Eraclide Lembo

filosofo e scrittore greco antico

Eraclide Lembo (in greco antico: Ἡρακλείδης Λέμβος[1], Hērakléidēs Lémbos; in latino: Heraclides Lembus o Heracleides Lembus; ... – ...; fl. 180-145 a.C.) è stato un filosofo e scrittore greco antico.

Frontespizio del De Politiis (1593), allora attribuito a Eraclide Pontico

BiografiaModifica

Eraclide, nato forse ad Alessandria, fu un funzionario pubblico egiziano che visse durante il regno di Tolomeo VI Filometore[2]. Si diceva che avesse negoziato il trattato che poneva termine all'invasione dell'Egitto da parte di Antioco IV, nel 169 a.C. e che suo segretario fu Agatarchide di Cnido.[2] Si occupò, probabilmente durante le pause dell'attività politica o dopo il ritiro da essa, di opere di varia erudizione, specialmente riguardanti curiosità biografiche e paradossografiche.

OpereModifica

Più nel dettaglio, sappiamo che Eraclide si era occupato di diversi argomenti.

L'opera maggiore erano le Storie (Ἱστορίαι), in almeno 37 libri, che riguardavano argomenti storici e mitologici e di cui restano cinque frammenti, concernenti la fondazione di Roma ad opera degli Achei di ritorno da Troia[3], l'alta stima della bellezza a Sparta[4], un'invasione di rane[5], Demetrio Poliorcete e suo padre Antigono Monoftalmo innamorati della stessa etera[6], eccentricità filologiche su Alessarco, fratello di Cassandro, inventore di neologismi[7].

Ancora, Eraclide aveva scritto un Λεμβευτικὸς λόγος, di cui non sappiamo nulla se non il titolo, al quale era dovuto il suo soprannome[1].

Tra le opere di epitomatore che lo caratterizzarono presso i posteri, un'epitome dell'opera di Sozione il Peripatetico, Successioni dei Filosofi[8]; delle Vite di Satiro di Callati[9]; dei Legislatori di Ermippo di Smirne[10]. Come detto, comunque, Eraclide è a noi noto soprattutto per gli Excerpta Politiarum, contenenti brevi estratti dalle Πολιτείαι (Costituzioni) e dai Νόμιμα βαρβαρικά ("Usi dei barbari") di Aristotele, e precisamente quaranta frammenti dai 158 scritti che componevano la prima opera e quattro dalla seconda.
Infine, si attribuisce ad Eraclide, con forti dubbi, una biografia di Archimede, menzionata da Eutocio[11].

NoteModifica

  1. ^ a b Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, V, 94: «[Ἡρακλείδης] Καλλατιανὸς ἢ Ἀλεξανδρεύς, γεγραφὼς τὴν Διαδοχὴν ἐν ἓξ βιβλίοις καὶ Λεμβευτικὸν λόγον, ὅθεν καὶ Λέμβος ἐκαλεῖτο», "Eraclide di Callati o di Alessandria, che scrisse la Διαδοχὴ ("Successione dei filosofi") in 6 libri e il Λεμβευτικὸς λόγος, per cui era anche chiamato Lembo".
  2. ^ a b Suda, s.v. Heraclides η 462: Ἡρακλείδης, Ὀξυρυγχίτης, φιλόσοφος, ὁ τοῦ Σαραπίωνος, ὃς ἐπεκλήθη Λέμβος, γεγονὼς ἐπὶ Πτολεμαίου τοῦ ἕκτου, ὃς τὰς πρὸς Ἀντίοχον ἔθετο συνθήκας. ἔγραψε φιλόσοφα καὶ ἄλλα.
  3. ^ Festo, 269.
  4. ^ Ateneo di Naucrati, Deipnosophistae XIII 566a.
  5. ^ Ateneo VIIII 333a-b, che cita dal libro XXI.
  6. ^ Ateneo XIII, 578a-b, dal libro XXXVI.
  7. ^ Ateneo III, 98e, dal libro XXXVII.
  8. ^ Diogene Laerzio, V 79; VIII 7; X 1.
  9. ^ Diogene Laerzio, VIII 40; IX 26.
  10. ^ POxy. XI 1367.
  11. ^ Commentarius in dimensionem circuli (Archimedis opera omnia ed. Heiberg-Stamatis (1915), vol. 3, p. 228); Commentaria in conica (Apollonii Pergaei quae Graece exstant, ed. Heiberg (1893) vol. 2, p. 168: "Hērakleios").

BibliografiaModifica

  • (GRCEN) Heraclides Lembus, Excerpta Politiarum (PDF), edited and translated by Mervin R. Dilts, Durham, North Carolina, Duke University, 1971 (archiviato dall'url originale il 28 febbraio 2014).
  • M. Marcovich, Heraclidis Lembi Excerpta Politiarum, in "The American Journal of Philology", XCVI (1975), n. 1, pp. 16–18.
  • K. W. L. Müller, Fragmenta Historicorum Graecorum (1841–1870), vol. 2, pp. 197-224 (Costituzioni); vol. 3, pp. 167-171.
  • R. Daebritz, "Herakleides Lembos (51)", in Realencyclopädie der classischen Altertumswissenschaft, VIII/1 (1945), coll. 488-491.
  • (GRCIT) Marina Polito (a cura di), Dagli scritti di Eraclide sulle costituzioni: un commento storico, Napoli, Arte Tipografica, 2001, ISBN non esistente.

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