Giorno aliturgico

È aliturgico un giorno nel quale non è permesso di celebrare l'Eucaristia. Il più delle volte però si può distribuire la santa comunione con un rito che in alcune tradizioni si chiama dei presantificati, cioè di elementi consacrati un giorno o più precedentemente.

Rito romanoModifica

Nel rito romano ci sono solo due giorni aliturgici: Venerdì santo e Sabato santo.

Del Venerdi santo il Messale romano dice: "Secondo un'antichissima tradizione, la Chiesa oggi e nel giorno seguente non celebra affatto i sacramenti, con eccezione della penitenza e dell'unzione degli infermi. La santa comunione si distribuisce ai fedeli unicamente nel quadro della celebrazione della Passione del Signore, ma può essere portata a qualsiasi ora del giorno agli ammalati che non possono partecipare a questa celebrazione.[1]

Nella celebrazione della Passione del Signore il Venerdì santo vengono portate le Ostie consacrate la sera prima. Quindi il sacerdote introduce il Padre nostro e alcune poche orazioni, riceve la Comunione e la distribuisce al popolo.[2] Quasi identica è la celebrazione secondo il Messale Romano del 1962, mentre secondo le edizioni anteriori, precedenti alla riforma della Settimana Santa del 1955, si usa una sola grande ostia consacrata nella messa di Giovedì santo, si compiono all'altare alcune delle cerimonie solitamente compiute all'offertorio della messa, fra le quali il versamento del vino e di un po' d'acqua nel calice, poi messo sull'altare. Dopo questo il sacerdote dice l'invocazione Orate fratres e, senza attendere alcuna risposta, recita da solo il Padre nostro e l'embolismo Libera nos, quaesumus. Rompe poi l'ostia in tre parti, delle quali mette la più piccola nel calice del vino, consuma le due maggiori parti e poi il calice del vino non consacrato insieme alla piccola parte dell'ostia consacrata, purifica il calice e il pollice e l'indice di entrambe le mani, dicendo silenziosamente la solita breve preghiera che accompagnava tale azione e, immediatamente dopo, parte dal presbiterio con i ministri. Solo il sacerdote riceve la santa comunione.

Il Messale romano afferma: "Nel Sabato santo la Chiesa, nella preghiera e nel digiuno, attende al sepolcro del Signore meditando nella sua Passione e Morte e nella sua Discesa agli Inferi, mentre attende la sua Risurrezione. Si astiene dal sacrificio della messa lasciando denudato il sacro altare fino a quando, dopo la solenne vigilia, cioè l'anticipazione notturna della Risurrezione, giunge il tempo delle gioie pasquali. In questo giorno si può dare la santa comunione solo nella forma del Viatico.[3]

Rito ambrosianoModifica

Nel rito ambrosiano tutti i venerdì della Quaresima sono aliturgici, chiamati anche feriae aneucaristicae.[4][5]

Rito bizantinoModifica

Nel rito bizantino non si celebra normalmente l'eucaristia nei giorni feriali della Quaresima (fa eccezione la festa dell'Annunciazione). La domenica precedente si consacra il pane eucaristico imbevuto (intinzione) con un po' di vino consacrato da consumare in una celebrazione feriale della liturgia dei doni presantificati.[6]

NoteModifica

  1. ^ Missale Romanum: "FERIA VI IN PASSIONE DOMINI. 1. Hac et sequenti die, Ecclesia, ex antiquissima traditione, sacramenta, præter Pænitentiæ et Infirmorum Unctionis, penitus non celebrat. 2. Hac die sacra Communio fidelibus distribuitur unice inter celebrationem Passionis Domini; infirmis autem, qui hanc celebrationem participare nequeunt, quacumque diei hora deferri potest."
  2. ^ Missale Romanum, Feria VI in Passione Domini, 22–28
  3. ^ Messale romano: "1. Sabbato sancto Ecclesia ad sepulcrum Domini immoratur, passionem eius et mortem, necnon ad inferos descensum meditans et eius resurrectionem exspectans, in oratione et ieiunio. 2. A sacrificio Missæ, sacra mensa denudata, Ecclesia abstinet, usque dum, post sollemnem Vigiliam seu nocturnam resurrectionis exspectationem, locus detur gaudiis paschalibus, quorum abundantia in quinquaginta dies exundat. 3. Sacra Communio hac die dari potest solummodo ad modum viatici."
  4. ^ Venerdì di Quaresima nel Rito Ambrosiano
  5. ^ Leone Mattei Cerasoli, "Aliturgico" in Enciclopedia Italiana (1929)
  6. ^ The Lenten Liturgies

Voci correlateModifica

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