Gianandrea Gazzola

artista e designer italiano

Gianandrea Gazzola, pseudonimo di Giovanni Gazzola (Verona, 10 aprile 1948), è un artista, designer e scenografo italiano.

Gianandrea Gazzola

Biografia modifica

All'anagrafe Giovanni Gazzola, nasce a Verona nel 1948[1], figlio di Piero Gazzola, architetto e Elena Schiavi,[2] pittrice. Consegue la maturità classica al Liceo S. Maffei di Verona. Iscritto alla facoltà di Architettura a Venezia, studia contemporaneamente composizione a Milano. Fin dagli anni del liceo con alcuni compagni di scuola dà vita al gruppo I Gatti di Vicolo Miracoli, occupandosi anche di musiche, testi, scenografie, marionette, ecc. Dal 1975, conclusa questa esperienza, si dedica soprattutto all'indagine dei rapporti fra suono e forma attraversando i territori della sperimentazione musicale e della scultura.

Se gli anni settanta sono soprattutto segnati dalla collaborazione con Luciano Berio, i decenni successivi saranno scanditi da una sempre più intensa attività didattica e da un costante lavoro di sperimentazione sulle nuove tecnologie che lo porterà nel 1985 a fondare, con Felice Farina e altri il L.I.S. (Laboratorio Informatica Spettacolo).

All'impegno di progettista per importanti aziende internazionali (Promemoria, Lucas, Luceplan tra le altre), l'artista affianca interventi nell'ambito della scena teatrale in qualità di compositore ma anche di creatore di macchine di scena e di strumenti soprattutto per la coreografia di Gianfranco Paoluzi[3].

Dal 1980 al 1985 è docente di tecniche vocali per la Bottega Teatrale di Firenze diretta da Vittorio Gassman[4]. Docente di Tecniche della sperimentazione all'Istituto europeo di design di Roma dal 1992 al 1997.

Dal 2019 è docente presso la Yacademy di Bologna.[5][6]

Nel 2001 nasce a Castelnuovo di Farfa, su progetto dello studio Benedetti di Martino, nel cinquecentesco Palazzo Perelli, il Museo dell'Olio della Sabina. Si tratta in realtà di un museo di arte contemporanea che prende corpo dalle installazioni di Alik Cavaliere, Gianandrea Gazzola, Maria Lai e Hidetoshi Nagasawa. A partire dal 2005 con Mao Benedetti, Sveva di Martino, Vania Gianese, Jacopo Benedetti e Stefano Scialotti è parte del gruppo Spazi Consonanti[7] attivo nel rapporto tra patrimonio storico e arte contemporanea. In questo contesto nascono numerosi progetti tra cui quelli per gli scavi di Pompei: Prologo ed Elioforo[8] per l'Antiquarium (2008).

A partire dal 2012 lavora all'installazione "Sub-Limine"[9][10] scrivente che in tempo reale traccia l'attività delle radici di un olivo sospeso, presso il Cisternone di Seggiano con "Spazi Consonanti", in collaborazione con il LINV[11], International Laboratory of plant neurobiology, e in particolare con il professor Stefano Mancuso.

È del 2013 la prima commissione di un'opera da parte di Arte Sella: "Lo stilo".

Nel 2014 realizza "Commotile" installazione permanente presso le Terme di Tito a Castel Sant'Angelo (RI)

Nel 2018 realizza l'opera "Infinitum" per Arte- Sella (TN)

Nel 2023, realizza l'opera "Quasi Zero", per un trio con la poetessa Mariangela Gualtieri e il violoncellista Mario Brunello. (Arte Sella (TN); Padova - Orto Botanico , Venezia - Fondazione Cini, Brescia - Santa Giulia, Firenze - Amici della Musica.

Nel 2024 inaugura al Museo dell'Olio della Sabina di Castelnuovo di Farfa (RI) l'installazione permanente dal titolo "Echi".

Opere modifica

  • Le città invisibili da Italo Calvino, 1993, Introdans, Arnhem, Holland, musica e macchine di scena.
  • "RIF" opera a riflessione frazionata, 1994, villa Ottolenghi di Carlo Scarpa, Bardolino (VR).[12]
  • Lancia, sistema d'illuminazione, 1995, Museo di Castelvecchio, Verona, prototipo.[13]
  • Casanova Icosameron, 1996, Staatstheater Augsburg, (DE), musica e macchine di scena.
  • Oleophona, 2001, Museo dell'Olio della Sabina Museo dell'Olio della Sabina | Castelnuovo di Farfa
  • Lo stilo, 2013, Arte Sella, Borgo Valsugana (TN)
  • Per silentia, 2013, Arte Sella, Borgo Valsugana (TN).
  • Il rito segreto, 2005, Colosseo, Roma, per Electa-Musei.[14]
  • La musa pensosa, 2006, Colosseo, Roma, allestimento Electa-Musei.[15]
  • Commotile, 2014, Terme di Tito, Castel Sant'Angelo (RI).[16]
  • Infinitum, 2018, Arte Sella, Borgo Valsugana (TN)
  • Sub-limine, 2012-2024, "Cisternone", Seggiano (GR).
  • Quasi-zero, 2023, Arte-Sella, Orto Botanico di Padova.
  • Echi, 2024, Museo dell'Olio della Sabina, Castelnuovo di Farfa (RI).

Rassegne modifica

 
Opera di Gazzola per Arte Sella

È presente in rassegne e mostre d'arte italiane e internazionali, fra cui:

  • Suono e immagine, Napoli, Università Federico II, 1982
  • Specchi e riflessioni, Firenze, Galleria Vivita, 1983
  • Phonè, Centro Georges Pompidou, Istituto italiano di cultura di Parigi, 1984
  • Abitare il tempo, Verona, 1990 - 1991[17]
  • Mosca-Roma, Galleria Sprovieri, Roma, 1991
  • Imprimatur, S. Carpoforo - Brera, Milano, 1992[18]
  • Avvistamenti, Venezia, Schola dei Mureri di San Samuele, 1993 in occasione della Biennale
  • La macchina volante e l'angelo meccanico, Apriti IED, Alpheus, Roma, Giugno 1994[19]
  • Tacet, macchine del silenzio A.A.M. Architettura Arte Moderna, Roma, 1995[20]
  • Dadaismo-Dadaismi, Museo Civico di Palazzo Forti, Verona, 1997[21]
  • Gianandrea Gazzola-Klangsculpturen, Stadthalle Augsburg (DE), 1998
  • Elabora, galleria AAM, Milano, 1999
  • Matite spuntate, evento Medfilm Festival, Galleria comunale d'arte moderna e contemporanea, Roma 1999
  • Le opere e i giorni, esposizione permanente a cura di Achille Bonito Oliva presso la Certosa di San Lorenzo in Padula, Salerno, 2003[22]
  • Tra arte e architettura - Gianandrea Gazzola, fondazione DOMUS, Palazzo Pellegrini, Verona, 2005[23]
  • Internationale Fachmesse für Museen, Konservierung und Kulturerbe, Koelnmesse, Köln (DE), 2007
  • Göteborg Sounds Festival, Roda Sten Art Centre, Göteborg (SE), 2012
  • I giardini del Benaco, il Vittoriale, Gardone, (BS)[24]
  • Arte Sella all'Orto Botanico, Padova, 2018[25]

Note modifica

  1. ^ Biografia sul sito ufficiale, su gianandreagazzola.com. URL consultato il 12 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  2. ^ Joseph V. Noble, Il sale della terra, materia pittorica dell'antichità. By Elena Schiavi., in American Journal of Archaeology, vol. 67, n. 3, 1º luglio 1963, pp. 310–311, DOI:10.2307/501390. URL consultato il 7 giugno 2022.
  3. ^ Gianfranco Paoluzi Archivi, su Dizionario dello Spettacolo Mame. URL consultato il 12 giugno 2022.
  4. ^ Illuminators, su iluminators.lv. URL consultato il 12 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
  5. ^ YACademy, su www.yacademy.it. URL consultato il 15 giugno 2022 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2022).
  6. ^ YACademy, su www.yacademy.it. URL consultato il 15 giugno 2022.
  7. ^ About, su www.spaziconsonanti.com. URL consultato il 7 giugno 2022.
  8. ^ Gianandrea Gazzola, su www.gianandreagazzola.com. URL consultato il 5 giugno 2022.
  9. ^ Gianandrea Gazzola, su www.gianandreagazzola.com. URL consultato il 7 giugno 2022.
  10. ^ Spazi Consonanti | Architecture Restoration Storytelling, su www.spaziconsonanti.com. URL consultato il 7 giugno 2022.
  11. ^ (EN) Linv, su LINV - International Laboratory of Plant Neurobiology. URL consultato il 7 giugno 2022.
  12. ^ (EN) Carlo Scarpa, Åke E:son Lindman · Villa Ottolenghi, su Divisare. URL consultato il 12 giugno 2022.
  13. ^ Dal punto di vista della luce, su Luce e Design, 25 novembre 2015. URL consultato il 12 giugno 2022.
  14. ^ (EN) Spazi Consonanti · Colosseo - Allestimento della mostra, su Divisare. URL consultato il 5 giugno 2022.
  15. ^ (EN) Spazi Consonanti · Colosseo - Allestimento della mostra, su Divisare. URL consultato il 13 giugno 2022.
  16. ^ (EN) Spazi Consonanti · Progetto di restauro e valorizzazione del casale rurale prossimo al complesso archeologico delle cosiddette Terme di Tito, su Divisare. URL consultato il 13 giugno 2022.
  17. ^ Fiera Abitare il tempo - Verona 1990, su Giordano Viganò, 28 marzo 2022. URL consultato il 5 giugno 2022.
  18. ^ Pre77gn09s, Achille Bonito OlivaImprimatur, su Giampaolo Prearo Editore, 20 aprile 2017. URL consultato il 5 giugno 2022.
  19. ^ I.E.D. Istituto Europeo di Design, Roma | Attività didattiche I.E.D. Roma | La Macchina Volante e l'Angelo Meccanico | Manifestazioni espositive e | FFMAAM, su ffmaam.it. URL consultato il 15 giugno 2022.
  20. ^ Mostre | Gianandrea Gazzola | Tacet: Macchine del silenzio | A.A.M. Roma | 13 Novembre 1995 | Una serie di strumenti progettati e realizzati per | FFMAAM, su ffmaam.it. URL consultato il 5 giugno 2022.
  21. ^ DA DUCHAMP A WARHOL/DADAISMO DADAISMI. Quando la trasgressione diventa arte, su mostrestoriche.palazzoforti.it. URL consultato il 5 giugno 2022.
  22. ^ Le opere e i giorni, su artecontemporanea.com. URL consultato il 5 giugno 2022.
  23. ^ exibart_admin, Tra arte e architettura - Gianandrea Gazzola, su exibart.com. URL consultato il 15 giugno 2022.
  24. ^ Redazione, Gianandrea Gazzola – Nomos II, su artribune.com, 3 ottobre 2014. URL consultato il 15 giugno 2022.
  25. ^ Gazzola e Arte Sella all'Orto botanico | OrtoBotanico di Padova, su app.ortobotanicopd.it. URL consultato il 15 giugno 2022.

Bibliografia modifica

  • Carlo Amadori, Ugo La Pietra e Vincenzo Pavan, Raptus Europae, Firenze, Alinea, 1990, ISBN 88-7743-098-2.
  • R.Nicolini e M.Fiorentino, Roma Design Guide, Milano, Segesta, 1990, ASIN B000KSAJOY.
  • I nuovissimi. Gianandrea Gazzola, MODO, n.120, Milano, Gennaio-febbraio 1990.
  • Carlo Amadori, Ugo La Pietra e Vincenzo Pavan, Progetti e Territori, Venezia, Arsenale, 1991, ISBN 88-7743-095-8.
  • Alberto Testa, I grandi balletti: repertorio di quattro secoli del teatro di danza, Roma, Gremese, 1991, ISBN 88-7605-615-7.
  • Achille Bonito Oliva e Luigi Scialanga, Avvistamenti, Roma, Sprovieri, 1992, EAN 2560722003614.
  • Achille Bonito Oliva, Imprimatur, Milano, Prearo, 1992, ISBN 8873480608.
  • Industrial Design Review, Milano, ActionGroup, 1994, EAN 5000000132629.
  • Gianandrea Gazzola: Tacet, macchine del silenzio., in Roma in mostra, Roma, Gangemi, 1995.[1]
  • Alberto Abruzzese, Francesco Moschini e Yehuda Safran, Tacet.Macchine del silenzio, Roma, A.A.M.Architettura Arte Moderna, 1995. URL consultato il 5 giugno 2022.
  • Astrid Högström, Villa Ottolenghi, in FORUM for inredning, design & arkitektur, n. 4, Stockholm, 1996.
  • Achille Bonito Oliva, Ineditoopen 96 - Premio Boccioni, Roma, Charta, 1996, ISBN 9788886158046.
  • Giorgio Cortenova, Dadaismo dadaismi, da Duchamp a Warhol, Milano, Electa, 1997, ISBN 9788843562459.
  • Emilio Del Gesso, I rapporti tra musica e Architettura: una mostra alla galleria A.A.M. in L'industria delle costruzioni, n.309, Roma, CDP editrice, luglio 1997.
  • Rachel Kaplan, Little Known Museums in and around Rome, New York, H.N.Abrams publishers, 2000, ISBN 0-8109-2914-7.
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  • E.Calabri e C.Cristallini, La provincia di Rieti.Repertorio dei monumenti, Roma, Gangemi, 2001, EAN 9788849201949.
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  • Silvia Dell'Orso, Musei e territorio. Una scommessa italiana, Milano, Mondadori Electa, 2009, EAN 9788837068097.
  • Mariaclaudia Cristofano, Il museo verso una nuova identità. Esperienze museali di nuova concezione in Italia e nel mondo, Roma, Gangemi, 2011, ISBN 9788849221541.
  • Giuseppe Tommasi, I disegni di Carlo Scarpa per casa Ottolenghi, a cura di Alba Di Lieto, Milano, SilvanaEditoriale, 2012, ISBN 8836622933.
  • Luca Zevi, Le quattro stagioni, Biennale di Venezia Architettura, Milano, Electa, 2012, ISBN 978-88-370-9322-8.
  • European Landart Network, ELAN, Silvana Editoriale, 2015, ISBN 9788836631889.
  • Emanuele Montibeller, Arte Sella.Coltivare l'arte, in DOMUS, n. 1024, Milano, ED Editoriale Domus, maggio 2018.
  • Maria Lai, Olio al pane e alla terra il sogno, Milano, Skira, 2019, ISBN 978-88-572-4184-5.
  • Giacomo Bianchi, Dopo-After, Milano, Silvana Editoriale, 2021, ISBN 9788836648115.
  • Maria Grazia Eccheli - Claudia Cavallo (a cura di), Il progetto nei borghi abbandonati, FUP-Firenze University Press, 2022, ISBN 978-88-5518-553-0.
  • Giacomo Bianchi, Emanuele Montibeller (a cura di), ARTE SELLA the contemporary mountain, Silvana Editoriale, 2023, ISBN 9788836652686.

Altri progetti modifica

Collegamenti esterni modifica

  1. ^ Roma in mostra 1995 (PDF), su ffmaam.it.