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Epatite D

epatite virale causata dal virus HDV, chiamato anche "virus delta"
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Epatite D
Specialitàinfettivologia
EziologiaInfettiva
Sede colpitaFegato
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM070.31
ICD-10B17.0 e B18.0
MeSHD003699 e D003699

L'epatite virale D è una epatite virale causata dal virus HDV, chiamato anche "virus delta" o deltavirus. Essendo un virus defettivo richiede la contemporanea presenza di HBV (in questo caso fungendo da helper), di cui utilizza l'involucro pericapsidico con annesse le proteine di superficie (HbsAG). Il genoma contiene diverse seguenze ORF; esso replica mediante un intermedio a RNA.

Indice

EziopatogenesiModifica

L'HDV è un simil-viroide[1] (o più precisamente un virusoide) con genoma a RNA monocatenario che codifica per un solo tipo di proteina, l'antigene delta: questo antigene presente nel sangue consente la diagnosi da infezione da virus delta. HDAg è presente in due isoforme : HDAg-l e HDAg-s (rispettivamente long e short) che hanno delle specifiche funzioni;la prima impedisce la replicazione dell'RNA, ma favorisce l'incapsidamento del genoma con HBsAg, la seconda è necessaria alla replicazione dell'RNA

HDV è un virus difettivo che contagia l'uomo solo se è già presente l'HBV (coinfezione o sovrainfezione), il virus responsabile dell'epatite B.[2]

Può esserci una coinfezione da virus delta o una sovrainfezione. Nel primo caso si può avere una cronicizzazione dell'infiammazione con una sintomatologia più grave; nel secondo si può avere una epatite fulminante che porta rapidamente a morte.[3]

TrasmissioneModifica

Le vie di trasmissione del virus dell'epatite D sono simili a quelle per l'epatite B. L'infezione è in gran parte limitata alle persone ad alto rischio di infezione da epatite B, in particolare tossicodipendenti e persone sottoposte a trasfusioni di sangue o derivati non opportunamente controllate.[4] In tutto il mondo oltre 15 milioni di persone sono co-infettati.[4] HDV è raro nei paesi più sviluppati ed è per lo più associato all'uso di droghe per iniezione. Tuttavia, l'HDV è molto più comune nella regione mediterranea e nell'Africa sub-sahariana, nel Medio Oriente e nella parte settentrionale del Sud America.[5]

PrevenzioneModifica

La profilassi è uguale a quella per l'epatite B: il vaccino per l'epatite B è infatti sufficiente ad evitare l'infezione da epatite D.[6]

NoteModifica

  1. ^ Deltavirus, su viralzone.expasy.org.
  2. ^ Makino S, Chang MF, Shieh CK, Toshio Kamahora, David M. Vannier, Sugantha Govindarajan e Michael M. C. Lai, Molecular cloning and sequencing of a human hepatitis delta (delta) virus RNA, in Nature, vol. 329, nº 6137, 1987, pp. 343–6, DOI:10.1038/329343a0, PMID 3627276.
  3. ^ Fattovich G, Giustina G, Christensen E, M Pantalena, I Zagni, G Realdi e SW Schalm, Influence of hepatitis delta virus infection on morbidity and mortality in compensated cirrhosis type B, in Gut, vol. 46, nº 3, marzo 2000, pp. 420–6, DOI:10.1136/gut.46.3.420, PMC 1727859, PMID 10673308.
  4. ^ a b Epatiti virali, su cdsn.it. URL consultato il 1º febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 2 gennaio 2012).
  5. ^ Taylor JM, Hepatitis delta virus, in Virology, vol. 344, nº 1, gennaio 2006, pp. 71–6, DOI:10.1016/j.virol.2005.09.033, PMID 16364738.
  6. ^ Epatite virale, Istituto Superiore di Sanità. URL consultato il 24 aprile 2019.

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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