Giovanni Manzuoli

Giovanni Manzuoli (Firenze, 1712[1]Firenze, post 1790[1]) è stato un cantante italiano, uno tra i soprani castrati di maggior successo negli anni centrali del XVIII secolo, divenuto contralto a fine carriera[1].

Giovanni Manzuoli

BiografiaModifica

Nacque a Firenze nel 1712,[1][2] città nella quale si formò artisticamente e dove effettuò la castrazione.[1]

Esordì nel 1731 a Firenze,[3] in due drammi comici e nel 1735 si esibì a Verona, nei melodrammi Il Tamerlano e L'Adelaide di Antonio Vivaldi.[1]

L'anno seguente cantò al Teatro dei Fiorentini di Napoli, nell'opera I due baroni di G. Selitti, dopo di che per qualche anno ricevette offerte per ruoli minori.[2]

A Milano si esibì dal 1748 fino al 1769, mettendosi in evidenza soprattutto nell'opera seria di Giuseppe Ponzo Arianna e Teseo.[4]

Tra il 1749 e nel 1755 la sua fama era già all'apice ed effettuò tournée in Spagna e in Portogallo,[2][3] invece nel biennio 1764-1765 cantò in Inghilterra a Londra,[3] nell'opera seria Adriano in Siria di Johann Christian Bach; durante la sua permanenza londinese incontrò il giovanissimo Wolfgang Amadeus Mozart e gli diede qualche lezione di canto.[4]

Nel 1760 andò a Vienna, dove si esibì nelle opere di Johann Adolf Hasse, Christoph Willibald Gluck e Tommaso Traetta.[1][3]

Per dare l'addio al palcoscenico, si esibì il 17 ottobre 1771 nella prima assoluta della festa teatrale Ascanio in Alba di Mozart.[4][3]

Per quanto riguarda la sua data di morte, per alcune fonti morì nel 1782, invece per altre intorno al 1790.[1][2]

Manzuoli si distinse più per le sue doti vocali, che lo fecero considerare l'erede di Farinelli e di Caffarelli, che per quelle espressive;[2]inoltre il suo stile risultò molto personale e virtuoso, dato che Mozart, il 7 gennaio 1770, affermò dalla città di Verona che P. Potenza, «canta un po' manzolish» (Mozart, Briefe, I, p. 301), oltre a comporre le arie dell'Ascanio caratterizzate da pienezza di elaborazioni e fioriture.[1]

Vocalmente Manzuoli possedeva un registro sopranile che si estendeva per due ottave abbondanti e che in avanzata carriera si abbassò a quello contraltile.[1]

Tra i suoi allievi si può menzionare Angelo Monanni, in arte Manzoletto.[4]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j Giovanni Manzuoli, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 6 gennaio 2019.
  2. ^ a b c d e le muse, VII, Novara, De Agostini, 1966, p. 251.
  3. ^ a b c d e (EN) Manzuoli, Giovanni, su encyclopedia.com. URL consultato il 6 gennaio 2019.
  4. ^ a b c d Giovanni Manzuoli, su haendel.it. URL consultato il 6 gennaio 2019 (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2009).

BibliografiaModifica

  • (a cura di) G. Barblan e A. Della Corte, Mozart in Italia. I viaggi - Le lettere, Milano, 1956.
  • (EN) Ch. Burney, Music, men and manners in France and Italy…, Londra, 1969.
  • (ES) E. Cotarelo y Mori, Orígenes y establecimiento de la ópera en España hasta 1800, Madrid, 1917.
  • (EN) M. C. de Brito, Opera in Portugal in the eighteenth century, Cambridge, 1989.
  • (FR) J.-B.-F. de La Borde, Essai sur la musique ancienne et moderne, Parigi, 1780.
  • (EN) E. Gibson, Italian Opera in London, 1750-1775. Management and finances, in Early Music XVIII, XVIII, 1990, pp. XVIII.
  • P. Manzin, All'autore delle osservazioni in lingua francese sopra la musica, e la danza in Italia, Venezia, 1773.
  • (EN) (a cura di) G. W. Stone jr., The London stage 1660-1800. A calendar of plays, entertainments and afterpieces […]. Part 4 (1747-1776), Carbondale, 1962.
  • (EN) R. L. Weaver e N.W. Weaver Warren 1993, A chronology of music in the Florentine theater, 1751-1800, Warren, 1993.
  • (EN) I. Woodfield, New light on the Mozarts' London visit: a private concert with Manzuoli, in Music and letters, LXXVI, 1995, pp. 190-195, 201-205.
  • (EN) Manzuoli, Giovanni, in Baker's Biographical Dictionary of Musicians, IV, New York, Schirmer Books, 2001.
  • (EN) Manzuoli, Giovanni, in The New Grove Dictionary of Opera, III, Grove's Dictionaries of Music, 1992.

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