Gaudenzio Brunacci

scrittore italiano (1631-1669)

Gaudenzio Brunacci (Monte Nuovo, 14 ottobre 1631Venezia, 30 agosto 1669) è stato un medico e letterato italiano.[1] La sua poliedrica produzione letteraria è esempio della vivacità culturale della città di Venezia nel XVII secolo.

De pseudostella, seu cometa, quae apparuit anno Domini, 1664

BiografiaModifica

Nacque nel 1631 a Monte Nuovo nelle Marche; all'età di 10 anni il padre, Antonio, lo inviò ad Ancona per studiare con un padre carmelitano che lo introdusse allo studio delle lettere e della filosofia. Successivamente, nel 1648, si recò a Roma dove intraprese il corso di studi in medicina presso l'Università della Sapienza. Dopo aver appreso la pratica medica presso l'Ospedale di Santo Spirito a Roma, conseguì la laurea in filosofia e medicina nel 1653.[1]

Nel 1660 si trasferì a Venezia dove inizia a esercitare la professione medica, stringendo nel frattempo profondi rapporti con i circoli colti della città. Questa partecipazione alla vita culturale della capitale veneziana spinse Brunacci a intraprendere la carriera parallela di scrittore e letterato. Pubblicò nel 1661 il romanzo La Sofonisba, o vero le vicende del Fato e nel 1662 la Vita di Giovan Francesco Loredano, senatore veneto; entrambi i romanzi seguono il modello del romanzo morale, il cui massimo esponente in Veneto è Giovan Francesco Loredan.[1]

L'attività letteraria del Brunacci si estende anche ad interessi scientifici, come nell'opera De China China, seu polvere ad febres, syntagma physiologicum del 1661, e storici, come nell'opera Scipione Affricano il Maggiore del 1662.

Nel 1665 partecipò inoltre al dibattito sul passaggio di una cometa con il De pseudo stella, seu Cometa... disquisitio astrologica e con il Discorso apologetico sopra la Cometa, apparsa nel mese di aprile l'anno corrente 1665.[1]

Per celebrare la sua proficua produzione letteraria il Senato della Repubblica di Venezia gli conferì l'incarico di redigere la storia della guerra turco-veneziana per Creta. Il lavoro rimase incompiuto poiché il Brunacci morì nell'agosto del 1669.[1]

OpereModifica

  • (LA) De China China, seu polvere ad febres, syntagma physiologicum, 1661.
  • La Sofonisba, ouero Le vicende del fato, 1661.
  • Scipione Affricano il maggiore, 1662.
  • Vita di Gio. Francesco Loredano senator veneto, 1662.
  • L'Iride, relazione panegirica nella solenne ambasciata del ... sig. marchese Odoardo Valenti Gonzaga, 1663.
  • La sferza de gl'alchimisti, diuisa in quatro capitoli. Nel primo si dimostra l'origine, & cause, che produssero tal falsa chimica. Nel secondo gli occulti inganni, 1665.
  • (LA) De pseudostella, seu cometa, quae apparuit anno Domini 1664, mense decembris, Venezia, Francesco Valvasense, 1665.
  • Vita di santo Gaudentio martire vescouo da Rimini. Descritta da Gaudentio Brunacci. Alla sac. cesar. real maestà di Leonora Gonzaga imperatrice, 1665.
  • Discorso apologetico sopra la Cometa, apparsa nel mese di aprile l'anno corrente 1665, 1665.
  • Theatrum magnum medicinae, la Trutina phisica ed i Mirabilia magna de astrologis, somniis, meteoris, 1665.
  • Vita del signor cardinal Mazzarino ed una Storia dell'impero di Trabisonda, 1665.
  • I vaticinj d'Euterpe alle glorie dell'ill. signor Ottavio Labia, nobile veneto, 1666.
  • Nella nascita augustissima del primogenito di Leopoldo I e Margherita d'Austria imperatori gloriosissimi, 1667.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e DBI.

BibliografiaModifica

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