Girtiade

nonna del re di Sparta Acrotato

Girtiade (in greco antico: Γυρτιάς, Gyrtiàs; Sparta, ... – dopo il 262 a.C.) è stata una nobile spartana, nonna del re Acrotato.

Girtiade
nobile spartana
Mortedopo il 262 a.C.
ConsorteAcrotato ?
FigliAreo I ?

BiografiaModifica

L'unica testimonianza su Girtiade si trova nei Lacaenarum Apophthegmata (Detti delle donne spartane) di Plutarco,[1] dove si riporta che la donna era la nonna del re di Sparta Acrotato,[2] non sappiamo se da parte paterna (in tal caso sarebbe la madre di Areo I e la moglie di Acrotato, figlio di Cleomene II) oppure materna.

Plutarco racconta due frasi celebri attribuite dalla tradizione spartana a Girtiade. Nel primo episodio tramandato da Plutarco, quando il giovane nipote Acrotato fu riportato a casa ferito in modo serio dopo una zuffa con altri ragazzi e tutti in famiglia si lamentavano dell'accaduto, la nonna rimproverò i parenti, dicendo che il nipote aveva bisogno di cure, non di lamenti.[3]

Nel secondo episodio riportato dal biografo di Cheronea, quando giunse a Sparta la notizia della morte in battaglia di Acrotato (262 a.C.), che nel frattempo era diventato re, la nonna disse che non bisognava meravigliarsi, perché il nipote era partito o per uccidere i nemici o per essere a sua volta ucciso. In ogni caso, secondo la nonna del re, era molto meglio morire da valorosi in battaglia che vivere a lungo in città da codardi.[4]

In quest'ultima testimonianza, Plutarco racconta erroneamente che Acrotato era morto in battaglia a Creta invece che a Mantinea, confondendosi probabilmente col padre Areo I che dieci anni prima (272 a.C.) aveva effettivamente condotto l'esercito lacedemone nell'isola del Mar Egeo in aiuto della città di Gortina nella guerra contro Cnosso.[5]

NoteModifica

BibliografiaModifica

Fonti primarie
Fonti secondarie
  • (EN) Sarah B. Pomeroy, Spartan women, Oxford University Press, 2002, ISBN 0-19-513066-9.

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