il vocabolario e la grammatica sono quasi del tutto identici mentre più marcate differenze si percepiscono nella pronuncia e nella dizione. Talvolta in italiano ci si riferisce a questa lingua denominandola fiammingo, a causa della prevalente influenza culturale delle Fiandre, rispetto a quella dell'Olanda, nel basso medioevo.

Lingua nederlandese/neerlandeseModifica

La traduzione italiana più foneticamente aderente all'originale Nederlands sarebbe lingua nederlandese (neologismo dall'olandese Nederlands) o il più antico neerlandese (adattamento ottocentesco del francese néerlandais), utilizzato nelle grammatiche[11][12], nei corsi di lingua[13][14] e nel dizionario di riferimento[15]. Questi termini vengono usati tuttavia per lo più in ambito accademico, essendo storicamente di uso comune in italiano identificare con il termine Olanda, attraverso una sineddoche, tutti i Paesi Bassi, in modo del tutto similare a quanto avviene con il termine Inghilterra, spesso utilizzato per indicare tutto il Regno Unito. Parimenti la lingua ufficiale di questo paese come "lingua olandese" e l'aggettivo olandese viene applicato nell'identificare prodotti o altre cose originarie o tipiche dei Paesi Bassi, come la loro nazionale di calcio per esempio[16].

È da notare come a partire dagli anni '90 del Novecento alcune Università italiane hanno modificato il nome dell'insegnamento impartito in "Lingua e Letteratura Nederlandese", altre in "Lingua e Letteratura Neerlandese", mentre altre ancora mantengono la denominazione di "Lingua e Letteratura Olandese e Fiamminga".

StoriaModifica

Il primo documento in questa lingua è comunemente ritenuto un testo del XII secolo le cui prime parole sono Hebban olla vogala, ma vi sarebbero altre attestazioni ben anteriori[17].

L'olandese deriva dal francone, la lingua degli antichi franchi, che invasero la Gallia dandole il loro nome, ma non la lingua, poiché il francese, l'erede della parlata galloromanza, ebbe scarsissime influenze dalla lingua del popolo germanico dei franchi. L'olandese, facendo parte delle lingue germaniche occidentali, presenta notevoli somiglianze sia con i dialetti del Nord della Germania che con la lingua inglese, ma, avendo l'inglese subito durante il Medioevo forti influenze normanne e norrene, modificando così profondamente la propria struttura grammaticale, il proprio lessico e la fonetica di essa, l'olandese risulta oggi in buona parte incomprensibile ad un anglofono.

DialettiModifica

Nella lingua olandese, esistono anche diversi dialetti. Questi sono[18]:

Altre varianti locali dell'olandese sono il Bildts, parlato attualmente da circa 6000 persone nella municipalità di Het Bildt e l'Urkers molto distintivo e con influenze ebraiche ed inglesi, parlato nella ex isola di Urk dalla comunità locale, isolata dalla terraferma prima del prosciugamento dei polder del Flevoland. La lingua frisone (Frysk) ed il basso sassone dei Paesi Bassi (Nederlands Nedersaksisch), parlate nel nord-est dei Paesi Bassi, non vengono comunemente considerate dialetti dell'olandese ma lingue a parte. I dialetti frisoni cittadino (Stadsfries) sono da alcuni autori considerato dialetti olandese mentre da altri sono considerati sia dialetti olandese che dialetti frisone, essendo derivati dalla lingua parlata a patire dal XV secolo dalla borghesia colta delle città frisoni, obbligata a conoscere sia l'olandese che il frisone. Altre varianti sono l'olandese del Suriname parlato nella ex colonia con influenze lessicali locali, l'olandese del New Jersey ormai scomparso e parlato fino agli inizi del XX secolo e l'olandese di Pella ancora in uso a Pella in Iowa e parlati dagli immigrati olandesi negli Stati Uniti, e l'afrikaans lingua diffusa in Sud Africa e Namibia che si sviluppò fra i coloni boeri alla fine del XVII secolo.

L'alfabeto e gli accentiModifica

 
I tifosi della nazionale di calcio usano anche la parola Holland per identificare la loro squadra

L'olandese è scritto in alfabeto latino ed utilizza un carattere aggiuntivo oltre a quelli dell'alfabeto standard, il digramma IJ. Ha una percentuale relativamente elevata delle lettere doppie, sia vocali che consonanti, a causa della formazione di parole composte e per distinguere i molti suoni vocalici della lingua. Un esempio di cinque lettere doppie consecutive è la parola voorraaddoos (contenitore di provviste).

La dieresi (trema) è utilizzato per rimarcare le vocali che devono essere pronunciate separatamente. Secondo la recente riforma linguistica, nelle parole composte (escluso il caso di prefissi o suffissi), la dieresi è stata sostituita da un trattino, ad esempio zeeëend (anatra marina) è oggi scritto zee-eend.

L'accento acuto si trova principalmente nei prestiti linguistici come nella parola café, ma può essere utilizzato anche per differenziare due forme della stessa parola. Il suo uso più comune è per differenziare l'articolo indeterminativo een (uno) dal numero één (uno).

L'accento grave è utilizzato per specificare la pronuncia ad esempio nelle parole (cosa in forma interrogativa) o bèta e in prestiti linguistici quali caissière (cassiera) o après-ski (doposci). Nella recente riforma linguistica, l'accento grave è stato sostituito da quello acuto come segno di vocale breve, ad esempio wèl è stato cambiato in wél.

Altri diacritici quali ad esempio il circonflesso possono riscontrarsi in prestiti linguistici soprattutto dal francese, così come si possono riscontrare i caratteri Ñ e Ç in rari casi di prestiti linguistici dallo spagnolo o dal portoghese.

La lingua ufficiale è determinata dalla Wet schrijfwijze Nederlandsche taal (Legge sulla scrittura della lingua olandese; approvata in Belgio nel 1946 e nei Paesi Bassi nel 1947 e basata su una revisione linguistica del 1944; entrambe emendate dopo una revisione del 1995 ed un'altra del 2005). La Woordenlijst Nederlandse taal ("lista delle parole in lingua olandese"), comunemente conosciuta come groene boekje ("libretto verde") a causa del colore della sua copertina, è normalmente accettata come spiegazione informale della legge.

Parlanti nei Paesi neerlandofoniModifica

Territorio / Stato Abitanti (2009) Parlanti
  Aruba 106.523 5,8%
  Belgio 11.190.845 (2015) 59%
  Bonaire 12.877 8,6%
  Curaçao 141.700 8,6%
  Paesi Bassi 16.971.452 (2015) 78,6% (2014)
  Saba 1.601 8%
  Sint Eustatius 2.768 8%
  Sint Maarten 37.429 (2010) 8%
  Suriname 141.700 0,23%
Fonte: (FR) L'aménagement linguistique dans le monde

GrammaticaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Grammatica olandese.

OrtografiaModifica

L'ortografia olandese (in cui, a differenza del tedesco, non si utilizzano le maiuscole per indicare sistematicamente i sostantivi, tranne in casi particolari, come in italiano) si basa fondamentalmente sulla suddivisione dei vocaboli in sillabe.

In olandese ci sono due tipi di sillabe:

  • sillabe chiuse: sillabe che terminano con una consonante
  • sillabe aperte: sillabe che terminano con un dittongo o una vocale.

È perciò importante rispettare le seguenti regole:

Le vocali a, e, o, u quando hanno un suono lungo sono rappresentate da due lettere in una sillaba chiusa ed una lettera in una sillaba aperta.

Quando le stesse vocali a, e, o, u hanno un suono breve, si ritrovano in una sillaba chiusa.

L'articoloModifica

L'articolo determinativoModifica

  • L'articolo determinativo è de [d̥ə], con pronuncia irregolare, per il singolare maschile e femminile e per tutti i plurali. I nomi che rientrano in questa classe sono detti comuni o di genere comune (de-woorden).
  • L'articolo determinativo per il singolare neutro è het [(h)ət], con pronuncia irregolare. I nomi che rientrano in questa classe sono detti neutri o di genere neutro (het-woorden).
  • Esistono anche nomi che rientrano in entrambe le classi ed altri che, a seconda dell'uso di de e het, assumono significati diversi.

L'articolo è una parte del discorso invariabile, infatti i casi si formano analiticamente, abbinando cioè l'articolo ad una preposizione (come in italiano). Si dirà perciò het boek van de jongen (il libro del ragazzo) e ik geef het boek aan de jongen (do il libro al ragazzo). In alcune frasi idiomatiche o nei nomi di alcune città, però, si sono conservate le antiche declinazioni sintetiche (come in tedesco o in latino), quali i genitivi des e der e il dativo singolare den. Es. in naam der koningin (in nome della regina), op den duur (alla lunga), Den Haag (L'Aja).

L'articolo indeterminativoModifica

L'articolo indeterminativo singolare è een ([ʏːn]); non esiste l'articolo indeterminativo plurale. Ad esempio een boek (un libro), boeken (dei libri).

AggettivoModifica

Il comparativo di maggioranzaModifica

Il comparativo di maggioranza si ottiene aggiungendo all'aggettivo di grado positivo il suffisso sintetico -er. Es. rijk [ɾɛɪ̯k] (ricco) > rijker [ˈɾɛɪ̯kəɾ] (più ricco).

Ci sono, tuttavia, aggettivi irregolari. Es. goed [ɣuːt] (buono) > beter (migliore).

Il superlativo relativoModifica

Il superlativo relativo si ottiene aggiungendo all'aggettivo di grado positivo il suffisso sintetico -st. Es. rijk (ricco) > rijkst (il più ricco).

Ci sono, tuttavia, aggettivi irregolari. Es. goed [ɣuːt] (buono) > best (il migliore).

L'avverbioModifica

Alcuni avverbi di modo coincidono con l'aggettivo corrispondente al grado positivo. Es. goed (buono, bene): Zij spreken goed (Essi parlano bene).

Il verboModifica

I verbi olandesi si suddividono in tre categorie: forti, deboli e irregolari.

I verbi forti formano il preterito (o imperfetto) e il participio passato modificando la radice con un processo detto apofonia (modifica del suono vocalico radicale, a seconda dei tempi verbali). Si dividono in sette classi, che possono avere a loro volta due tipi ciascuna, a seconda della vocale radicale dell'infinito; la 7^ classe, riunendo verbi di diversa provenienza, presenta alcune peculiarità.

№ CLASSE APOFONIE INFINITO IMPERFETTO SING. / PLUR. PARTICIPIO PASSATO SIGNIFICATO
1^ classe ij - ee - e - e kijken keek / keken gekeken guardare
2^ classe A ui - oo - o - o sluiten sloot / sloten gesloten chiudere
B ie - oo - o - o kiezen koos / kozen gekozen scegliere
3^ classe A i - o - o - o vinden vond / vonden gevonden trovare
B e - o - o - o zenden zond / zonden gezonden mandare, spedire
4^ classe e - a - a - o nemen nam / namen genomen prendere
5^ classe A e - a - a - e geven gaf / gaven gegeven dare
B i - a - a - e zitten zat / zaten gezeten sedersi
6^ classe A a - oe - oe - a dragen droeg / droegen gedragen portare, indossare
B e - oe - oe - o zweren zwoer / zwoeren gezworen giurare
7^ classe A # - ie - ie - # vallen viel / vielen gevallen cadere
B # - i - i - # hangen hing / hingen gehangen pendere

I verbi deboli formano l'imperfetto aggiungendo:

  • -de alla radice del verbo che termina per consonante sonora;
  • -te alla radice del verbo che termina per consonante sorda.

I verbi deboli formano il participio aggiungendo:

  • il prefisso ge- in tutti i casi (a meno che la radice del verbo non presenti un prefisso inseparabile come be, ge, ver, ont, o anche door, over, voor non accentati);
  • il suffisso -d alla radice del verbo che termina per consonante sonora;
  • il suffisso -t alla radice del verbo che termina per consonante sorda.

I verbi irregolari non fanno uso di queste regole e si declinano in modo diverso.

Ad esempio:

  • zijn - was / waren - geweest (essere)
  • gaan - ging / gingen - gegaan (andare)
  • eten - at / aten - gegeten (mangiare)
  • komen - kwam / kwamen - gekomen (venire)

Verbo essere, tempo presente

  • zijn [zɛɪn] (essere)
  • ik ben [ɪk'bɛn]
  • jij bent [jɛɪ'bɛnt] (la -t desinenziale cade sempre quando s'inverte il verbo, ad esempio nella frase interrogativa: ben jij?)
  • hij, zij, het is [hɛɪ, zɛɪ, (h) ət'ɪs]
  • wij zijn [vɛi'zɛɪn]
  • jullie zijn [ˌjœʟi:'zɛɪn]
  • zij zijn [zɛɪ'zɛɪn]

La forma di cortesia, u (nelle Fiandre si vede anche la forma con maiuscola), può prendere sia la seconda che la terza persona singolare: u bent/is

  • hebben ['hɛbən] (avere)
  • ik heb [ɪk'hɛp]
  • jij hebt [jɛɪ'hɛpt]
  • hij, zij, het heeft [hɛɪ/ zɛɪ/ (h) ət'he:ft]
  • wij hebben [vɛɪ'hɛbən]
  • jullie hebben [ˌjœʟi:'hɛbən]
  • zij hebben [zɛɪ'hɛbən]

La forma di cortesia può prendere sia la seconda che la terza persona singolare: U hebt/heeft

  • zullen ['zœʟən] (questo verbo, aggiungendo un infinito alle forme declinate, forma un futuro verbale - es. ik zal hebben, io avrò)
  • ik zal [ɪk'zɑʟ]
  • jij zult (zal) / u zult (zal) [jɛɪ/ y'zœʟt (zɑʟ)]
  • hii, zij, het zal [hɛɪ/ zɛɪ/ (h) ət'zɑʟ]
  • wij zullen [vɛɪ'zœʟən]
  • jullie zullen [ˌjœʟi:'zœʟən]
  • zij zullen [zɛɪ'zœʟən]

Per la forma di cortesia, è più utilizzata la seconda persona singolare: u zult (zal)

  • Attenzione! Per tutti i verbi (sia irregolari che regolari) la -t finale della 2ª persona singolare cade quando s'inverte il verbo col soggetto e ciò accade nei periodi interrogativi e nelle espressioni enfatiche o esclamative.

Esempi:

Heb je een pen? → Hai una penna?

Morgen kom je niet. → Domani tu non vieni.

  • Attenzione! In olandese, la persona U è la forma di cortesia, come il Lei in italiano. U deve essere utilizzato con la 2ª/3ª pers. singolare, identiche in tutti i verbi, tranne in "hebben" e "zijn", che utilizzano rispettivamente "heeft"/"hebt" (il primo più frequente) e "bent"/"is" (il primo molto più frequente).

Esempio:

Heeft/Hebt u een pen? → Ha (lei) una penna?

  • Il passato prossimo si costruisce:

a. col presente indicativo di "hebben"

oppure

b. col presente indicativo di "zijn"

più, in entrambi i casi, il participio passato del verbo in fondo alla frase. La scelta fra i due ausiliari si basa sul grado di agentività del soggetto, in modo analogo all'italiano. Esempio:

a. Ik heb dat verhaal verteld. (= Ho raccontato quella storia)

b. Hij is in Rotterdam geweest. (= È stato a Rotterdam)

Analisi del periodoModifica

Affinché si comprenda meglio il modo in cui l'olandese forma le frasi, bisogna avere qualche rudimento di analisi del periodo, perché in questa lingua le proposizioni dipendenti si costruiscono in modo diverso dalle principali.

PronunciaModifica

ConsonantiModifica

Carta IPA delle consonanti olandesi
Bilabiali Labiodentali Alveolari Postalveolari Palatali Velari Uvulari Glottidali
Occlusive p t k ɡ̊ 1 ʔ 2
Nasali m n ŋ
Fricative f v 3 s z 3 ʃ ʒ 4 x ɣ 3 ʁ 5 ɦ
Approssimanti ʋ 6 j
Laterali l

Dove i simboli appaiono in coppia, quello di sinistra rappresenta la consonante sorda e quello di destra la consonante sonora.

Note:

  1. [ɡ̊] non è un suono originario olandese e appare solo nei prestiti stranieri (es. goal) o come allofono del fonema /k/ a contatto con consonanti sonore o con l'approssimante [j].
  2. [ʔ] è inserito prima della vocale iniziale all'interno delle parole dopo [a] e [ə] e spesso anche all'inizio di una parola.
  3. In alcuni dialetti, in particolare quello di Amsterdam, le fricative sonore sono pronunciate sorde: /v/ viene pronunciata [f], /z/ viene pronunciata [s] e /ɣ/ viene pronunciata [x].
  4. [ʃ] e [ʒ] non sono suoni originari olandesi e appaiono solo nei prestiti stranieri (es. show, bagage). Sono di solito realizzati rispettivamente [sʲ] e [zʲ]. La sequenza di fonemi /sj/ si pronuncia [ʃ] (in alcuni dialetti [sʲ]; es. huisje, meisje); allo stesso modo, le sequenze /tje/ e /dje/ (es. hondje) si pronunciano [ʧə] o [tçə] e la sequenza /nje/ (es. oranje) si pronuncia [ɲə].
  5. /r/ si pronuncia [ɾ]; in alcuni dialetti viene realizzato con la fricativa uvulare sonora [ʁ], con una vibrante uvulare [ʀ] o anche con un'approssimante alveolare [ɹ].
  6. /ʋ/ si pronuncia [w] al Sud e quasi come [v] al Nord.
  7. /l/ si pronuncia spesso [l] e si velarizza in [ɫ] dopo una vocale (elk [ɛɫk]).

Peculiarità e tratti tipici:

NoteModifica

  1. ^ (NL) Vrijwaring, su taalunie.org. URL consultato il 5 marzo 2018.
  2. ^ Nederlands traduzione | dizionario Olandese-Italiano, su dizionario.reverso.net. URL consultato il 5 marzo 2018.
  3. ^ a b Nederlandese, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 15 dicembre 2013.
  4. ^ Articolo de La Stampa, su www3.lastampa.it.
  5. ^ Harald Haarmann, Soziologie und Politik der Sprachen Europas, dtv, München, 1975, ISBN 3-423-04161-7; p. 281
  6. ^ Claus Jürgen Hutterer, Die germanischen Sprachen, Wiesbaden, 1987, ISBN 3-922383-52-1; p. 258
  7. ^ (EN) J. M. van der Horst, A Brief History of the Dutch Language, in The Low Countries - Arts and Society in Flanders and the Netherlands - A Yearbook, nº 4, Rekkem, Ons Erfdeel, 1996-1997, pp. 163-172.
  8. ^ Grazia Gabrielli (a cura di), Dizionario A-Z, in Dizionario della lingua italiana, Milano, Carlo Signorelli Editore, 1993 [1989], p. 1322, ISBN 88-434-0077-0.
  9. ^ (EN) Eduard Dolusic, Dutch language, in Hugh Chisholm (a cura di), Enciclopedia Britannica, XI, Cambridge University Press, 1911.
  10. ^ Nuovo vocabolario italiano illustrato, 1ª ed., Firenze, RCS Sansoni Editore S.p.A., 1978, p. 657, ISBN non esistente.
  11. ^ Rita Snel Trampus, Introduzione allo studio della lingua neerlandese. Vol. 1: Grammatica, Milano, LED, 1993, ISBN 9788879160346.
  12. ^ Dolores Ross, Elisabeth Koenraads, Grammatica neerlandese di base, Milano, Hoepli, 2007, ISBN 9788820338787.
  13. ^ Dolores Ross, Luisa Berghout, Marleen Mertens, Roberto Dagnino, Mooi zo! Corso di lingua neerlandese, Milano, Hoepli, 2017, ISBN 9788820374969.
  14. ^ I. Paupert, Neerlandese, Parigi, Assimil, 2014, ISBN 9788896715314.
  15. ^ Luigi Lo Cascio, Il dizionario neerlandese, Bologna, Zanichelli, 2001, ISBN 9788808078834.
  16. ^ L'aggettivo olandese viene spesso utilizzato per indicare la nazionale di calcio dei Paesi Bassi. Questa "imprecisione" è anche comune nei Paesi Bassi, tanto che una canzone Hup Holland Hup, scritta nel 1950 e ritornata popolare per il campionato europeo di calcio 1988, viene considerata un inno non ufficiale della nazionale stessa.
  17. ^ (EN) History of Dutch Language (Storia della lingua olandese), su www.dutchlanguage.info. URL consultato il 28 dicembre 2013.
  18. ^ Dialetti dell'olandese, www.olandese.org. URL consultato il 26 dicembre 2013.

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