Apri il menu principale

Frippertronics è il termine col quale il chitarrista Robert Fripp definì, a partire dal 1978, l'applicazione e lo sviluppo di una tecnica di generazione di suoni, da lui ottenuta attraverso una chitarra elettrica collegata a due registratori a bobina Revox A77. Fripp riconobbe sempre che tale tecnica era stata già sviluppata indipendentemente anche da altri musicisti e non ne se ne attribuì mai la paternità limitandosi ad applicarla al proprio strumento e ad utilizzarla nell'ambito di un più ampio progetto di esplorazione dell'industria discografica e delle dinamiche interne alla performance da lui intrapreso tra il 1979 e il 1981.

Indice

Tecnica di baseModifica

La tecnica alla base dei Frippertronics fu probabilmente ideata negli anni sessanta da Terry Riley che la impiegò, ad esempio, sull'album A Rainbow in Curved Air del 1969. Robert Fripp la scoprì grazie a Brian Eno, nel settembre 1972. Essa è riassumibile come segue: il segnale audio - nel caso di Fripp, quello generato dalla chitarra elettrica - è inviato ad un registratore a bobina, che lo incide su nastro una prima volta; il nastro, anziché avvolgersi sulla seconda bobina del registratore come avviene normalmente, passa sulla testina di riproduzione di un secondo Revox, che lo legge e rimanda il segnale al primo, leggermente attenuato nel volume e con un ritardo variabile a seconda della distanza fisica fra i due apparecchi. Il primo registratore lo incide quindi nuovamente, assieme ad altre note eseguite nel frattempo, e così via in una sorta di ping-pong. L'effetto all'ascolto è tale che ogni singola nota suonata si ripete diverse volte a distanza di qualche secondo come in una eco molto lenta, e che le nuove note si sommano alle precedenti in una sorta di sovraincisione all'infinito, limitata soltanto dal fatto che le più vecchie perdono ad ogni passaggio volume e nitidezza rispetto alle nuove, per effetto della continua reincisione. Il risultato finale è un tappeto di suoni stratificati, la cui unica scansione "ritmica" è determinata dall'intervallo di tempo in cui il segnale passa ciclicamente da un apparecchio all'altro.

Come affermato dallo stesso Fripp[1], Brian Eno gli presentò la tecnica del loop nel 1972, e la prima registrazione in assoluto con questo approccio divenne il lato A del disco di Fripp & Eno (No Pussyfooting). Un esempio dell'uso di tale tecnica da parte di Brian Eno è l'LP Discreet Music del 1975, ed in forma più breve il brano Wind on wind nell'LP di Fripp ed Eno Evening Star dello stesso anno.

SviluppoModifica

Le tournée di FrippertronicsModifica

La prima performance pubblica di Frippertronics avvenne nel febbraio del 1978. Tali performance vengono definite da Fripp «un tentativo di promuovere il contatto umano sul luogo della performance».[1] Fripp aveva sciolto il suo gruppo King Crimson nel 1974 proprio per il deterioramento del contatto umano tra musicisti e pubblico, dovuto secondo lui a tre fattori:

  1. L'aumento esponenziale delle dimensioni dei concerti;
  2. la trasformazione della musica rock in una sorta di evento sportivo;
  3. la relazione vampiresca tra pubblico e performer.

Fripp decise di combattere questa tendenza limitando la dimensione dei concerti di Frippertronics a un uditorio tra le 10 e le 250 persone, invitando il pubblico ad un ascolto attivo che lo responsabilizzava al pari del musicista e tenendo i concerti in luoghi come ristoranti, uffici, negozi di dischi, piccoli cinema, circoli culturali, etc. Anche l'atteggiamento di Fripp in tali esibizioni era volto a spezzare la relazione vampiresca col pubblico, riservandosi il diritto di deludere aspettative, di essere noioso e di prendersi i suoi tempi.

Le performance di Frippertronics erano, per scelta di Fripp, ogni volta improvvisate e pertanto sempre diverse l'una dall'altra. Ogni esecuzione, per propria natura, rimaneva su nastro; tuttavia, dopo aver eseguito uno o più brani Fripp di solito riavvolgeva la bobina e riutilizzava le esecuzioni appena incise come base per degli assolo, i quali al contrario non venivano mai registrati. Nelle parole di Fripp: «Nella situazione appropriata, con un ascolto attivo ed abbandonando i tentativi di imprigionare l'evento su nastro o pellicola, qualcosa di notevole può accadere».[1] Fripp eseguì una dimostrazione di quest'ultimo procedimento all'interno del programma televisivo Midnight Special della NBC, il 5 ottobre 1979.[2]

Frippertronics su discoModifica

Per ciò che riguarda l'uso su disco, Fripp distingue tra Frippertronics «pure» ed «applicate»:[1] "pure" quando utilizzate da sole, "applicate" quando utilizzate assieme ad altri strumenti, come parte dell'arrangiamento. Nell'album God Save the Queen/Under Heavy Manners (1980), ad esempio, il lato A (God save the Queen) contiene Frippertronics "pure", mentre sul lato B (Under Heavy Manners) esse fanno da base a brani rock-dance dall'andamento ipnotico, eseguiti con l'accompagnamento di basso elettrico, chitarra e batteria.

Altro esempio di Frippertronics "pure" è costituito dall'album Let the Power Fall del 1981, il cui sottotitolo è appunto An Album of Frippertronics. Nelle note di copertina, i concetti già espressi in precedenza vengono ribaditi ed approfonditi da Fripp in 21 punti (tre gruppi di 7) che rappresentano la sua visione e la sua metodologia per arrivare ad un cambiamento in meglio nello stato delle cose.[3] Lo sforzo "politico" viene visto come inefficace se disgiunto da un cambiamento personale nel modo di fare le cose: ogni disciplina imposta dall'esterno è destinata a generare «come minimo una reazione uguale e contraria».[3] «La sola disciplina efficace è l'autodisciplina»[3] ed il cambiamento deve essere graduale e, inizialmente, personale. Tutti i brani dell'album sono esecuzioni registrate dal vivo durante il tour che vide Fripp viaggiare tra Canada e USA, dall'aprile all'agosto 1979. Nelle parole di Fripp: «Questo album inizia dove God Save the Queen era terminato. In modo simile, l'album The League of Gentlemen è una continuazione del mio interesse nella musica dance originariamente presentato su Under Heavy Manners».[3][4]

Le Frippertronics comparvero anche su Exposure (1979), primo album da solista di Fripp, e su dischi di altri artisti come il secondo album di Peter Gabriel (1978) e Sacred Songs di Daryl Hall, (registrato nel 1977 e pubblicato nel 1979) entrambi prodotti dallo stesso Fripp. In tutti questi casi, il chitarrista "applica" (per usare la sua terminologia) ad alcuni brani le Frippertronics registrate nelle sue performance soliste o, nel caso di tracce come Urban Landscape (inclusa sia in Exposure che in Sacred Songs) e Water Music II (ancora da Exposure), le propone in forma "pura".

Le Frippertronics appaiono anche in produzioni discografiche successive, come sull'album Robert Fripp and the League of Crafty Guitarists - Live! del 1986, nel quale Il brano The New World consiste in un assolo di chitarra elettrica eseguito da Fripp su una base di Frippertronics.

A partire dalla seconda metà degli anni ottanta, Fripp incominciò ad impiegare unità delay digitali in luogo dei registratori a bobina, ma continuò ad utilizzare il termine Frippertronics fino al 1994: ad esempio sulle note di copertina dei primi tre album da lui realizzati con David Sylvian: Gone to Earth (1986) The First Day (1993) e Damage (1994).

SoundscapesModifica

Dal 1994 in poi, Fripp adottò per questo tipo di performance il termine soundscapes, traducibile in italiano come "paesaggi sonori" e ideato nel 1968 dal compositore canadese Raymond Murray Schafer per esporre la sua teoria di "ecologia acustica". La prima comparsa del nome soundscapes su un disco di Fripp risale all'album 1999 - Soundscapes Live in Argentina (1994). Dal punto di vista tecnico, le soundscapes di Fripp si distinguono dalle Frippertronics per l'uso di unità delay a campionamento digitale su ciascuna delle quali il chitarrista può intervenire in tempo reale durante l'esecuzione per modificarne a piacimento il tempo di ritardo o cancellare parti dei loop, nonché per l'uso di un pick-up MIDI che consente di interfacciare la chitarra con un sintetizzatore digitale.

NoteModifica

  1. ^ a b c d Note di copertina dell'album God Save the Queen/Under Heavy Manners
  2. ^ Robert Fripp demonstrates Frippertronics on ‘The Midnight Special,’ 1979, su DangerousMinds, 11 febbraio 2015. URL consultato il 2 febbraio 2019. Include un'intervista a Fripp sul tema.
  3. ^ a b c d Note di copertina dell'album Let the Power Fall
  4. ^ Robert Fripp - Chapter 8, su web.archive.org, 3 marzo 2012. URL consultato il 1º febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2012).

BibliografiaModifica

DiscografiaModifica

  Portale Musica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica