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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando la stazione di Goyang, vedi Stazione di Hwajeon.
Hwajeon
Hwajeon Cooking 10.jpg
Hwajeon al rododendro
Origini
Luogo d'origineCorea
Dettagli
Categoriadolce
Ingredienti principali
  • fiori commestibili
  • farina di riso glutinoso
  • miele
 

Il hwajeon (화전?, 花 煎?; ovvero "fiore fritto") è un dolce coreano. Ha le fattezze di una piccola torta e viene preparato usando farina di riso glutinoso, miele e petali di fiori commestibili come, ad esempio, il rododendro coreano.[1][2][3] Per tradizione viene consumato durante le celebrazioni coreane del samjinnal, del compleanno di Buddha o del hwajeon nori.[4]

EtimologiaModifica

La parola hwajeon è un sostantivo composto dalle parole sino-coreane hwa (?, ?), che significa "fiore", e jeon (?, ?), che significa "fritto in padella". I sinonimi kkot-bukkumi (꽃 부꾸미?) e kkot-jijimi (꽃 지지미?) sono anche essi dei composti e sono ottenuti rispettivamente dall'unione delle parole kkot (?), che significa "fiore", e bukkumi (부꾸미?), che significa "torta di riso saltata in padella", o jijimi (지지미?), ovvero "frittella".[5]

PreparazioneModifica

Esistono due metodi per preparare il hwajeon:

  • La farina di riso glutinoso viene condita con sale e impastata con acqua bollente.[1] L'impasto così ottenuto viene modellato a piacere e fritto nell'olio di sesamo. Durante la cottura, i petali dei fiori vengono pressati delicatamente sulla frittella.[1][2]
  • Viene creato un denso impasto di farina di riso glutinoso da cui si ricavano fogli dello spessore di circa 5 mm.[1] Successivamente, dopo essere stato guarnito con dei petali commestibili, i fogli vengono tagliati con un apposito tagliabiscotti chiamato hwajeon-tong del diametro di 5 cm.[1] I tortini vengono infine fritti nell'olio di sesamo.[1] Questo metodo culinario è stato utilizzato nella cucina della corte reale coreana.[1]

Dopo la loro cottura, le torte vengono addolcite con il miele e cosparse di polvere di cannella.[1]

VariantiModifica

 
Tortine hwajeon durante la frittura (2008)

Esistono molte varianti di hwajeon e ciascuna di esse si differenzia in base ai petali utilizzati. Solitamente, per la preparazione del piatto si utilizzano fiori di stagione: se in primavera vengono cucinati hwajeon a base di rododendro (진달래 화전?, 杜鵑花煎?, ovvero jindallae-hwajeon), fiore di pera (이화 전?, 梨花煎?, ovvero Ihwa-jeon, oppure 배꽃화전?, baekkot-hwajeonLR), gaenari (개나리 화전?, gaenari-hwajeonLR), fiore di ciliegio (벚꽃 화전?, beotkkot-hwajeonLR) e viola coreana (제비꽃화전?, jebikkot-hwajeonLR, jangmi-hwajeonMR, in estate vengono preparati dolcetti a base di rosa (장미 화전?, 薔薇花煎?, ovvero jangmi-hwajeon) mentre in autunno vanno per la maggiore quelli a base di crisantemo indiano (국화전?, 菊花煎? ovvero gukhwa-jeon) o quelli con la cresta di gallo (맨드라미 화전?, Maendeurami-hwajeonLR).[1][3] In inverno, stagione in cui i fiori scarseggiano in Corea, vengono preparati dolci a base di foglie di artemisia coreana, prezzemolo giapponese, seogi o giuggiolo modellati a mo di fiore.[1]

Hwajeon noriModifica

Il hwajeon nori, che si traduce letteralmente in "gioco delle torte di fiori", è una tradizione che consiste in un picnic in montagna durante il quale si osservano i fiori di stagione. Durante la celebrazione, che avviene durante la primavera e l'autunno,[5] i partecipanti portano con sé una padella e vari ingredienti e cucinano dei hwajeon.[1] Questa usanza risale all'era dei Tre regni di Corea (57 a.C. - 668 d.C.) e nacque a Silla.[5]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k (KO) 화전(花煎), su encykorea.aks.ac.kr. URL consultato il 30 luglio 2019.
  2. ^ a b (EN) Annual Customs of Korea: Notes on the Rites and Ceremonies of the Year (PDF), su raskb.com. URL consultato il 30 luglio 2019.
  3. ^ a b (EN) Kinds of Rice Cakes, su foodinkorea.org. URL consultato il 30 luglio 2019.
  4. ^ (EN) Autori vari, Mapping Leisure: Studies from Australia, Asia and Africa, Springer, 2018, p. 163.
  5. ^ a b c (EN) Autori vari, Encyclopedia of Korean Seasonal Customs: Encyclopedia of Korean Folklore and Traditional Culture Vol. 1, The National Folk Museum of Korea (South Korea), 2014, p. 132.

Voci correlateModifica

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