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Le Déserteur (Boris Vian)

brano musicale di Boris Vian
(Reindirizzamento da Il disertore (Boris Vian))
Il disertore (Le Déserteur)
Artista
Autore/iBoris Vian & Harold Berg
Genere
Data1954

Le Déserteur ('il disertore') è una canzone francese conosciuta in tutto il mondo, scritta da Boris Vian nel 1954 e pubblicata nell'esecuzione di Marcel Mouloudji il 27 maggio di quello stesso anno, giorno della disfatta della Francia nella Battaglia di Dien Bien Phu, che segna la fine della guerra d'Indocina.

Indice

InterpretazioniModifica

Il primo interprete fu, nel 1954 Marcel Mouloudji, cui seguirono lo stesso Boris Vian, Serge Reggiani, Richard Anthony, Johnny Hallyday, Claude Vinci, Dan Bigras, Leni Escudero, Dédé Fortin e, tradotta in inglese, Joan Baez e Peter, Paul and Mary.

La versione italiana più conosciuta è quella tradotta da Giorgio Calabrese, che è stata incisa da Ornella Vanoni nel 1971[1], da Serge Reggiani nel 1972[2], da Ivano Fossati nel 1992[3], dai Marmaja nel 2002[4] e dai Folkabbestia nel 2006[4]

Margot inoltre l'ha incisa in lingua originale nel 1964, mentre Renzo Gallo l'ha tradotta ed incisa in piemontese.

I Buio Pesto l'hanno tradotta ed incisa in genovese.

La corale L'Escabòt l'ha tradotta ed incisa in occitano.

ContenutoModifica

Il testo è composto da dodici strofe di quattro versi ciascuna, legati in rime baciate. La lettera è indirizzata a un "egregio Presidente" da un uomo chiamato alle armi. Chi canta, spiega che non se la sente di andare in guerra, spiegando di non essere un assassino e di non volerlo diventare con una guerra che gli ha portato via la famiglia.

In Italia è stata ripresa per la prima volta da Margot (alias Margherita Galante Garrone) nel periodo dei Cantacronache (1958/1960). Successivamente è stata tradotta da Luigi Tenco, che la intitolò Padroni della terra e la incise, ma non la pubblicò. Ornella Vanoni l'ha inserita nella scaletta del suo primo album dal vivo, nel 1971. Fu poi ritradotta da Giorgio Calabrese e incisa da Ivano Fossati nel 1992.

CensuraModifica

La canzone è stata più volte censurata a livello internazionale. Ha destato scalpore quando Joan Baez la utilizzò per moltissime marce pacifiste.

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

Le Déserteur in 48 lingue, storia completa della canzone in Francese, Italiano e Inglese, dal Sito Canzoni contro la guerra (CCG/AWS)