Guglia

elemento architettonico
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La guglia (con aferesi dal desueto aguglia, dal latino parlato *acuculam, dimunutivo di acus, 'ago'[1]) è un elemento architettonico decorativo a forma piramidale, alta e sottile, usata come ornamento nelle coperture delle chiese, campanili, torri, ecc. La guglia è un elemento tipico, ma non esclusivo, dell'architettura gotica.

Il pinnacoloModifica

Se è la continuazione di un pilastro, la guglia si chiama pinnacolo. Il pinnacolo ha solitamente una funzione strutturale (anche se nel tempo è andato perdendola), in quanto il suo carico è mirato a deviare verso il basso le spinte orizzontali provocate dall'appoggio di un arco o di una volta.

La flècheModifica

 
Flèche della Cattedrale di Notre-Dame di Parigi prima dell'incendio del 15 aprile 2019

La parola francese flèche tradizionalmente si riferisce a quelle particolari guglie poste nella crociera delle cattedrali e rappresenta un elemento caratteristico dell'architettura gotica della Francia e di quei paesi che abbracciarono direttamente l'influsso di questo stile. Generalmente è composta di un'ossatura lignea rivestita di piombo o di rame, ed è generalmente di fattura ricca, leggera, ornata talora di elementi in ferro battuto.[2]

La flèche più grande mai realizzata al mondo è quella della Cattedrale di Rouen, in Francia, che eretta in ghisa alla fine del XIX secolo arriva a un'altezza di ben 151 metri. La guglia della cattedrale di Notre-Dame a Parigi, ricostruita in stile neogotico nel 1858-1859 su progetto di Eugène Viollet-le-Duc in luogo dell'originale duecentesca demolita nel 1792, è andata completamente distrutta in un incendio divampato il 15 aprile 2019.[3]

NoteModifica

  1. ^ Michele Colombo e Paolo D'Achille, Repertorio italiano di famiglie di parole, Bologna, Zanichelli, 2019, p. 13, ISBN 978-88-08-42071-8.
  2. ^ (EN) Flèche | architecture, su Encyclopedia Britannica. URL consultato il 10 maggio 2020.
  3. ^ Parigi, incendio divora la cattedrale di Notre-Dame: collassati guglia e tetto. "La struttura portante è salva", su Il Fatto Quotidiano, 15 aprile 2019. URL consultato il 10 maggio 2020.

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