Ezechiele tragico

drammaturgo greco antico

Ezechiele tragico o Ezechiele drammaturgo (in greco antico: Ἐζηκιῆλος, Ezekiêlos; Alessandria d'Egitto, ... – II secolo a.C.) è stato un drammaturgo greco antico.

BiografiaModifica

Ebreo, probabilmente visse ed operò ad Alessandria d'Egitto, dove avrebbe scritto più opere, come mostra il modo in cui viene citato dalle fonti, ossia come autore di più tragedie ('Εζηκιῆλος ὁ τῶν τραγωδιῶν ποιητής). Alcuni studiosi hanno posto la sua attività nel II secolo a.C., ma senza prove convincenti[1].

OpereModifica

La sua unica opera conosciuta, la tragedia Exagōgē (Esodo), sopravvive solo in frammenti riportati negli scritti di Eusebio di Cesarea, Clemente Alessandrino, ed Eustazio di Tessalonica: tuttavia le ampie citazioni di questi scrittori rendono possibile il "montaggio" di 279 trimetri giambici, che permettono a grandi linee di ricostruire la trama della tragedia.

L'Exagōgē era un dramma in cinque atti scritto, appunto, in trimetri giambici, rivisitazione della narrazione biblica dell'esodo dall'Egitto. Il personaggio principale del dramma era Mosè, che nei 17 frammenti superstiti (per sei scene) è sempre in scena, e parti della storia biblica sono state modificate per soddisfare le esigenze della narrazione[2].

Questi cambiamenti probabilmente indicano l'intenzione di Ezechiele di mettere in scena la tragedia, dal momento che alcune scene, se narrate in aderenza alla Bibbia, sarebbero state impossibili da rappresentare. Ragion per cui episodi come l'attraversamento del Mar Rosso sono stati convertiti in narrazioni da parte di un messaggero (un egiziano scampato all'annientamento, nel quarto episodio). Ancora, per aggiungere spettacolarità e coerenza, è stato ipotizzato che i vari scontri con il faraone fossero riuniti in un solo agone (nel terzo episodio, non citato), che si doveva chiudere con la morte del primogenito del re e la conseguente licenza di partire per gli ebrei. Infine, nel quinto episodio, una nuova rhesis citava la visione da parte degli ebrei, nell'oasi di Elim, della Fenice, simbolo di rinascita del popolo[3].

Questo dramma è unico nel mescolare la storia biblica con il dramma tragico di ispirazione euripidea. In primo luogo, perché l'Exagôgê, con i suoi 279 trimetri giambici, è il più esteso esempio di letteratura drammatica del periodo ellenistico dopo l' Alessandra di Licofrone. In secondo luogo, è il primo dramma ebraico a noi noto, e come tale fornisce informazioni importanti su come un Ebreo ellenizzato avrebbe cercato di plasmare il materiale biblico in forme drammatiche greche mediante tecniche sviluppate dai tragici greci; per quanto riguarda lo stile, "i trimetri giambici sono tollerabili, il linguaggio è arido e prosaico"[4], sacrificato all'impostazione didascalica e divulgativa dell'autore.

NoteModifica

  1. ^ Kraus Reggiani, p. 99.
  2. ^ Kraus Reggiani, pp. 99-100.
  3. ^ Kraus Reggiani, pp. 100-101.
  4. ^ (DE) Albrecht Dieterich: Ezechiel. In: Paulys Realencyclopädie der classischen Altertumswissenschaft (RE). vol. VI,2, Stuttgart 1909, Col. 1701–1702..

BibliografiaModifica

  • (DE) Albrecht Dieterich: Ezechiel. In: Paulys Realencyclopädie der classischen Altertumswissenschaft (RE). vol. VI,2, Stuttgart 1909, Col. 1701–1702.
  • P. Fornaro, La vuoce fuori scena. Saggio sull'Exagoge di Ezechiel, Giappichelli, 1982.
  • L. Troiani, Apocrifi dell'Antico Testamento. Vol. 5: Letteratura giudaica di lingua greca, Torino, UTET, 1997 (contiene una breve introduzione e la traduzione italiana dei frammenti).
  • Clara Kraus Reggiani, Storia della letteratura giudaico-ellenistica, Mimesis, 2008.
  • H. Jacobson, The Exagoge of Ezekiel, Cambridge University Press, 1983.

Voci correlateModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN198691357 · ISNI (EN0000 0001 0804 4436 · LCCN (ENn82059718 · GND (DE118682903 · BNF (FRcb119922838 (data) · CERL cnp00995341 · WorldCat Identities (ENn82-059718