Governo Mišustin

governo della Federazione Russa
Governo Mišustin
Mishustin's confirmation hearing (2020-01-16) 05.jpg
Michail Mišustin interviene alla Duma di Stato il 16 gennaio 2020
StatoRussia Russia
Capo del governoMichail Vladimirovič Mišustin
(Indipendente)
CoalizioneRussia Unita
LegislaturaVII
Insediamento21 gennaio 2020
Left arrow.svg Medvedev II

Il Governo Mišustin (in russo: Правительство Мишустина?, traslitterato: Pravitel'stvo Mišustina) è il Governo della Federazione Russa attualmente in carica. La sua composizione è stata ufficializzata con decreto del Capo dello Stato Vladimir Putin il 21 gennaio 2020 su proposta del Primo ministro Michail Mišustin.[1]

L'incarico a Mišustin era stato conferito da Putin il 16 gennaio 2020 dopo il voto favorevole della Duma di Stato. Il giorno prima si era dimesso il precedente governo, presieduto da Dmitrij Medvedev, subito dopo il messaggio al Parlamento del Capo dello Stato in cui erano stati dettati gli indirizzi da perseguire nell'immediato: tra gli altri punti in questione, da un lato politiche sociali finalizzate all'incremento del tasso di natalità, alla tutela delle famiglie e alla crescita del reddito familiare e della qualità della vita dei cittadini,[2][3] dall'altro una riforma costituzionale che desse maggiori poteri alla Duma nella fase di assegnazione dei ruoli del Primo ministro, dei suoi vice e di parte dei ministri.[4]

Rispetto al precedente esecutivo, nel governo Mišustin è stato soppresso il Ministero del Caucaso settentrionale, le cui competenze sono state assegnate al Ministero dello sviluppo economico. È passata invece dal controllo di quest'ultimo a quello del Ministero delle Finanze l'Agenzia federale per la gestione delle proprietà statali, mentre il Servizio del catasto e della cartografia, quello del controllo sanitario e l'Agenzia federale medico-biologica sono diventate strutture autonome di diretta competenza del governo.[5]

Del governo, oltre al Presidente, fanno parte nove vicepresidenti, di cui un Primo vicepresidente, Andrej Belousov, e 21 ministri federali. Tre vicepresidenti e 12 ministri federali dell'esecutivo Mišustin sono membri del precedente governo che sono stati confermati nei loro ruoli.[6]

Composizione del governoModifica

Presidente   Michail Mišustin
(Indipendente)
Primo vicepresidente   Andrej Belousov
(Indipendente)
Vicepresidenti   Dmitrij Grigorenko
(Indipendente)
  Jurij Trutnev
(Russia Unita)
  Viktoria Abramčenko
(Russia Unita)
  Tat'jana Golikova
(Russia Unita)
  Jurij Borisov
(Indipendente)
  Dmitrij Černyšenko
(Indipendente)
  Aleksej Overčuk
(Indipendente)
  Marat Chusnullin
(Indipendente)
Ministro della difesa   Sergej Šojgu
(Russia Unita)
Ministro degli esteri   Sergej Lavrov
(Russia Unita)
Ministro delle situazioni di emergenza   Evgenij Ziničev
(Indipendente)
Ministro della giustizia   Konstantin Čujčenko
(Russia Unita)
Ministro degli interni   Vladimir Kolokol'cev
(Russia Unita)
Ministro della cultura   Ol'ga Ljubimova
(Indipendente)
Ministro dell'energia   Aleksandr Novak
(Russia Unita)
Ministro dei trasporti   Evgenij Ditrich
(Indipendente)
Ministro dell'industria
e del commercio
  Denis Manturov
(Russia Unita)
Ministro dello sviluppo informatico   Maksut Šadaev
(Indipendente)
Ministro delle risorse naturali
e dell'ecologia
  Dmitrij Kobylkin
(Russia Unita)
Ministro della sanità   Michail Muraško
(Indipendente)
Ministro dell'agricoltura   Dmitrij Patrušev
(Indipendente)
Ministro dell'edilizia   Vladimir Jakušev
(Russia Unita)
Ministro dell'istruzione   Sergej Kravcov
(Indipendente)
Ministro della scienza
e dell'educazione superiore
  Valerij Fal'kov
(Indipendente)
Ministro dello sviluppo
dell'Estremo Oriente e dell'Artico
  Aleksandr Kozlov
(Russia Unita)
Ministro dello sport   Oleg Matycin
(Indipendente)
Ministro del lavoro
e della tutela sociale
  Anton Kotjakov
(Indipendente)
Ministro delle finanze   Anton Siluanov
(Russia Unita)
Ministro dello sviluppo economico   Maksim Rešetnikov
(Russia Unita)

NoteModifica

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