Fernand Crommelynck

drammaturgo e attore belga

Fernand Crommelynck (Parigi, 19 novembre 1886Saint-Germain-en-Laye, 17 marzo 1970) è stato un drammaturgo, attore e sceneggiatore belga di lingua francese.

BiografiaModifica

 
Le Sculpteur de Masques (1907), illustrazione di Léon Spilliaert

Nacque in una famiglia di attori, di madre francese e di padre belga.[1]

Se nelle prime opere, Le Sculpteur de Masques (1908) e L'Histoire de Minna Claessens (1912), si sentì l'influsso della poetica crepuscolare, in quelle successive l'autore si ispirò sempre più allo spirito fiammingo, caratterizzandolo con espressioni parossistiche e con una riuscita sintesi di tragico e comico, di linguaggio liricamente barocco, popolaresco e aristocratico, violento e delicato nello stesso tempo, ma in qualunque caso immaginifico.[2][3]

Con queste caratteristiche oltre ad un accostamento al Maeterlinck ed a recupero di gusto elisabettiano, Crommelynck scrisse la sua opera più importante, intitolata Le cocu magnifique ("Il becco prodigioso" o "Il magnifico cornuto") (1920), una favola insieme realistica, allegorica, paradossale, contraddistinta da una comicità grottesca e da sprazzi tragici.[2][3] Da quest'opera sono tratti due film, l'uno meno conosciuto francese, del 1955, e l'altro, molto più noto, diretto nel 1964 da Antonio Pietrangeli, con Ugo Tognazzi e Claudia Cardinale. La TV argentina ha invece tratto diversi episodi di serie televisive dalla sua opera "Monsieur Larose est-il l'assassin?", dal 1960 con un episodio della serie "Obras maestras del terror", al 1961 con la miniserie "¿Es usted el asesino?" sino al 1967 con una nuova omonima serie, entrambe di nove episodi[4].

La critica letteraria descrisse l'opera di Crommelynck scrivendo che: «su un'idea da vaudeville, l'autore costruisce una tragicommedia e la chiama farsa».[2]

La stessa mescolanza di duro realismo e acutezza psicologica, di elevatezze liriche e rudezze verbali, portante il tema dell'amore sensuale contrapposto a quello angelico, l'autore la propose anche nelle opere successive, quali ad esempio: Carine, ou la jeune fille folle de son âme (1929); Tripes d'or ("La trippa d'oro") (1930), parabola dell'avarizia nella quale l'autore miscela farsa e profonda serietà; Chaud et froid, ou L'Idée de monsieur Dom (1936); Une Femme qu'a le cœur trop petit (1934), nella quale viene descritta una moglie perfetta la cui ossessiva virtuosità appassisce i sentimenti.[3][1]

Ha anche pubblicato un adattamento shakespeariano, Le Chevalier de la lune ("Il cavaliere della luna") (1957), basato sul personaggio di sir John Falstaff.[1]

Sia per il linguaggio e sia per la tecnica drammatica, Crommelynck viene considerato uno degli autori più originali del teatro del XX secolo.[2]

Opere principaliModifica

TeatroModifica

  • Le Sculpteur de Masques (1908)
  • L'Histoire de Minna Claessens (Alfred Machin, 1912)
  • L'agent Rigolo et son chien policier (Alfred Machin, 1912)
  • Le Marchand de regrets (1913)
  • Maudite soit la guerre (Alfred Machin, 1914)
  • Le Cocu magnifique (dramma) (1921)
  • Les Amants puérils (1921)
  • Carine ou la jeune fille folle de son âme (1929)
  • Tripes d'or (1930)
  • Le Cadavre nº 5 (Gaston Schoukens, 1932)
  • Una donna dal cuore troppo piccolo (Une Femme qu'a le cœur trop petit, 1934)
  • Caldo e freddo (Chaud et froid, ou L'Idée de monsieur Dom 1936)
  • Le Chevalier de la Lune ou Sir John Falstaff (1968)
  • Miroir de l'enfance (1986), pubblicazione postuma
  • Théâtre complet, 3 volumi, introduzione di Georges Perros, Gallimard, (1986-1987)

RomanzoModifica

  • Monsieur Larose est-il l'assassin ? (1950)

FilmModifica

(esclusi adattamenti televisivi)

NoteModifica

  1. ^ a b c (EN) Fernand Crommelynck, su britannica.com. URL consultato il 16 luglio 2018.
  2. ^ a b c d le muse, IV, Novara, De Agostini, 1964, p. 25.
  3. ^ a b c Fernand Crommelynck, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 16 luglio 2018.
  4. ^ Fernand Crommelynck (1886–1970) Pagina IMDb, su imdb.com.

BibliografiaModifica

  • (FR) Claude Mesplède, Dictionnaire des littératures policières, Nantes, Joseph K, 2007.
  • (FR) Gisèle Féal, Le théâtre de Crommelynck, Parigi, 1976.
  • (EN) William Grimes, Aldo Crommelynck, Master Printer for Prominent Artists, Is Dead at 77, in The New York Times, New York, 29 gennaio 2009.
  • (ES) Ramón José Sender e José Domingo Dueñas Lorente, Sobre la obra de Crommelynck, in Proclamación de la sonrisa: ensayos, Saragozza, Universidad de Zaragoza, 2008, pp. 167–170.
  • (EN) Pierre Piret, Representation and Subjectivityː Belgian Playwrights and Modernity. Fernand Crommelynck or Disenchanted Representation, in From Art Nouveau to Surrealism: Belgian Modernity in the Making, MHRA & Maney Publishing, 2007, pp. 69–73.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN68944513 · ISNI (EN0000 0001 1768 5809 · LCCN (ENn81112403 · GND (DE11867059X · BNF (FRcb120298127 (data) · BNE (ESXX1722989 (data) · BAV (EN495/102016 · WorldCat Identities (ENlccn-n81112403