Etia (in greco antico Ετίας, in latino Etias) è un personaggio eponimo della mitografia greca e romana, figlia di Enea e di sua moglie Creusa[1][2]. Come riportato da Pausania in "Periegesi della Grecia", Enea - nel corso della sua fuga da Troia - fondò a suo nome la città di Eti che sorgeva[3] sulla costa della Laconia di fronte a Citera[2][4].

NoteModifica

  1. ^ Bossi, 1819, p. 339.
  2. ^ a b Pausania, libro III, cap. 22, p. 11.
  3. ^ Come riferisce lo stesso Pausania (libro III, cap. 22, p. 11-13), le rovine di Eti erano ancora visibili all'epoca della redazione dell'opera (II secolo) e situate a sette stadi da Βοιαι (Boiai), un villaggio alla testa del golfo di Corinto che era stato fondato - secondo il racconto del geografo greco - da uno degli Eraclidi e dagli abitanti delle scomparse città di Eti, Afrodisia e Side.
  4. ^ Pozzoli, 1829, p. 712.

BibliografiaModifica

  • Luigi Bossi, Della istoria d'Italia antica e moderna, vol. 1, G. P. Giegler, 1819, ISBN non esistente.
  • Pausania, Hellàdos Perieghésis, a cura di Susan E. Alcock, John F. Cherry, Jaś Elsner, Oxford University Press, 2003, ISBN 0-19-517132-2.
  • Giovanni Pozzoli, Dizionario storico-mitologico di tutti i popoli del mondo, Tip. Vignozzi, 1829, ISBN non esistente.