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Basso elettrico
70's Fender Jazz Bass.jpg
Basso elettrico a 4 corde Fender
Informazioni generali
Origine Stati Uniti d'America
Invenzione Anni 1930
Inventore Leo Fender
Classificazione 513
Elettrofoni semielettronici
Uso
Musica pop e rock
Musica jazz e black music
Musica folk
Estensione
Basso elettrico – estensione dello strumento
Estensione tipica del basso a quattro corde
Genealogia
 Antecedenti
Chitarra elettrica
Contrabbasso
Ascolto
Una linea melodica blues per chitarra basso. (info file)

La chitarra elettrica basso (chiamata molto gergalmente basso elettrico[1], più semplicemente noto come basso[2]) è uno strumento musicale, della famiglia degli elettrofoni, dalla tessitura grave.

Indice

Le originiModifica

La prima chitarra basso elettrica prodotta in serie fu sviluppata dall’ingegnere elettronico, inventore e costruttore di chitarre elettriche, Leo Fender, all'inizio degli anni cinquanta del XX secolo. Rappresenta una radicale svolta nel panorama musicale, fornendo alla sezione accompagnamento dei complessi uno strumento più trasportabile, e molto più semplice da amplificare rispetto al contrabbasso. La presenza dei tasti facilita anche l'accuratezza dell'intonazione, da cui il nome "Precision" del primo basso prodotto Leo Fender.

L'uso di un pickup magnetico associato al corpo solido permette l'amplificazione dello strumento, che si è evoluta in seguito fino alla produzione di amplificatori capaci di erogare potenze di svariate centinaia di Watt.

Il Fender Precision Bass del 1951 fu il primo ad essere messo sul mercato, con un pick-up di tipo single coil a quattro poli a e un corpo piatto e spigoloso. Nel 1954 il corpo fu smussato ed arrotondato per migliorarne l'ergonomia. Nel 1957, il pick-up venne sostituito con un humbucker split coil. Il battipenna subì sostanziali modifiche, come anche la paletta.

Questo modello del 1957 diventò uno standard nell'industria della musica e per tutti i bassisti, ed è ancora disponibile sul mercato. Un modello simile, ma rivisto e modificato è il Fender Jazz Bass, che fu introdotto nel 1960 come modello Deluxe.

Seguendo le orme di Leo Fender, altre industrie di strumenti musicali, quali Gibson, Danelectro e molte altre, iniziarono la produzione di versioni personalizzate di basso elettrico. Il contrabbasso divenne così obsoleto in molti generi musicali, lasciando spazio al più compatto basso elettrico, che permetteva al bassista una migliore agilità sul palco, e risolveva i problemi di amplificazione.[3]

Analisi dello strumentoModifica

CorpoModifica

Il corpo del basso elettrico è solitamente realizzato in legno massiccio. La forma del corpo, la qualità del legno utilizzato e la tipologia di innesto del manico nel corpo condizionano la qualità del suono dello strumento, ma costituiscono anche un criterio di valutazione spesso influenzato dalle tendenze del periodo. La realizzazione del corpo a strati o in un pezzo unico influisce direttamente sulla compattezza dello strumento, e naturalmente sulla sua qualità sonora. Il corpo infine può anche essere verniciato con vernice coprente, o rifinito con cera o vernice satinata, per apprezzare la bellezza del legno e la cura della costruzione.

ManicoModifica

Il manico ospita la tastiera dello strumento e permette il passaggio delle corde. Termina da un lato con la paletta che, per mezzo delle meccaniche, consente di porre in trazione le corde e di accordarle fino alla tensione desiderata e dall'altro con il corpo dello strumento. È di solito realizzato in diversi strati, anche più di nove. Questo consente all'elemento una sufficiente stabilità per mantenere l'intonazione e un'adeguata capacità di trasmettere le vibrazioni al corpo.

  • il manico bolt-on è avvitato al corpo dello strumento nel quale è stata ricavata un'apposita sede. Questa lavorazione permette di nascondere eventuali difetti di fabbricazione, corretti con spessori di legno interposti fra manico e corpo, con una grave perdita di continuità delle vibrazioni.
  • Il manico "neck through body" è inserito nel corpo, o meglio, ne costituisce la parte centrale, prolungandosi fino alla fine dello strumento. Questo metodo permette al manico un contatto molto efficace con il corpo, a tutto vantaggio della trasmissione delle vibrazioni, ma non sempre, poiché la vibrazione è prodotta non solo dalle corde, ma anche dal manico (e dal corpo) del basso stesso.

TastieraModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Tastiera (cordofoni).

La tastiera del basso elettrico, come negli altri strumenti a corda, è quella superficie di legno su cui è possibile premere le corde per variare l'intonazione della nota prodotta. La tastiera del basso elettrico può ospitare i tasti oppure esserne priva (fretless).

 
Posizione delle note su un basso a 4 corde accordato secondo la normale accordatura.

Nel primo caso, ogni tasto definisce l'avanzamento di un semitono della nota prodotta. Il tasto è una barretta metallica inserita nella tastiera perpendicolarmente alle corde.

Nel secondo caso invece, nei bassi elettrici fretless (senza tasti), l'altezza della nota prodotta varia spostando il punto in cui la corda viene premuta sulla tastiera. Essendo prive dei tasti, e non essendo indicate solitamente le posizioni delle note, i bassi di questa categoria (cosiddetti "bassi a tastiera cieca" o "bassi ciechi") necessitano di una buona conoscenza dello strumento per emettere suoni intonati. Tuttavia alcuni bassi fretless riportano, al posto dei tasti, degli inserti in legno di tipologia differente da quello della tastiera, che consentono all'esecutore di individuare la posizione della nota cercata. Le tastiere più comuni ospitano da 20 a 24 tasti o posti.

I legni più utilizzati con cui si realizzano le tastiere dei bassi elettrici sono l'ebano, estremamente duro e liscio, ed il palissandro, meno pregiato anche a causa della maggiore porosità del legno che a suo vantaggio offre una minore deformazione dovuta agli agenti atmosferici (variazioni di temperatura, umidità, eccetera).

 
Basso elettrico Warwick a 5 corde

CordeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: corda (musica).

Le corde del basso elettrico sono prevalentemente in acciaio, con un'anima solida, che può essere a sezione circolare o esagonale, ed un avvolgimento esterno che consente alla corda di raggiungere una massa tale da collocarla, nello spettro, all'ottava giusta. I materiali più usati sono l'acciaio o il nichel, con differenze timbriche fra le due soluzioni. In alcuni casi la corda metallica può essere rivestita in materiale sintetico. Altra importante caratteristica è il tipo di avvolgimento, cosa che determina il tipo di superficie della corda, che può essere ruvida, semi-liscia e liscia. Alcuni modelli di bassi sperimentali presentano delle corde in silicone. Il basso tradizionale, nato come "evoluzione" del contrabbasso, presenta il suo stesso numero di corde, quattro, con la medesima accordatura: Sol, Re, La, Mi (in ordine di altezza dalla più acuta alla più grave). Già negli anni settanta alcune aziende artigianali (come ad esempio l'Alembic) realizzavano bassi ad 8 corde (con ogni corda doppiata da un'altra accordata un'ottava più alta) creando un effetto simile alla chitarra a 12 corde. Sul finire degli anni ottanta, dopo diverse sperimentazioni e prototipi realizzati, iniziarono ad avere sempre più mercato bassi a 5 (Sol, Re, La, Mi, Si come consuetudine anche se qualcuno optava per Do, Sol, Re, La, Mi) e 6 corde (Do, Sol, Re, La, Mi, Si). Con l'aumentare del livello tecnico dei musicisti e l'avvento di tecniche particolari di esecuzione come il tapping (ovvero suonare con entrambe le mani sulla tastiera dello strumento) il numero delle corde è salito considerevolmente. Sono sempre più i musicisti che richiedono la realizzazione di bassi a 10 (5 in doppia corda come per l'8) o 12 corde (3 per tono addirittura), strumenti in grado di ricoprire il registro sia della chitarra che del basso tradizionale. Tuttavia, nella storia del basso elettrico si trovano anche strumenti con 2 grazie soprattutto al livello qualitativo delle aziende artigiane, in grado di realizzare praticamente qualsiasi richiesta dei loro clienti.

Pick-upModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: pick-up (elettronica).

Anche il basso elettrico come la chitarra elettrica ha bisogno di esser amplificato tramite dei pick-up. Esistono vari modelli di pick-up che cambiano a seconda del genere per il quale il basso è progettato. Il più diffuso è lo split-coil (chiamato "tipo Precision" o "P"), composto da due bobine ognuna con 4 magneti (due per corda). Segue il single-coil (chiamato "tipo Jazz" o "J"), composto da un unico corpo allungato che interessa tutte le corde. Col tempo, di pari passo con il variare delle esigenze sonore degli artisti, si sono aggiunte altre tipologie di pick-up: fra i più comuni ricordiamo l'humbucker tipo Music-Man o "MM", costituito da due avvolgimenti paralleli con 2 magneti per corda e il formato "Soap-Bar" (cover più stretta di quella del MM, può contenere al suo interno qualsiasi tipologia di pickup).

Solitamente i pick-up sono passivi, ma alcuni modelli (come gli EMG) hanno un preamplificatore integrato che necessita di alimentazione dedicata, tipicamente una batteria da 9 V.

CircuiteriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Circuito elettrico e Circuito elettronico.

Tutti i bassi elettrici dispongono di una circuiteria che permette il controllo sul suono dello strumento che può essere attiva o passiva.

Nei circuiti passivi si fa uso di pochi componenti elettronici, come potenziometri e condensatori, che possono solo modificare il volume e applicare un filtro passivo di tipo passa-basso al segnale variandone il tono. Il suono dello strumento sotto forma di segnale elettrico è quindi condotto all'amplificatore per mezzo di un cavo schermato.

Nei bassi elettrici attivi è invece presente una circuiteria elettronica alimentata da batterie. Questa permette di equalizzare il suono con sofisticati filtri attivi, capaci di aumentare o diminuire le frequenze impostate anche fino a 20 decibel. Solitamente permettono di intervenire su due o tre bande di equalizzazione e vengono alimentate da una o, più raramente, da due batterie da 9 Volt. In genere questi strumenti presentano una circuteria esclusivamente "attiva" o "passiva"; ciononostante alcuni modelli sono in grado tramite un selettore di ricorrere ad entrambe le soluzioni.

PonteModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ponte (musica).

Il ponte è la struttura alla quale si ancorano le corde ed è fissato sulla superficie anteriore del corpo nella stragrande maggioranza dei casi. Di solito è fabbricato in metallo, ma in qualche caso anche in legno. Il ponte cambia molto il timbro dello strumento. Può incorporare un pick-up piezoelettrico sensibile alla pressione diretta delle corde che trasduce le vibrazioni di corde non metalliche, cosa che i pick-up magnetici non possono fare.

CapotastoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Capotasto.

Il capotasto, detto anche "nut", è la struttura posta al termine della tastiera, dal lato della paletta, su cui appoggiano le corde all'uscita dalle meccaniche. Viene costruito in vari materiali, come l'osso, materiali sintetici o metalli come l'ottone. Ha il compito di dare alle corde la corretta spaziatura e trasmettere al manico le vibrazioni.

Truss rodModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Truss rod.

Il truss rod è un'asta metallica curva, di solito a concavità anteriore, contenuta nello spessore del manico che, sottoposta a tensione tramite un bullone installato ad una delle sue estremità, controbilancia la tensione esercitata sul manico stesso dalle corde evitando che si deformi, compromettendo la suonabilità e l'intonazione dello strumento.

NoteModifica

  1. ^ Stanley Sadie e John Tyrrell, The New Grove Dictionary of Music and Musicians, second edition, Londra, 2001.
  2. ^ Il termine basso, secondo il Grove Dictionary, è impiegato come contrazione di basso elettrico oppure di contrabbasso, ma tale uso è assai discusso: "Bass (iv). A contraction of Double bass or Electric bass guitar."
  3. ^ Storia del basso elettrico, su mondomusicale.altervista.org.

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