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Galleria Comelico
StatoItalia Italia
LocalizzazioneVeneto Veneto
GestoreANAS
Lunghezzakm
N° di canne1
N° di corsieUna per senso di marcia
Apertura31 luglio 1986

La galleria Comelico è un traforo che mette in comunicazione il centro Cadore e il Comelico tramite la strada statale 52 Carnica. Con i suoi 4 km è la seconda galleria più lunga del Veneto dopo il traforo dello Zovo[1] e per un periodo detenne il primato di galleria su strada statale più lunga d'Italia[1].

La galleria è stata aperta al traffico il 31 luglio 1986. In precedenza la statale transitava in superficie attraverso la valle del Piave, seguendo un percorso più lungo e tortuoso.

PercorsoModifica

Se si eccettua il passo di Sant'Antonio e la strada statale 465 della Forcella Lavardet e di Valle San Canciano (che si imboccava dopo aver percorso la SP 619 fino a raggiungere l'altopiano di Casera Razzo e quindi la Forcella Lavardet per raggiungere infine a Campolongo, ma che è chiusa al traffico dal 1993 a causa di un'alluvione ed è in attesa di ripristino), la galleria rappresenta l'unico collegamento stradale tra il Centro Cadore e il Comelico, visto che il vecchio tratto in superficie della statale è chiuso al traffico. Inizia tra Cima Gogna e Villapiccola, in corrispondenza del raccordo con la SR 48 diretta in val d'Ansiei e passa sotto le pendici meridionali del col Piccolo (1.545 m s.l.m.) e del monte Piedo (1.686 m).

Il tunnel è sostanzialmente rettilineo, ad eccezione di una curva verso l'uscita. Termina in località Ponte della Lasta, in prossimità del centro di Santo Stefano di Cadore.

Il limite di velocità nella galleria è di 50 km/h, a causa del fondo stradale dissestato.

Problematiche relative alla chiusuraModifica

Ogni tunnel stradale può essere interdetto al transito per diversi motivi, come per esempio incidenti, incendi oppure interventi di manutenzione straordinaria che richiedono la chiusura totale della galleria. Il tunnel della SS 52 Carnica per le popolazioni del Comelico ha una notevole importanza, in quanto è l'unico collegamento che unisce direttamente la valle e Sappada con il resto della provincia di Belluno, escludendo la SP 532 del Passo di Sant'Antonio, dal momento che dopo l'inaugurazione della galleria, il vecchio tracciato è stato completamente abbandonato da parte dell'ANAS visto che non sono più stati fatti interventi di manutenzione e di controllo. Alla luce di ciò, non è possibile ipotizzare una eventuale deviazione sul vecchio tracciato in caso di chiusura del tunnel.

In caso di chiusura della galleria, le deviazioni ufficiali sono la già citata SP 532 per proseguire sulla SP 6 di Danta per poi immettersi sulla SS 52 nel caso in cui si è diretti verso Santo Stefano di Cadore per i soli mezzi fino a 3,5 tonnellate e gli autobus di linea dal momento che la carreggiata della strada provinciale è stretta e non è adatta a sostenere grandi volumi di traffico. Per il traffico pesante l'itinerario suggerito è la SS 51 di Alemagna per giungere a Dobbiaco, per proseguire sulla SS 49 verso San Candido, da cui si imbocca la SS 52 per scendere verso il passo di Monte Croce di Comelico.

Gli itinerari alternativi sono comunque insufficienti, dal momento che allungano di molto il tragitto (anche di oltre mezz'ora), ed inoltre la SP 532 presenta un percorso molto tortuoso con una lunga serie di tornanti, con conseguente ripercussione sociale ed economica. La speranza per le popolazioni è quella che il tunnel non venga mai chiuso.

Il timore di un'eventuale chiusura si è accentuato in questi ultimi anni, dal momento che la galleria ha presentato diversi problemi strutturali, come infiltrazioni d'acqua, ghiaccio d'inverno e dissesto del fondo stradale. Fra le proposte per la soluzione del problema c'è il raddoppio della galleria, con la costruzione di un'altra canna, in modo che in chiusura di una delle due canne, il traffico diventi a doppio senso nella canna ancora disponibile (pratica svolta regolarmente nelle strade a carreggiate separate, come le autostrade). Tuttavia, tali lavori non sono mai stati eseguiti. Forse, la galleria Comelico era stata concepita come una galleria a due canne, visto che nelle pareti della galleria sono presenti dei buchi scavati nella roccia (oltre alle piazzuole di sosta SOS) e ciò potrebbero essere le interconnessioni di emergenza con un'eventuale seconda canna.

La prima chiusura per manutenzione straordinaria di notevole importanza del tunnel è avvenuta da settembre 2008 fino a novembre 2008. Inizialmente era prevista una chiusura totale della galleria, ma per compensare i disagi causati dalla deviazione si è deciso di aprire il tunnel negli orari in cui si prevede il maggior traffico. I lavori sono in seguito proseguiti chiudendo il tunnel nelle sole ore notturne.

Un'altra importante chiusura per manutenzione straordinaria è avvenuta nel 2015 per la ristrutturazione dell'impianto SOS, il quale era ormai obsoleto. I primi giorni la galleria era aperta solo in un senso di marcia, costringendo i veicoli che dovevano percorrere la galleria nell'altro senso a seguire l'itinerario alternativo, ma viste le proteste si è deciso di gestire il traffico a senso unico alternato, per poi chiudere la galleria di notte in modo tale da lasciarla aperta a doppio senso tutto il giorno.

NoteModifica