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Fienagione (Bruegel)

dipinto di Pieter Brueghel il Vecchio
Fienagione
Die Heuernte.jpg
AutorePieter Bruegel il Vecchio
Data1565
Tecnicaolio su tavola
Dimensioni117×161 cm
UbicazionePalazzo Lobkowitz, Praga
Dettaglio

La Fienagione è un dipinto olio su tavola (117x161 cm) di Pieter Bruegel il Vecchio, datato 1565 e conservato in Palazzo Lobkowitz[1] a Praga.

Indice

StoriaModifica

L'opera fa parte della serie dei Mesi, completata con sole cinque tavole e già in possesso di Niclaes Jonghelinck di Anversa. Appena un anno dopo, nel 1566, venne ceduta all'amministrazione cittadina e nel 1594 fu l'oggetto di un dono a Ernesto d'Asburgo. La Fienagione fino al 1659 almeno fu nelle collezioni imperiali; nel 1864 era di proprietà della principessa Leopoldine Grassalkovich, nata Esterházy e per vie sconosciute finì poi al principe Lobkowitz in Boemia. È l'unica tavola della serie a non essere firmata né datata, sebbene una firma posticcia sia stata rimossa nel 1931.

Descrizione e stileModifica

La scena è ambientata in uno dei primi mesi estivi, giugno o luglio, con un gruppo di contadini intenti al taglio e la raccolta del fieno. In primo piano, nell'angolo inferiore sinistro, un uomo sta affilando la falce e, al centro, tre ragazze si dirigono verso di lui; poco dietro, a destra, quattro portatori di ceste vanno nella direzione opposta, assieme a una contadina a cavallo. Il gruppo passa tra ceste piene di baccelli e frutti rossi, forse corbezzoli, e un'edicola della Madonna, posta sul ciglio della strada. Il piano intermedio, dominato da un luminoso giallo, mostra vasti campi dove i contadini si dedicano al taglio, la raccolta e il trasporto del fieno con un carro.

Nello sfondo si vedono alcune case, un villaggio in collina e, a sinistra, uno sperone roccioso con un castello su una delle sommità; a destra invece la veduta si perde a vista d'occhio con la vallata di un fiume che arriva fino al mare. I differenti piani sono esaltati dai contrasti coloristici di toni caldi (primo e medio piano) e freddi (sfondo).

Figure umane e umane e natura appaiono perfettamente fuse e domina un senso di tranquillità, senza quell'incedere frettoloso dei lavoranti che spesso si incontra nei lavori di Bruegel. Mancano anche le deformazioni caricaturali, ma anzi il gruppo delle donne, con una che guarda verso lo spettatore, appare come una piacevole parentesi. In definitiva sembra che Bruegel, nel dipingere la stagione calda, abbia volute ritrarre gli uomini allegri e soddisfatti, liberi sia dall'ozio che dalla fatica del lavoro inutile.

NoteModifica

  1. ^ Praga e Repubblica Ceca, Milano, Touring Club Editore, 2013.

BibliografiaModifica

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