Intolleranza (società)

Non riuscire a sopportare il diverso

L'intolleranza è l'atteggiamento di colui che nei vari campi dello spirito umano considera le proprie idee, sentimenti e opinioni così incontestabilmente vere e fondate da negare aprioristicamente valore a una qualsiasi difformità di pensiero che le metta in discussione. L'intolleranza, propria di chi è convinto di possedere verità assolute nella religione, nella politica o nella scienza, si manifesta nell'intento non solo di difendere e rafforzare le proprie convinzioni, ma anche di evitare che chi dissente cada in quello che si presume sia un errore.[1]

In un contesto sociale o politico l'intolleranza si manifesta praticamente nella repressione o persecuzione di persone o opinioni tramite comportamenti razzisti, sessisti e in generale di avversione verso orientamenti e preferenze sessuali, posizioni religiose, politiche. In molti casi l'intolleranza si basa su pregiudizi e può condurre nei casi estremi a discriminazione, violenza fisica (genocidio, olocausto) o verbale.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b Alberto Pincherle, Intolleranza, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1933.

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