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Giuseppe Raggio (pittore)

pittore italiano

BiografiaModifica

Nato a Chiavari, da Nicolò e da Maria Sanguineti, studiò all'Istituto Nautico e prese il brevetto di Capitano di lungo corso. Abbandonò presto la carriera di ufficiale di Marina ed espose a Genova le sue prime opere pittoriche. Si trasferì a Firenze per seguire i corsi all'Accademia di Belle Arti. Interessato in primo tempo a temi religiosi, suggestionato dal pittore aretino Pietro Benvenuti, subì poi l’influenza dei Macchiaioli, specialmente di Giovanni Fattori e aderì al suo progetto di rinnovamento della pittura, in chiave verista.

A RomaModifica

Nel 1848 si trasferì a Roma e dipinse ancora opere devozionali, come la Sacra Famiglia e il Samaritano, che furono esposte alla Promotrice di Genova negli anni 1854, 1860, 1861.

A Roma si interessava anche di pittura del paesaggio, ripreso dal vero. Rappresentava la campagna romana: scenario grandioso, di bellezza e di fatica, di miseria e di desolazione, ma con istanti di simbiosi tra uomo e natura, con i contadini al lavoro, le mandrie di bufali, i butteri a cavallo. Giuseppe Raggio visitava le paludi Pontine e il grossetano, appassionandosi anche a temi sociali e affascinato dalla solitudine della campagna romana. Era amico di Nino Costa che era legato ad identiche tematiche, e rimase incantato dalle innovative idee artistiche di Costa che chiedeva un nuovo indirizzo all’arte, basato sul vero sentire e sul vero ritrarre e lontano dalle Accademie. Raggio interpretava i suoi soggetti con realismo e intensità, doti proprie di un pittore animalista.

Nel 1860 dipinse Bufali, quadro conservato a Palazzo Pitti, a Firenze e alla Esposizione di Dublino del 1865 presentò una Campagna Romana. A Genova espose nel 1871, alla Promotrice, Carro con bufali portante un pezzo di travertino, il primo di una serie di dipinti sullo stesso soggetto. Nel 1872, alla mostra romana alla Casina Valadier, al Pincio, ammirò le opere di Enrico Coleman. All’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Milano, del 1885, espose Cavalli spaventati da un temporale, Bufalo nella palude e La mal’aria. Partecipò alla mostra del 1895-1896, per celebrare i venticinque anni di Roma Capitale.

 
Trasporto travertino su Aniene

In arte libertas e i XXV della Campagna romanaModifica

Nel 1890 è stato tra i fondatori della associazione di artisti In arte libertas, ideata da Nino Costa, e nel 1904 ha aderito al gruppo dei XXV della Campagna romana. Con il sodalizio In arte libertas presentò un Trasporto di un masso di travertino con bufali, oggi al Museo Nazionale della Scienza Leonardo da Vinci, di Milano.

Prese parte alle Biennali di Venezia del 1899 e del 1903; all'Esposizione del Sempione, a Milano, nel 1906 e all'Esposizione per il Cinquantenario dell'Unità d'Italia - che si tenne nel 1911 a Valle Giulia - con Miseria e amicizia, Nella Malaria e Bufali al lavoro. Il dipinto Amor materno, che rappresenta un gruppo di puledri che si stringono intorno alla loro madre, piacque tanto alla regina Elena che lo acquistò. Insieme al dipinto Buoi col bifolco si trova oggi nella quadreria del Quirinale. Nel Corteggiamento nella Campagna Romana Raggio ha dipinto un toro che appoggia la testa sulla groppa di una mucca bianca.

Era povero, era un solitario, in lotta perenne per difendere la propria indipendenza. Nel 1870 è stato nominato Accademico di merito della Ligustica (Genova); nel 1901 è stato eletto all'Accademia di San Luca - cui donò il dipinto A Maccarese - e nel 1911 divenne Socio Corrispondente della Società Economica di Chiavari. Organizzò una mostra personale a Roma, nel 1912. Giuseppe Raggio morì in completo isolamento, a 93 anni.

Sue opere presenti in musei di Genova-Nervi, di Roma, di Firenze e di Milano e presso l'Accademia di San Luca. La Quadreria della Società Economica di Chiavari possiede 14 bozzetti ad olio e 21 disegni.

OnorificenzeModifica

  Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
«1915»

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Raggio, Giuseppe Raggio, Torino, Edizioni d'arte E. Celanza, 1919.
  • Arturo Lancellotti, Un cantore della campagna romana: Giuseppe Raggio, Roma, Casa editrice Roma, 1923.
  • Renato Mammucari, I 25 della campagna romana: 1904-2004, Marigliano, LER, 2005.
  • Luciana Frapiselli, Giuseppe Raggio "pittore-poeta" in vista di San Pietro su un pianoro di Monte Mario, in Monte Mario, nº 238, Roma, Associazione Amici di Monte Mario, Marzo XXXVIII (2006), pp. 3.
  • Andrea Lavaggi, Giuseppe Raggio, un pittore ligure a Roma: la collezione della Società economica di Chiavari, Bordighera, Istituto internazionale di studi liguri, 2010.
  • Giancarlo Belardi, Giuseppe Raggio: 1823-1916: il grande cantore dell'Agro in una collezione romana, Roma, A. Curcio, 2010.

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Controllo di autoritàVIAF (EN61501582 · ISNI (EN0000 0000 6631 5030 · SBN IT\ICCU\CAGV\027375 · LCCN (ENnr2005013791 · GND (DE1113894806 · ULAN (EN500029130 · BAV ADV10624614 · WorldCat Identities (ENnr2005-013791