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Giovan Battista Papi
Nazionalità Italia Italia
Equitazione Equestrian pictogram.svg
Specialità Corse a pelo
Carriera
Palio di Siena
Soprannome Ruglia
Esordio 2 luglio 1713 (?)
Chiocciola
Ultimo Palio 16 agosto 1713 (?)
Tartuca
Vittorie 2 (su 2 corse)
Ultima vittoria 16 agosto 1713
Tartuca
 

Giovan Battista Papi detto Ruglia (Firenze, 4 aprile 1687Firenze, 22 settembre 1719) è stato un fantino italiano, due volte vincitore del Palio di Siena.

SoprannomeModifica

Di Ruglia non è giunta una completa documentazione sulle sue effettive partecipazioni al Palio di Siena. Non è pertanto certo il numero dei Palii ai quali prese parte. Per anni si è ritenuto che il suo soprannome fosse Ignudo, ma le recenti scoperte di Orlando Papei smentiscono questa tesi[1].

La "mezza vittoria"Modifica

Ruglia merita essere ricordato per la vittoria riportata nella Tartuca nell'agosto del 1713: vittoria assegnata a due contrade, Tartuca e Onda.

Il 16 agosto l'Onda vinse la corsa, ma il fantino Cappellaro si fermò a metà del Palco dei Giudici; la Tartuca giunse seconda ma Ruglia passò invece interamente il Palco. Ne nacque così un litigio tra i popoli delle due Contrade, in quanto i tartuchini asserivano che l'Onda non aveva compiuto un'azione obbligatoria da Regolamento. Data l'incertezza, l'assegnazione del Palio fu sospesa fino alla decisione dei giudici. Il verdetto fu emesso il 10 settembre, e si affermò che effettivamente la tesi tartuchina era corretta, e che da quel momento in avanti sarebbe stato squalificato chi non avesse passato per intero anche il Palco dei Giudici. Credendo tuttavia nella buona fede dell'Onda, i giudici assegnarono la vittoria ad entrambe le contrade, e sempre tra le medesime divisero i 40 talleri di premio[2].

Vittorie al Palio di SienaModifica

Palio Contrada Cavallo Note
2 luglio 1713 Chiocciola Baio delle Posta di Siena
16 agosto 1713 Tartuca Montalcino

NoteModifica

  1. ^ Scheda di Ignudo, ilpalio.org, 16 febbraio 2011.
  2. ^ I quaderni del Griccioli, Cronaca del Palio del 16 agosto 1713, Nobile Contrada dell'Aquila. URL consultato il 10 giugno 2010.

Collegamenti esterniModifica

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