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Fantasia in do minore K 475

Fantasia per pianoforte
CompositoreWolfgang Amadeus Mozart
Tonalitàdo minore
Tipo di composizionefantasia
Numero d'operaK 475
Epoca di composizioneVienna, 20 maggio 1785
PubblicazioneArtaria, Vienna, 1785 (insieme alla sonata K 457)
DedicaTherese von Trattner
Durata media10 min
Organicopianoforte
Ascolto
(info file)

La fantasia in Do minore K 475 fu completata da Wolfgang Amadeus Mozart nel maggio del 1785 e viene di norma proposta come introduzione alla sonata per pianoforte K 457.

Diversamente da precedenti composizioni dell'autore questa fantasia è stata espressamente concepita per il fortepiano e non per clavicembalo come molte altre composizioni precedenti che poi per questo strumento venivano trascritte: ne consegue che le sonorità sono specificatamente pianistiche. Mozart sfrutta le varietà timbriche dello strumento e vi inserisce particolari effetti cromatici.

La fantasia K 475 e la sonata K 457, ambedue in Do minore, vennero dedicate (secondo quanto riferì la vedova Constanze Weber), alla signora Therese von Trattner, allieva del maestro sin dal 1782. Pare che in una lettera andata perduta il compositore suggerisse l'esecuzione della fantasia quale prologo della anzidetta sonata. Entrambi i lavori hanno infatti uno stretto legame costituito non solo dalla tonalità ma dall'atmosfera, dalla inquietudine e dalla sofferenza che li accomuna.

La fantasia si articola in cinque tempi riconoscibili all'ascoltatore e che alternano tempi lenti a veloci (adagio, allegro, andantino, più allegro, adagio) mentre la conclusione riprende il materiale iniziale con variazioni minime. Tutta composizione ha di conseguenza un andamento ciclico. Il motivo iniziale (adagio) è basato sull'accordo fondamentale e ricorda il tema presente nel Kyrie della Missa solemnis K 139 scritto quando Mozart aveva dodici anni e continua su temi la cui tonalità si allontana sempre più da quella di base per soffermarsi su un lungo episodio lirico in Re maggiore. Segue un allegro dai toni drammatici e una andantino ad un tempo lirico e scuro con repentini cambiamenti di dinamica. Il più allegro continua il materiale dell'andantino in una atmosfera diversa sino a proporre frasi brevi e spezzate che conducono al secondo adagio. Il materiale iniziale è ripreso con armonie che conferiscono al pezzo toni tetri. Quando lo svolgimento sembra concludersi in modo rassegnato si ha un guizzo finale che rinvia la risoluzione delle tensioni (lasciandone forse il prosieguo alla sonata).

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Controllo di autoritàVIAF (EN185089369 · LCCN (ENn81112133 · BNF (FRcb14785726d (data) · WorldCat Identities (ENn81-112133
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