Field emission display

I field emission display (FED) sono una tecnologia di display che fa uso di fosfori per emettere luce.

Primo piano di un pixel del FED

Concettualmente il principio sul quale si basano è simile a quello dei tubi a raggi catodici: vi è sempre la presenza di un cannone elettronico pilotato da un campo magnetico in modo tale da colpire i fosfori voluti, ma invece di avere un unico cannone, a ciascun pixel ne viene associato uno, ognuno dei quali è rappresentato da una moltitudine di nanotubi di carbonio. Questo porta ad avere un display molto piatto.

I FED possono essere costruiti in questo modo: substrato, catodo comune, ballast resistor, isolante (ossido di silicio per esempio), gate ed un altro substrato accoppiato al primo su cui sono presenti i fosfori e gli anodi. I nanotubi di carbonio sono inseriti nei buchi nel gate e nell'isolante, fino al ballast resistor. Pilotando opportunamente i triodi, si produce l'emissione di elettroni dai nanotubi per effetto del campo elettrico; questi elettroni andranno a colpire i fosfori corrispondenti generando così luce.

Il problema maggiore è posizionare i nanotubi di carbonio nelle desiderate via hole con un processo a bassa temperatura: nelle tecniche odierne la temperatura dei nanotubi può superare anche i 700 °C.

Nel maggio del 2005 Motorola presentò un prototipo di FED basato sui nanotubi di carbonio, denominato nano-emissive display (NED)[1][2], ma in seguito l'azienda ha interrotto le sperimentazioni su questa tecnologia.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Motorola Labs Debuts First Ever Nano Emissive Flat Screen Display Prototype, su motorola.com, Motorola, 9 maggio 2005 (archiviato dall'url originale il 25 maggio 2005).
  2. ^ Motorola Nano Emissive Display, su avmagazine.it, AV Magazine, 6 giugno 2005. URL consultato il 12 maggio 2020.

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