Frente para a Libertação do Enclave de Cabinda

Frente para a Libertação do Enclave de Cabinda
Flag of Cabinda (FLEC propose).svg
Attivadal 1963
NazioneAGO
Contestodecolonizzazione dal Portogallo, lotta di indipendenza dall'Angola
IdeologiaIndipendenza di Cabinda
Componenti
FondatoriLuiz Ranque Franque, Henrique N'Zita Tiago
Attività
Morabito 2011, Alberizzi 2010
Voci sulla guerriglia in Wikipedia

Il Fronte per la liberazione dell'enclave di Cabinda (in portoghese Frente para a libertaçao do enclave de Cabinda - FLEC) è un'organizzazione politica e militare che si batte per l'indipendenza di Cabinda. Questa organizzazione ha combattuto la Guerra coloniale portoghese e la Guerra civile in Angola

il territorio di Cabinda

Principali avvenimentiModifica

Durante la Guerra coloniale Portoghese a Cabinda sorsero dei movimenti nazionalisti che dichiararono guerra all'Estado Novo portoghese. Dopo la Rivoluzione dei Garofani il Portogallo concesse l'indipendenza a tutte le sue colonie, Cabinda compresa, che tuttavia venne assegnata all'Angola. Nel 1975 il FLEC (derivato dalla fusione di gruppi preesistenti) instaurò un governo provvisorio con presidente Luiz Ranque. Tra il novembre del 1975 e il gennaio del 1976 il MPLA occupò Cabinda con l'aiuto di truppe cubane. Il MPLA conquistò facilmente le zone urbane, e il FLEC continuò a controllare la campagna. Tuttora Cabinda non è uno stato indipendente, e l'Angola non intende concederle l'indipendenza, considerandola parte integrante del suo territorio, inoltre questa provincia produce il 60% del petrolio angolano[1].
Un memorandum di pace sottoscritto nel 2006 tra le autorità angolane e alcuni gruppi dissidenti della FLEC per la concessione di una parziale autonomia alla provincia non ha posto termine al conflitto. Nel 2010 un clamoroso attacco contro la nazionale di calcio del Togo che si trovava in Angola per disputare la Coppa d'Africa (3 morti e 9 feriti) è stato rivendicato dalla FLEC[2]. Nello stesso anno il fronte ha subito una nuova scissione tra i fautori di un accordo con il governo angolano e i sostenitori della prosecuzione della lotta armata guidati dallo storico leader Henrique N'Zita Tiago[1][3].
Dopo la morte di Tiago nel giugno 2016[4] il conflitto non si è attenuato[5].

NoteModifica

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN129420335 · LCCN (ENno2010006525 · WorldCat Identities (ENlccn-no2010006525