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Gruppo di azione locale

Il gruppo di azione locale (o semplicemente GAL) è un gruppo (generalmente una società consortile) composto da soggetti pubblici e privati allo scopo di favorire lo sviluppo locale di un'area rurale attraverso Fondi strutturali.

I GAL elaborano il piano di azione locale (PAL) e gestiscono i contributi finanziari erogati dall'Unione europea e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR, erede della sezione "Orientamento" del precedente fondo FEOGA).

Per realizzare il PAL, il GAL dispone di fondi nell'ambito del programma d'iniziativa comunitaria LEADER.

StrutturaModifica

Il GAL è, in sintesi, uno strumento di programmazione negoziata che riunisce tutti i potenziali attori dello sviluppo (quali sindacati, associazioni di imprenditori, imprese, comuni, ecc.) nella definizione di una politica "concertata".

La "programmazione concertata" non è una creazione del diritto comunitario, ma è intimamente connessa alla storia politica italiana ed è un argomento di dottrina politica prima ancora che economico e giuridico. Già prima dell'applicazione in Italia dell'"approccio LEADER", la programmazione concertata era prevista dalle leggi nazionali ( L. 7 agosto 1995, n. 104 e successivamente L. 23 dicembre 1996, n. 662), e serviva ad esprimere l'ideologia dello "sviluppo locale" bottom-up. Negli anni novanta del '900 sono una espressione di programmazione negoziata i "patti territoriali" finalizzati allo sviluppo delle regioni meridionali della penisola, che però hanno registrato un sostanziale insuccesso (CENSLOC , Politiche per lo sviluppo locale, Milano, Franco Angeli, 2008).

Ma le prime affermazioni della "programmazione concertata" risalgono ai congressi della Democrazia Cristiana degli anni '60 del '900, dove tale strumento è stato proposto come una mediazione tra la posizione liberale, da sempre ostile al metodo della programmazione in economia ed ancorata su postulati anti-storicisti popperiani, crociani ed einaudiani (cioè che ritengono falsa la concezione della storia come "corso" e come progressione e quindi affermano l'inutilità di ogni programmazione), e la posizione comunista, essenzialmente connaturata alla programmazione centralizzata di tutte le componenti dell'economia e alla concezione della storia come un corso progressivo. (sul tema si veda Franco Sotte, Riflessioni sull’agricoltura e lo sviluppo rurale nella testimonianza e nell’impegno di Albertino Castellucci , in Atti Convegno Castellucci, pagg. 5 e 6 , in http://www.storiamarche900.it/uploads/File/AttiConvegnoCastellucci.pdf)

Attraverso il progressivo consolidamento delle logiche programmatorie e decisionali partecipate e condivise previste dal LEADER, vengono favoriti percorsi ed atteggiamenti innovativi e, comunque, propulsori di effettivo cambiamento nell'ambito della sfera pubblica locale, del mondo imprenditoriale e della collettività, con conseguente emersione e valorizzazione di nuovi attori e nuove relazioni e l'affermazione di modelli locali di sviluppo orientati alla valorizzazione delle risorse e delle opportunità presenti nel territorio.

A tale scopo, il "Programma di sviluppo rurale" (PSR) stabilisce le strategie, le priorità e gli obiettivi specifici da perseguire attraverso l'Asse prioritario metodologico (Asse IV), definendo in maniera piuttosto dettagliata anche gli strumenti, i soggetti, gli interventi e l'assetto operativo ed attuativo generale, nonché le principali modalità ed i percorsi esecutivi da attivare. Il metodo della programmazione in ambito socio-economico, in quanto fondato sul postulato che si possano anteporre gli obiettivi agli atti che applicano gli obiettivi, è però giudicato uno strumento infondato e un residuo della fallimentare concezione economica socialista, da Bruno Dente , che così afferma nel solco della moderna epistemologia (così a pagg.30-31 di Bruno Dente, In un diverso stato, 1995, ed. Il Mulino).

Quadro normativoModifica

Il quadro delle nuove norme comunitarie a sostegno dello sviluppo rurale nel periodo di programmazione 2007-2013 prevede un'ampia e definitiva valorizzazione dell'approccio LEADER attraverso una sua diretta implementazione nell'ambito della programmazione generale delle strategie e degli interventi. L'approccio LEADER, come definito agli articoli 61-65 del Reg. (CE) 1698/2005, viene quindi trasposto in termini di Asse prioritario metodologico (Asse IV) ed attivato come strumento strategico e qualificante degli interventi per lo sviluppo rurale per il periodo di programmazione 2007/2013.

Ai sensi dell'art. 62 del Reg. CE n. 1698/2005, la strategia associativa di sviluppo locale è posta in essere da gruppi di azione locale (GAL) pertanto, i soggetti attuatori dell'Asse IV sono rappresentati dai GAL.

Sulla base anche dell'esperienza maturata a livello regionale nei precedenti periodi di programmazione, il Programma di sviluppo rurale 2007-2013 (PSR) recepisce e valorizza la metodologia LEADER, ampliandone la potenziale valenza e la ricaduta territoriale rispetto alla precedente fase LEADER+, per innescare significativi “effetti di processo e di sistema”.

Ai sensi dell'art. 61 del Reg. (CE) 1698/2005, l'approccio LEADER è caratterizzato almeno dai seguenti elementi:

  • strategie di sviluppo locale territoriali destinate a territori rurali ben definiti, di livello subregionale
  • partenariato pubblico-privato sul piano locale (“gruppi di azione locale”)
  • approccio dal basso verso l'alto, attraverso gruppi di azione locale dotati di potere decisionale in ordine all'elaborazione e all'attuazione di strategie di sviluppo locale
  • concezione e attuazione multisettoriale della strategia basata sull'interazione tra operatori e progetti appartenenti a vari settori dell'economia locale
  • realizzazione di approcci innovativi
  • realizzazione di progetti di cooperazione
  • collegamento in rete di più partenariati locali.

Conseguentemente, tali elementi, oltre che determinare il quadro generale delle condizioni che devono essere assicurate ai fini della corretta attuazione dell'Asse 4 nell'ambito del PSR, rappresentano necessariamente anche il quadro di riferimento per quanto riguarda i requisiti generali richiesti ai singoli soggetti/strumenti di programmazione locale (GAL-PSL). Nel recepire tale impostazione, il PSR riconosce e ricompone i suddetti elementi qualificanti dell'approccio LEADER sulla base di tre aspetti principali e complessivi, strettamente legati tra loro, atti a fornire le coordinate prioritarie ai fini della configurazione dell'approccio medesimo:

  1. territorio rurale chiaramente definito e delimitato
  2. partenariato pubblico-privato (gruppi di azione locale)
  3. strategia di sviluppo locale promossa e realizzata con approccio ascendente e intersettoriale

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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