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Giardino botanico Carsiana
Logo centaurea.jpg
Alpinetum nel Giardino botanico Carsiana.jpg
Giardino botanico Carsiana
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàSgonico
IndirizzoSgonico 55
Caratteristiche
TipoSpecie vegetali carsiche
FondatoriGianfranco Gioitti, Stanislao Budin, Livio Poldini
Apertura1964
Sito web

Coordinate: 45°43′56.68″N 13°44′23.06″E / 45.73241°N 13.73974°E45.73241; 13.73974

Il giardino botanico Carsiana si trova all’interno di una dolina nel comune di Sgonico, a 18 km da Trieste, lungo la strada provinciale che collega il paese di Sgonico a quello di Gabrovizza.

Carsiana è nata nel 1964. Fondatori sono stati Gianfranco Gioitti, Stanislao Budin e Livio Poldini. Emblema storico del Giardino Botanico Carsiana è la Paeonia officinalis. (Vedi Bibliografia)

Gioitti acquistò e mise a disposizione il terreno, curò l'allestimento del giardino botanico per oltre 40 anni e ne fu Horti Praefectus. Contribuirono allo sviluppo e all'arricchimento floristico Fabrizio Martini ed Eliseo Osualdini con l'aiuto iniziale di Giovanni Kocman di Sgonico. Il giardino fu ideato con l’obiettivo di raccogliere, conservare ed illustrare la flora e la vegetazione spontanee del Carso, inserite in un contesto naturale. Nel giardino sono raccolte specie vegetali autoctone del Carso, collocate nei rispettivi ambienti, che si sviluppano lungo i versanti di una dolina.

Nel 2002 l'amministrazione provinciale ne ha acquistato la proprietà. Dal 1º luglio 2016 le competenze nella gestione del giardino botanico Carsiana sono state trasferite alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Dal 2019 il logo ufficiale del Giardino botanico Carsiana è la Centaurea rupestris. Attualmente la struttura è gestita dalla Società cooperativa Rogos.

Il Carso è un altopiano calcareo, allungato in direzione nord-ovest sud-est situato in una vasta area ripartita tra Slovenia, Croazia e Italia. La parte italiana comprende il Carso triestino ed isontino che si estende per 500 km², tra i confini naturali rappresentati dalla costa nord-orientale del golfo di Trieste verso sud-ovest, dal bacino marnoso-arenaceo del Vipacco verso nord-est, dalla piana alluvionale dell’Isonzo verso nord e nord-ovest e dal solco tettonico della val Rosandra a sud-est unito al bacino marnoso-arenaceo di Beka Očisla e al Carso castelnoviano.

I substrati calcarei sono molto permeabili determinando una diffusa aridità che può essere localmente esacerbata dall’azione termoriflettente delle rocce nude. L’elevata permeabilità di questo substrato si deve alla fratturazione delle rocce calcaree che ha consentito lo sprofondamento dei reticoli idrici, oggi totalmente ipogei, determinando un’idrografia che si sviluppa a 200-500 m di profondità (Poldini, 1972). Il carsismo ipogeo si manifesta inoltre con cavità che in genere seguono la giacitura degli strati e con pozzi che si formano in corrispondenza di fratture subverticali.

I laghi carsici di Doberdò e Pietrarossa ed il torrente Rosandra costituiscono pressoché l’unico esempio di acque superficiali.

Circa 600 sono le specie floristiche raccolte nei 5000 m² dedicati a giardino botanico. L’area è stata scelta in quanto, nel piccolo lembo di terra sono naturalmente rappresentate tutte le principali conformazioni geomorfologiche del territorio carsico, cui sono state associate, le rispettive formazioni vegetali. La naturale conformazione del giardino ha permesso di strutturare l’esposizione botanica secondo caratteristiche ecologiche e non secondo le leggi sistematiche, consentendo quindi una più intuitiva comprensione del legame tra vegetazione, clima e geologia. Carsiana vuole essere quindi una “sintesi del paesaggio carsico” che consegna al visitatore un quadro esaustivo dei principali aspetti ecologici del territorio.

L'orto botanico è socio dell'Associazione internazionale giardini botanici alpini e fa parte del Gruppo di lavoro per gli orti botanici e i giardini storici della Società botanica italiana.

Gli ambientiModifica

Le collezioni botaniche sono sistemate in modo da massimizzare la godibilità della fruizone da parte del pubblico, ricreando gli ambienti naturali, e per questo si è rinunciato alla disposizione classica secondo sistematica botanica.

La vegetazione presente è stata suddivisa in sette zone che rispecchiano le differenze che si possono riscontrare nell'ambiente carsico:

  • la flora dei ghiaioni
  • la boscaglia carsica caratterizzata da carpino nero, frassino e ginepro
  • la landa carsica
  • la zona delle rupi mediterranee
  • le zone lacustri (attraverso la costruzione di apposite vasche)
  • le zone dell'Alto Carso
  • le zone tipiche delle doline.

Il giardino è aperto dal 21 marzo al 3 novembre.

BibliografiaModifica

  • Livio Poldini, Gianfranco Gioitti, Fabrizio Martini, Stanislao Budin, Carsiana: giardino botanico. Introduzione alla flora e alla vegetazione del Carso: Carsiana-Giardino botanico, fotografie di Eliseo Osualdini, a cura dell'Amministrazione provinciale di Trieste, Trieste, Edizioni Lint., 1980.

Seconda Edizione 1984.

  • Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni Centro Produzioni Televisive “Il Carso Triestino” - Testo del Documentario e Note Esplicative 1992 Carsiana (Panoramica) Pag 26 - 4. Paeonia officinalis è l’emblema del Giardino Botanico Carsiana.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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