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Giovan Battista Castello

architetto, pittore e stuccatore italiano

Giovanni Battista Castello, detto Il Bergamasco (Trescore Balneario o Lovere, 1526Madrid, 3 giugno 1569), è stato un architetto, pittore e stuccatore italiano.

Indice

La vitaModifica

 
Madonna con il Bambino, Palazzo Bianco, Genova

La famiglia era oriunda di Gandino in Val Seriana, ma Giovanni Battista nacque a Trescore Balneario o a Lovere nell'estate del 1526 e visse poi fino ai dieci anni a Lovere. La famiglia era ritornata poi a Trescore per trasferirsi dal 1541 a Bergamo. G. Battista fece il suo apprendistato presso la bottega del pittore cremasco Aurelio Busso, lo stesso che, allievo di Polidoro da Caravaggio, aveva frequentato a Roma l'Accademia di San Luca e aveva collaborato con Giulio Romano a Mantova.

Dopo un viaggio di studio e aggiornamento a Roma, il Bergamasco si trasferì a Genova (1545-1548) dove ebbe importanti rapporti di collaborazione con Luca Cambiaso. A Genova eseguì numerose opere, tra cui il palazzo Carrega-Cataldi (1558-1561) per Tobia Pallavicini nell'odierna Via Garibaldi. Federico Alizeri ci dice in proposito:Il disegno di questo palazzo è di Giambattista Castello; che nel portico e nell'antisala del piano superiore colorì a fresco diverse Deità e bizzarre grottesche, adornando l'una e l'altra con plastiche di sua invenzione.

Nel 1556 venne incaricato di decorare il salone, costruito su suo progetto, della casa di Guido e Paolo Lanzi a Gorlago (vicino a Bergamo) con una serie di affreschi raffiguranti dodici episodi tratti dall'Odissea. Il ciclo è concepito come un elogio delle arti, della pace e dell'intelligenza (Apollo, Minerva e le Muse) contro la violenza della guerra. Entro il 1558 disegna il progetto di rinnovo e completamento della chiesa di santo Spirito in Bergamo, del quale ci restano tre straordinari disegni e una relazione.

Per Vincenzo Imperiale progetta ed esegue il Palazzo Imperiale di Campetto, e la decorazione della facciata e di numerosi ambienti interni.

Nel 1560 amplia, per conto di Domenico Grillo, l'omonimo palazzo Domenico Grillo, in piazza delle Vigne.

 
Palazzo Imperiale

Del 1563 è palazzo Podestà, l'anno successivo palazzo Doria e la villa Grimaldi a Sampierdarena. Nello stesso torno d'anni decora la chiesa dell'Annunziata di Portoria e parte della cattedrale della città.

Nel 1567 si trasferisce in Spagna al servizio del re Filippo II come architetto reale e dove tra l'altro lavora al Monastero dell'Escorial.

Opere d'architetturaModifica

Opere di pitturaModifica

Collaborazioni con Luca Cambiaso nell'affresco del salone principale del Palazzo della Meridiana, a Genova. Villa Lanzi, Gorlago (Bergamo) - decorazione del salone con episodi tratti dall'Odissea

BibliografiaModifica

  • G. Petrò, Giorgio e Giovanni Battista Castello nei documenti bergamaschi, in ATTI DELL'ATENEO DI SCIENZE LETTERE E ARTI DI BERGAMO, Anno accademico 2000–2001, Volume LXIV
  • R. Soprani, Vite (1674); enlarged, ed. C. G. Ratti, i (Genova, 1768), 402–7
  • M. Labò, G. B. Castello (Roma, 1925)
  • E. Poleggi, Strada Nuova: Una lottizzazione del Cinquecento a Genova (Genova, 1968, 2/1972)
  • E. Gavazza, La grande decorazione a Genova (Genova, 1974)
  • A. Chastel, "Architettura e cultura nella Francia del Cinquecento" (Torino, 1991)
  • G. Petrò, "Giorgio e Giambattista Castello, nuovi documenti 1523-1557", in "Atti dell'Ateneo di Bergamo", anno accademico 2011-2012, vol. LXXV.
  • Ennio Poleggi, 'L'invenzione dei Rolli, Genova, città di palazzi', Milano, Skirà, 2004
  • Giovanna Rosso Del Brenna, CASTELLO, Giovanni Battista, detto il Bergamasco, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 21, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1978.

Voci correlateModifica

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