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Una moderna ricostruzione della groma romana

La groma, strumento utilizzato dal mensor o gromatico già ai tempi degli Etruschi e, successivamente, dell'antica Roma, serviva per tracciare sul territorio allineamenti tra loro ortogonali, quindi necessari per il tracciamento di nuove città, quartieri e strade o per frazionare il territorio in quadrati o rettangoli, al fine del calcolo delle superfici.

È costituita da un'asta verticale che si conficcava nel terreno e recante in sommità un braccio di sostegno per due aste tra loro ortogonali. Le estremità delle aste hanno dei fori a distanza uguale sui quali vengono appesi dei fili a piombo, che risultavano due a due tra loro ortogonali e servono per traguardare i capisaldi.

Questo strumento veniva costruito in legno con particolari di metallo nelle parti ritenute di maggiore importanza o usura.

EtimologiaModifica

L'etimologia della parola groma deriva dal greco γνώμων, gnṓmōn, indicatore (dalla stessa origine deriva anche lo gnomone). Lo strumento sembra aver avuto origine in Mesopotamia e da qui fu importato dai Greci nel IV secolo a.C.; dai Greci passò agli Etruschi e successivamente il suo utilizzo passò ai Romani[1].

Gromatici famosiModifica

NoteModifica

  1. ^ Hong-Sen Yan & Marco Ceccarelli, International Symposium on History of Machines and Mechanisms: Proceedings of HMM 2008 (Springer), 2009, p. 107, ISBN 1-4020-9484-1.

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