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Gianpaolo Bottacin

Presidente della Provincia di Belluno
Durata mandato 22 giugno 2009 –
28 ottobre 2011
Predecessore Sergio Reolon
Successore Vittorio Capocelli (commissario prefettizio)

Dati generali
Partito politico Lega Nord
Titolo di studio laurea in ingegneria meccanica
Professione consulente tecnico

Gianpaolo Bottacin (Feltre, 17 ottobre 1969) è un politico italiano, esponente della Lega Nord, presidente della Provincia di Belluno dal 2009 al 2011.

Indice

BiografiaModifica

Laureato in ingegneria meccanica presso l'Università degli studi di Padova, ha lavorato in importanti aziende bellunesi operanti nel settore chimico e dell'occhialeria. Attualmente lavora per aziende nel settore manifatturiero del Veneto e svolge l'attività di consulente tecnico legale per il tribunale di Belluno

Appassionato di automobilismo, partecipa dal 1989 a competizioni automobilistiche e dal 2005 al 2008 è stato delegato provinciale della Commissione Sportiva Automobilistica Italiana. Dal 2011 al 2015 è stato presidente dell'Automobile Club Belluno

Carriera politicaModifica

Iscritto alla Lega Nord dal 1993, è stato segretario della sezione dell'Alpago, segretario della Circoscrizione Alta Valbelluna e consigliere comunale a Puos d'Alpago. Dal 2005 al 2009 è stato consigliere regionale del Veneto, con l'incarico di presidente del gruppo consiliare della Liga Veneta - Lega Nord Padania dal 2008 al 2009 subentrando al neo vicepresidente del Veneto Franco Manzato. Nel corso del suo mandato fa approvare la prima legge regionale del Veneto sul soccorso alpino e si distingue per vari provvedimenti legislativi sulla gestione dell'acqua, fra cui si ricorda il raddoppio dei canoni di derivazione dell'acqua. Nel luglio 2008 presenta in consiglio regionale alcuni progetti di legge per dare la priorità ai veneti nell'assegnazione dei contributi regionali, creando ampio dibattito politico. Il concetto viene da lui ripreso successivamente, nel ruolo di presidente della Provincia di Belluno, con l'introduzione della priorità ai bellunesi nella gestione del fondo di solidarietà provinciale per i disoccupati.

Presidente della ProvinciaModifica

Nel 2009 è stato eletto presidente della Provincia di Belluno sostenuto da una coalizione di centrodestra, sconfiggendo al ballottaggio l'uscente Sergio Reolon, sostenuto da una coalizione di centrosinistra. Durante la campagna elettorale e nel corso del suo mandato è stato bersaglio di minacce.[1]

Al primo turno (affluenza 59,2%) Bottacin ottiene il 47,1%, Reolon il 41,2%, mentre tra gli altri candidati spicca solo Pierluigi De Cesero (UDC) con l'8,0% di voti.

Ai ballottaggi (affluenza 40,1%) Gianpaolo Bottacin s'impone con il 51,1% su Reolon che raccoglie il 48,9%.

È sostenuto, in Consiglio provinciale, da una maggioranza costituita da:

Come primissima azione del suo mandato amministrativo, rinuncia ad auto blu e autista. Nel corso del suo mandato, si distingue per aver proposto il cambio del nome della provincia da Belluno a Belluno-Dolomiti.

Il 20 ottobre 2011 si dimette dalla carica di presidente a seguito di dissidi col Popolo della Libertà, principale partito alleato, firmatario, con i partiti dell'opposizione, di una mozione di sfiducia nei suoi confronti.[2] Il 28 ottobre il Consiglio provinciale approva la mozione di sfiducia con 14 voti a favore e 7 contrari.[3]

Per 4 anni esce dalla scena politica e nel 2015 si candida alle regionali del Veneto nella Lista Zaia, venendo eletto consigliere regionale del Veneto risultando il più votato fra i candidati a sostegno di Luca Zaia in provincia di Belluno. In giugno 2015 viene nominato dal Presidente Zaia assessore regionale all'ambiente e alla protezione civile

NoteModifica

  1. ^ Manifesti contro la Lega affissi in tutta la città[collegamento interrotto], Corriere delle Alpi, 30-5-2009. URL consultato il 22-9-2010.
  2. ^ Il presidente Bottacin si è dimesso : Ma la sfiducia non è stata votata, Corriere del Veneto, 20-10-2011. URL consultato il 20-10-2011.
  3. ^ Provincia, sfiduciato Bottacin : Belluno ritorna al voto, Corriere del Veneto, 28-10-2011. URL consultato il 29-10-2011.

Collegamenti esterniModifica