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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando i cosiddetti ideologi francesi del XVIII/XIX secolo, vedi Ideologi.

1leftarrow blue.svgVoce principale: ideologia.

Per ideologo s'intende la persona, o il gruppo di persone, che - solo occasionalmente coincidente con il capo politico o organizzativo - con le proprie elaborazioni culturali e dottrinarie contribuisce in maniera determinante a fornire le basi teoriche e programmatiche di un'associazione come, per antonomasia, un partito politico.

A dispetto della logica, talvolta la codificazione ideologica può avvenire a posteriori rispetto alla nascita di un movimento e coincide, quasi sempre, con la sua trasformazione in vero e proprio partito.

È detto altresì ideologo il principale esponente - in senso cronologico o qualitativo - di un'ideologia anche non politica o di una filosofia ovvero di un genere artistico o letterario, anche quando essi non diano luogo ad una vera e propria organizzazione.

StoriaModifica

ItaliaModifica

Primo NovecentoModifica

Nella politica italiana, tra le figure storiche di ideologi vi è, ad esempio, Giovanni Gentile.

Con il Manifesto degli intellettuali del fascismo, egli cercò di giustificare - di fronte alla cultura liberale allora dominante - le più controverse azioni del primo fascismo, dando al PNF una prima base ideologica, più volte riformulata nei due decenni seguenti.

Benedetto Croce, con il complesso della sua attività pubblicistica e politica, può essere considerato come il principale ideologo del liberalismo novecentesco italiano e del partito, il PLI, che nel 1943 da questa ideologia prenderà il nome.

Secondo NovecentoModifica

Gianfranco Miglio, politologo che ha sempre sostenuto ipotesi di trasformazione dello Stato italiano in senso federale o, addirittura, confederale, è stato a lungo accreditato come ideologo della Lega Nord.

Domenico Fisichella fu il primo, prima ancora di impegnarsi in politica, a chiedere al Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale d'impegnarsi in un'alleanza nazionale che, abbandonati i residui connotati neofascisti, avrebbe riunito i cattolici moderati, i liberali non progressisti ed i conservatori non reazionari. È stato, quindi, considerato l'ideologo della prima fase di Alleanza Nazionale, insieme con Gennaro Malgieri, autore delle tesi di Fiuggi.