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BiografiaModifica

Nativo del popolare rione reggiano di Santa Croce[1], emigrò in Francia nel 1930 al seguito della famiglia per sfuggire al Fascismo, in quanto il padre, Ferruccio Reggiani, era un parrucchiere di idee antifasciste. I Reggiani si stabilirono inizialmente a Yvetot, in Normandia, e successivamente a Parigi nella zona di Faubourg Saint-Denis, dove il padre continuò a svolgere l'attività di parrucchiere che lo stesso Sergio praticò come apprendista.

 
Tomba di Serge Reggiani al cimitero di Montparnasse

Già in giovane età si dedicò al teatro, e nel 1937, si iscrisse al conservatorio delle arti cinematografiche, dove ottenne un primo riconoscimento. Dopo aver ricoperto piccoli ruoli in teatro e al cinema, nel 1939 si iscrisse al Conservatorio nazionale d’arte drammatica, dal quale otterrà due premi in dramma e commedia. Diede eccellenti prove del suo talento sia nel repertorio classico (Jean Racine e Lope de Vega) che in quello moderno (Armand Salacrou, Jean-Paul Sartre e Jean Cocteau). Nel 1942 esordì nel cinema, ma inizialmente interpretò ruoli secondari. Durante la seconda guerra mondiale, con l'invasione nazista di Parigi, Reggiani fu costretto a fuggire dalla città per evitare il lavoro obbligatorio in Germania, e il servizio di leva nell'esercito italiano.

Nel 1948 ottenne la cittadinanza francese, tre anni dopo aver sposato l'attrice Janine Darcey, da cui avrà due figli. Negli anni successivi cominciò a interpretare ruoli cinematografici più importanti in film come Manon (1949), ma soprattutto con Casco d'oro (1952). Amico di Yves Montand e di Simone Signoret, nel 1963 conobbe a casa loro Jacques Canetti, uno scopritore di talenti dell'universo della musica, che gli propose di intraprendere la carriera di cantante. Da lì Reggiani si affermò anche come chansonnier, collaborando spesso con la cantante Barbara.

Gli anni 1970 furono il periodo in cui l'attore raggiunse l'apice del proprio successo sia nel cinema che nella musica. Nel 1973 incise l'LP Poètes per la Polydor; tra le sue canzoni di grande successo, vi sono Le Barbier de Belleville, Ma Libertè e Les Loups. Lavorò pure per il cinema italiano con i film Manù il contrabbandiere (1947), Bufere (1953), ma soprattutto con Tutti a casa (1960), diretto da Luigi Comencini e al fianco di Alberto Sordi, Il Gattopardo (1963) di Luchino Visconti e Il giorno della civetta (1968) di Damiano Damiani. Recitò anche per la televisione italiana, in sceneggiati come I Giacobini (1963) di Federico Zardi, per la regia di Edmo Fenoglio.

Nel 1980, il suicidio del figlio Stéphan segnò personalmente e artisticamente Serge Reggiani. Il tragico evento rallentò la sua carriera di cantante e di attore, e per un po' di tempo egli si ritirò in solitudine e si dedicò alla pittura, e negli anni successivi dovette curarsi dalla depressione e dalla dipendenza dall'alcool. Nel 1985 il Presidente della Repubblica francese gli conferì il titolo di Cavaliere della Legion d'onore. Nel 1990 pubblicò un'autobiografia dal titolo La question se pose. Nel 1997, dopo tanti anni tornò nella sua città natale, Reggio Emilia, per partecipare a un concerto durante la Festa dell'Unità. Nel 2002 ricevette l'Ordine nazionale al merito dal presidente Jacques Chirac.

Reggiani morì nel 2004 a Parigi, a 82 anni, per un arresto cardiaco. Lasciò la seconda moglie Annie Noël, dalla quale aveva avuto tre figli. È sepolto al cimitero di Montparnasse insieme a suo figlio Stéphan e ai suoi genitori. Il presidente Chirac, in occasione dei suoi funerali, lo definì un "poeta dal cuore immenso"[2].

Molto amato dal pubblico francese, era soprannominato "L'Italien" per via delle sue origini e del suo accento[3], e per questa sua condizione di italo-francese aveva scritto e cantato la canzone dal titolo L'italien, come tributo alla sua terra d'origine.

FilmografiaModifica

 
Alberto Sordi e Serge Reggiani in Tutti a casa (1960)
 
Serge Reggiani (a destra) con Davide Montemurri nello sceneggiato I Giacobini (1963)

Doppiatori italianiModifica

OnorificenzeModifica

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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