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Cementifera Fibronit s.p.a.
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1935 a Bari
Chiusura1985
Sede principaleBari
Settoreedilizia
Prodotti
  • elementi per l'edilizia
  • fibrocementi

La società per azioni Cementifera Fibronit era un'azienda produttrice di elementi per l'edilizia in amianto che produsse manufatti in amiantocemento negli stabilimenti di Broni (Pavia) dal 1932 al 1994 e a Bari dal 1935, secondo produttore in Italia alle spalle dell'Eternit. Per molti anni è stata tra le prime 35.000 principali imprese europee.[1]

Il problema eternitModifica

Gli stabilimenti della società, che ha interrotto la sua attività nel 1985[senza fonte], sono ora una discarica di amianto a cielo aperto: nel 2011 erano presenti 300 m² di eternit ancora in azienda e da bonificare[2]. Nel 2005 il suolo (circa 100.000 m², 39.000 dei quali sono coperti da edifici industriali e magazzini) era stato destinato alla bonifica e alla trasformazione in un parco, il Parco della Rinascita, voluto dall'Associazione Esposti all'Amianto (AEA), dal Comitato Cittadino "Fibronit" e dalle amministrazioni comunali, ma nel 2011 il Tar di Bari ha bloccato la bonifica, bloccando di fatto anche l'istituzione del parco.[3][4] Nell'ottobre 2016 si sono avviate infine le operazioni di demolizione. Le ruspe hanno cominciato ad abbattere i capannoni all'interno di tensostrutture di confinamento necessarie a evitare la dispersione nell'aria di fibre in amianto [5]. A novembre 2017 è stato abbattuto il secondo capannone [6]. Il completamento della bonifica è terminato nel 2018.

L'inchiestaModifica

L'amianto del cementificio ha causato direttamente la morte di 180 dipendenti e nel corso degli anni circa 700 persone hanno perso la vita, con una media di 40 vittime all'anno, spesso per mesotelioma.[7] Si calcola che i residui possano potenzialmente mettere in pericolo la salute dei 40.000 abitanti del quartiere Japigia, dove si trova la fabbrica in stato d'abbandono, in attesa di una completa bonifica degli impianti[7][8].

La Procura di Voghera ha aperto un fascicolo giudiziario da 80.000 pagine sul caso Fibronit. Nel 2011 il sostituto procutore Giovanni Benelli ha chiesto la chiusura della maxi-inchiesta con l'accusa di "disastro doloso, omissione dolosa delle norme antinfortunistiche, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose" nei confronti dei 10 ex amministratori indagati.[9]

La Fibronit nei mediaModifica

Nel 2010 sono iniziate le riprese del documentario La fabbrica della morte, per la regia di Vito Palumbo e Michele Sforza[10], mentre la Repubblica nel novembre 2011 si è occupata con un'inchiesta di questo caso.

NoteModifica

  1. ^ 35.000 principales empresas Europeas, Volume 3, D&B Europe, Ltd., 1990, pp. 188-228-439. (Google libri)
  2. ^ Inchieste di Repubblica: Broni, l'amianto killer, Repubblica.it, 4 novembre 2011. URL consultato il 7 novembre 2011.
  3. ^ Fibronit, addio alla fabbrica dei veleni parte il cantiere per realizzare il parco, su ricerca.repubblica.it, 18 febbraio 2009, p. 2. URL consultato il 7 novembre 2011.
  4. ^ Fibronit: il Tar di Bari chiude il parco cittadino (PDF)[collegamento interrotto], goBari.it, 28 luglio 2011.
  5. ^   Bari, a Japigia vanno giù i primi muri degli edifici all'amianto nell'ex Fibronit, la Repubblica, 20 giugno 2017, a 0:01:40. URL consultato il 21 dicembre 2017.
  6. ^   Bari, la bonifica dell'ex Fibronit è a metà dell'opera: "Addio alla fabbrica della morte", la Repubblica, 17 novembre 2017, a 0:02:41. URL consultato il 21 dicembre 2017.
  7. ^ a b Da qui all’Eternit… il viaggio di Avanti Pop alla Fibronit di Bari [collegamento interrotto], su rossorossani.altervista.org. URL consultato il 18 giugno 2010.
  8. ^ Lorenzo Bordoni - FpSMedia, La fabbrica velenosa che uccide come una bomba a orologeria, su inchieste.repubblica.it, 4 novembre 2011. URL consultato il 7 novembre 2011.
  9. ^ AA.VV., Amianto. Responsabilità e risarcimento dei danni, Maggioli Editore, 2010, p. 27 (Google libri)
  10. ^ Fibronit the Movie, su fibronitmovie.it (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2012).

Collegamenti esterniModifica